ascolti amArgine: in Giustizie (Nomadi e Piero Ciampi)

MAMMA GIUSTIZIA (NOMADI) 1973

Con grandi occhi vede per te
con forte voce parla per te
con larghe braccia lei ti proteggerà
Mamma Giustizia sa quello che fa
se vedi uno che mangia per tre
e un altro che non ha niente per sé
non ci pensare non sono affari tuoi
Mamma Giustizia ci pensa per te.

Sei nei guai
ricorri a lei
vedrai vedrai
non sbaglia mai
spina del delinquente
rosa per l’innocente
tu abbi fiducia perché
c’è Mamma Giustizia per te.

Pietosa eppure senza pietà
nel dubbio assolve ma spezzerà
chiunque osi colpire i figli suoi
Mamma Giustizia provvede per noi
chi ruba poco la pagherà
chi ruba molto sta in libertà
tu vai tranquillo non chiederti perché
Mamma Giustizia ci pensa da sé.

Sei nei guai
ricorri a lei
vedrai vedrai
non sbaglia mai
spina del delinquente
rosa per l’innocente
tu abbi fiducia perché
c’è Mamma Giustizia per te

*

IN UN PALAZZO DI GIUSTIZIA (PIERO CIAMPI) 1973

Siamo seduti in una stanza
Di un Palazzo di giustizia,
Ci guardiamo di sfuggita.
Io ti sparo, tu mi spari,
Io ti sparo, tu mi spari.
Tu ti alzi all’improvviso,
Non sei più quella di prima.
Un usciere indisponente
Ti sospinge tra la gente,
Ti sospinge tra la gente,
Ti sospinge tra la gente.
Tu mi provochi di nuovo,
Tu mi guardi spaventata,
Mi coinvolgi un’altra volta.
La tua astuzia è misteriosa.
Forse tu non ne sai niente,
Forse tu non ne sai niente,
Forse tu non ne sai niente.
Ho chiamato una carrozza
Che si porti via il passato,
Sei salita con rancore,
Uno sguardo e tu sei scesa,
Uno sguardo e tu sei scesa,
Dopo un attimo sei scesa.
Qui ci prende la paura,
Ci sembrava tutto strano.
È tra ben diverse mura
Che cercavi la mia mano,
Che cercavi la mia mano,
Che cercavo la tua mano.
Siamo seduti in una stanza
Di un Palazzo di giustizia.
Tu sei pazza, vuoi spiegare
Una vita con due frasi.

4 pensieri su “ascolti amArgine: in Giustizie (Nomadi e Piero Ciampi)

  1. Storia di Hester Jonas, nota come la strega di Neuss, ostetrica, accusata di stregoneria, torturata fino ad estorcerle la confessione, fu decapitata e poi bruciata il 24 dicembre 1635.

    LA BALLATA DI HESTER JONAS

    Giù a Gnadental avvenne una storia
    Che cominciò bene ma non finì allo stesso modo
    Hester Jonas era la moglie di Peter Meurer
    Aveva mani ruvide e un corpo giovane
    I giorni erano lavoro, le notti erano vuote
    E Hester faceva sogni, e sognava sempre di più
    E le mattine a Erft mentre lavava i panni
    Raccontava alle altre donne cosa accadeva nei suoi sogni

    C’era un fiume di vino
    Sugli alberi cresceva il pane
    A Hamfeld sbocciavano ciliege
    Che erano rosse d’inverno
    Nessun mercante guidava il carro
    Non c’era bisogno di denaro per un vestito
    Nessun uomo era costretto a morire di fame
    Nessuna strada era troppo lontana

    Le donne la ascoltavano con un sorriso
    I sogni di Hester erano belli e non scabrosi
    E a mezzogiorno al mercato, dove qualche mercante urla
    Accadde, che più e più persone si riunirono intorno a Jonas

    Cadranno le città
    Dove i ricchi sono pochi
    La povera gente insorgerà
    Per la ricchezza senza peccato
    E non ci sarà più il principe
    Né il vescovo né lo zar
    E nulla nel giorno
    Sarà uguale a ciò che era stato la sera

    Gli uomini spesso la indicavano a mezza bocca
    I mgliori dicevano: Hester, ti stai seppellendo da sola
    Ma nella notte sull’erba gelida ebbero fame
    E desiderarono i sogni di Jonas e chiesero: sia oggi!

    Lì vennero all’alba due uomini dalla città
    che trascinarono Hester di fronte a un magistrato
    Lì si discusse di Dio, di lei
    Di sogni, di gente malata e animali

    E la stritolarono e le ruppero le ossa
    L’intera città fu piena per giorni delle urla di Hester Jonas
    E firmò la colpevolezza con la mano rotta
    E urlò ancora a lungo i sogni, finchè trovò il fuoco

    Cadranno le città
    Dove i ricchi sono pochi
    La povera gente insorgerà
    per la ricchezza senza peccato
    E non ci sarà più il principe
    Né il vescovo né lo zar
    E nulla nel giorno
    Sarà uguale a ciò che era stato la sera

  2. Alfonsina Caterino (da FB)
    Poi il macero invisibile diviene referto e la dimensione della giustizia velo visibile negli occhi squarciati che vorrebbero arretrare la vista, ma non possono. Non possono più, troppo sgranati per richiudere un segreto che all’esterno ha fatto a pezzi le cose. Ognuna di esse è materiale di risulta della grande discarica, registrata a norma e impossibile da scollare dal perpetuo moto fuorviante, tragico e ridicolo, proprio come la vita.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.