Gioielli Rubati 3: (Felice Serino – Mario Benedetti – Cipriano Gentilino – Ha Jin – Vicente Vives – Angela Greco)

Geografia di graffi

dirò di quella volta
che l’ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio

pensavo fosse finita
mentr’ero sballottato
come una cosa

poi mi guardai
la geografia di graffi

e mi toccai
inebetito

di Felice Serino, qui
https://sestosensopoesia.wordpress.com/2018/09/16/geografia-di-graffi/

*

IL PASSO DEL TEMPO

Quando eravamo piccoli
i vecchi erano quelli sulla trentina
una pozza era un oceano
la morte praticamente
non esisteva

diventati ragazzi
i vecchi erano persone sui quaranta
uno stagno era un oceano
la morte solamente
una parola

quando poi ci siamo sposati
gli anziani erano quelli sui cinquanta
un lago era un oceano
la morte era la morte
degli altri

ormai avanti negli anni
sappiamo qual è la verità
l’oceano è finalmente l’oceano
ma la morte comincia e essere
la nostra

di Mario Benedetti

(Tratto da: Viento del exilio, Editorial Sudamericana, 1981)

qui:
https://rebstein.wordpress.com/2018/09/15/il-passo-del-tempo/#more-91252

*

VOLVER

Torno dov’ero
tra voi
composti nelle file
delle foto tessera ingiallite
per confidenze sparse
nel soliloquio
di illusi frammenti
coi fiori dell’apparire,

i muri di casa trasudano ragnatele
e gli infissi gonfi di salsedine
non trattengono più intimità,

il solito non muore
consumatevi sereni
io ritorno dov’ero
la valigia ha fondo ancora.

Ⓒ Cipriano Gentilino

qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2018/09/15/volver/

*

Loro arrivano

Qualche volta mentre cammini,
tornando a casa o uscendo per incontrare un amico,
loro arrivano. Spuntano fuori da dietro colonne ed alberi
e si avvicinano come un branco a caccia di una pecora.
Tu sai che è inutile nasconderti o scappare,
quindi ti fermi, ti accendi una sigaretta e attendi il loro arrivo.

Qualche volta quando ti trovi in un ristorante,
mentre mangi il primo in attesa del secondo,
loro arrivano. Una mano sicura si appoggia sulla tua spalla.
La conosci questa mano,
non c’è bisogno di girarti per vedere il viso.
Gli altri ospiti, spaventati, cercano di fuggire,
il mento della cameriera trema mentre parla,
ma tu, come se nulla fosse, attendi il conto.
Dopo aver pagato andrai via insieme a loro.

Qualche volta quando apri la porta dell’ufficio,
e, mentre pensi all’articolo che stai scrivendo e
alla recensione che devi leggere, ti prepari un tè.
Ecco, che loro arrivano. Saltano fuori da dietro la porta
come degli spiriti che accolgono un bambino nel loro rifugio.
Ma tu, vedendo tazze e carta per terra, non vuoi entrare.
Ti chiedi come potrai mandare un messaggio a casa.

Qualche volta quando, dopo una dura giornata di lavoro,
sei stanco morto e non vedi l’ora di andare a dormire,
dopo la doccia e un bicchierino,
loro arrivano. Cambiano il colore del tuo sogno:
ti fanno male le ferite sul corpo,
piangi sul destino degli altri.
Solo ora osi difenderti con le tue mani
Ma uno schianto e un male improvviso
ti riportano al silenzio e all’insonnia.

Ecco, che loro arrivano.

di Ha Jin
Traduzione di Stefanie Golisch
qui:
https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2018/09/14/they-come-di-ha-jin-china1956/

*

Irraggiungibile

Con l’infinita pace del tuo silenzio
Presumo che tu e io ci sentiamo come i miei,
per essere quell’abitudine, quella mania,
che in me è rinato e davanti a me è presente.

Prigioniero della tua voce ti venerò
inginocchiato a sud della tua ostinazione
e anche il mio nord, elegia magica
Sono con te, mi giudico e mi condanno.

Sogno di averti tra le mie braccia,
angelica come una brava ragazza,
delirio di un desiderio irrimediabile.

Mortale nella purezza dei tuoi colpi
Mi arrendo e mi asservisco alla frase
benedetto per raggiungerti irraggiungibile .

di Vicente Vives
qui
https://poesiainstante.wordpress.com/2018/09/05/inalcanzable/

*

Oltre il bianco

Voglio avere ogni giorno l’età esatta
corrispondente a giorno mese anno
senza altro sforzo, senza aggiungere
null’altro e nemmeno senza togliere
persone fatti ricordi in quest’ordine.
Voglio abbracciare i tuoi occhi verdi,
le tue mani creatrici e anche la pietra
senza altro sforzo, senza aggiungere
null’altro, nemmeno una parola di meno
rispetto al tuo silenzio e alla mia logorrea.

Continuo a chiedere scusa per questo cuore,
affaccendato a vivere, stanco di ragionare.
Adesso che metterò da parte anche i segni
sei sicuro che riuscirai a comprendermi?
Appartengo ad una clessidra che fatica
granello dopo granello, perché non si perda
il rimpiantissimo momento fuggente. E, tu?
Il prezzo dei loculi e tutto il bianco del cimitero
nuovo, non corrispondono al rispetto dovuto;
diventammo civili con il culto dei morti, ma oggi?

Ti direi «abbracciami», ma non ti corrisponde
e hai sempre troppe domande in agguato.
Un altro anno sta passando e «se proprio devo
innamorarmi di qualcuno» sicuramente sarà di te.
Scrivimi, quando arrivi a destinazione.
Scrivimi la destinazione.
Scrivimi.

di Angela Greco
qui
https://www.alfonsograziano.com/

***

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18 thoughts on “Gioielli Rubati 3: (Felice Serino – Mario Benedetti – Cipriano Gentilino – Ha Jin – Vicente Vives – Angela Greco)

  1. ma la bella sorpresa sei tu, caro Flavio! quando arrivi come brezza in una giornata ancora estiva nonostante il calendario e carezzi la mia gioia con condivisioni come questa, rallegrando una domenica che, altrimenti, sarebbe rimasta anonima…GRAZIE ❤

  2. Pingback: Gioielli Rubati 3: (Felice Serino – Mario Benedetti – Cipriano Gentilino – Ha Jin – Vicente Vives – Angela Greco) | SESTOSENSOPOESIA feliceserino's blog

  3. Ciao Flavio. E’ un onore per me leggere poesie come queste. La poesia di Cipriano Gentilino la conosco già ma è bello scoprire altre opere poetiche. Magari alcune sono in grado più di altre di toccare le nostre corde ma suscitano sempre sensazioni belle. Grazie.

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