le mosse dei vicini

bel recupero fai,
incartata dentro un tulle
assassino d’immaginazioni:
ermafrodita l’impaginazione
e rimani, incerta specialmente
quando spesso manca l’acqua
per ragioni d’aridità contabili,
allora i fiori
assumono aspetti catatonici e melò
non parlano, guardano dabbasso,
spiando le mosse dei vicini
lasciano pezzi tutti intorno,
per altro siamo noi, perduti,
cercando orme d’impronte
intuendo non ci sia altro
da fare che il morto
e qualche decesso c’è davvero.
fino all’ultimo lamento
vanno a ruba le inserzioni
senza dar nulla ai vivi intorno,
svogliati come siamo
sappiamo il vero nome
della gallina beniamina dell’imperatore,
ma tu insisti: siamo lontani
da noi ben più di Roma,
il tempo è una freccia,
dici,
la distanza impedirà,
l’abbandono sarà prima dell’amore
.
confidi nella mancanza di un tempo
mentre il batterista suda,
perde ritmo e ogni sala
senza fumo né liquori resta vuota.
il tulle si fa nero,
invece albeggia

16 pensieri su “le mosse dei vicini

  1. ricevo via mail da Massimo Sannelli:

    molto bella la poesia del TULLE! l’ho sentita molto familiare al mio pseudomondo… e a quello di Panella (io non amo il Battisti di Mogol
    – e adoro quello di Panella – e non per bastiancontrarismo!)

    • e lo confermo. ma preferirei che le lettere private rimanessero private, se no avrei commentato pubblicamente – e non lo faccio mai

      (pubblicando il mio parere personale vengo considerato un Classico o un’Autorità. mi piace, ma preferirei essere una Classica Autorità per le opere, non per le mie lettere – che scrivo APPOSTA in modo delirante e sfilacciato per renderle fatue: né epocali né monumentali)

      (mai cercare approvazione, mai dire che abbiamo avuto approvazione)

      (absit iniuria e NON montiamoci la testa: se piace a me significa che non piacerà a Cortellessa!)

      [tutto ciò che accade in compagnia è volgare, di solito: mangiare in gruppo, per esempio]

  2. da FB
    Valdo Beretti 19 settembre 14:12:39
    A volte penso che i versi che condivide su questa pagina siano ottenuti con un sorteggio di parole, e specialmente aggettivi ricercati, dal dizionario. Non era il metodo surrealista? Si vede che le avanguardie del passato restano troppo future per me, che non riesco a coglierne il senso.

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