ascolti amArgine: I.G.Y. – Donald Fagen (1982)

Nel 1950 l’OnG “International Council for Science” aveva lanciato la proposta di un anno dedicato ‎alla cooperazione scientifica internazionale. L’Anno geofisico internazionale (in inglese IGY, International Geophysical ‎Year) fu indetto per il 1957. L’obiettivo era quello di coordinare su scala mondiale un insieme di ‎ricerche volte ad una maggiore conoscenza delle proprietà fisiche della Terra e delle interazioni tra ‎il Sole e il nostro pianeta. Più di 70 paesi parteciparono al progetto e la sua importanza non fu solo scientifica (con l’apertura di ‎diverse basi antartiche, il lancio dei primi satelliti Sputnik ed Explorer, la scoperta delle ‎fasce di Van Allen e la conferma della teoria della tettonica delle placche) ma anche e soprattutto ‎politica perché sembrava che una vasta comunità scientifica riunita per il bene comune potesse ‎cominciare a gettare i semi per il superamento della guerra fredda. Non fu così, e l’ottimismo – così come traspare ironicamente in questa canzone – vero tormentone dei primi anni ‎‎80, che Donald Fagen dedicò a quella breve stagione, si spense nel giro di poco. Certamente gli anni Cinquanta del secolo scorso, rappresentarono il momento dell’apogeo economico e politico dell’Occidente.

In piedi, sotto (la bandiera) stelle e strisce
Possiamo dire che
Questo sogno è davanti agli occhi (di tutti)
Non puoi negarlo
Arrivati a questo punto è tutto chiaro
Il futuro sembra essere radioso
Su quel treno tutto di grafite e glitter
Ferrovia sottomarina
90 minuti da New York a Parigi
Bene da settantasei saremo A.O.K.

Che bel mondo sarà questo
Che tempi gloriosi per essere liberi

Acquista il tuo biglietto per quella ruota nello spazio
Mentre c’è tempo
Ci sarà la correzione
Sarai testimone di quel gioco d’azzardo nel cielo
Sai che andremo a vincere
Qui a casa giocheremo in città
Alimentate dall’energia solare
Un clima perfetto per un mondo razionalizzato
Tutti avranno una giacca di spandex

Che bel mondo sarà questo
Che tempi gloriosi per essere liberi

Su quel treno tutto di grafite e glitter
Ferrovia sottomarina
90 minuti da New York a Parigi
(Più tempo libero per gli artisti in tutto il mondo)
Una macchina sola per prendere grandi decisioni
Programmata da individui con visione compassionevole
Ci sentiremo puliti quando il loro lavoro sarà terminato
Saremo eternamente liberi, sì, ed eternamente giovani

Che bel mondo sarà questo
Che tempi gloriosi per essere liberi

TESTO ORIGINALE

Standing tough under stars and stripes
We can tell
This dream’s in sight
You’ve got to admit it
At this point in time that it’s clear
The future looks bright
On that train all graphite and glitter
Undersea by rail
Ninety minutes from NewYork to Paris
Well by seventy-six we’ll be A.O.K.

What a beautiful world this will be
What a glorious time to be free

Get your ticket to that wheel in space
While there’s time
The fix is in
You’ll be a witness to that game of chance in the sky
You know we’ve go to win
Here at home we’ll play in the city
Powered by the sun
Perfect weather for a streamlined world
There’ll be spandex jackets one for everyone

What a beautiful world this’ll be
What a glorious time to be free

On that train all graphite and glitter
Undersea by rail
Ninety minutes from NewYork to Paris
‎(More leisure for artists everywhere)
A just machine to make big decisions
Programmed by fellows with compassion and vision
We’ll be clean when their work is done
We’ll be eternally free yes and eternally young

What a beautiful world this’ll be
What a glorious time to be free…

11 pensieri su “ascolti amArgine: I.G.Y. – Donald Fagen (1982)

  1. “Certamente gli anni Cinquanta del secolo scorso, rappresentarono il momento dell’apogeo economico e politico dell’Occidente.” Non la si pensa spesso così. Non io, almeno. Eppure sento che hai ragione. Così come avverto l’amara ironia sottesa anche all’arrangiamento scanzonato di questo brano.

    • sì, penso che l’America, paese guida e l’Europa occidentale appena ripresasi dal conflitto mondiale, quindi l’Occidente, abbia raggiunto il suo apogeo durante gli anni della presidenza del vecchio Ike. po mi sbaglierò, ma già con Kennedy le cose iniziarono a cambiare.

  2. io sono sempre stato convinto, e lo sono ancora, che se invece di farci le guerre avessimo concentrato tutte le nostre capacità scientifiche per la nostra evoluzione, ora, avremmo già colonizzato le lune di Saturno (vedi Titano) o quelle di Giove (vedi Europa) invece stiamo implodendo. Già la canzone… almeno tira su un po’ di morale, anche le illusioni o le utopie fanno del bene all’anima 🙂
    Bel ripescaggio…

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