nel Lago di Heviz

Non credo ai gargarismi di Rondoni.
Nemmeno penso facciano bene
certe scampagnate d’autore
accompagnate da cibi grassi
e vino rosso coi chiodi.

Non credo ai rapparoli tatuati
veri parolai finto alternativi,
facciano cassa sulla pelle
degli sciocchi, e in loro nome.
Nemmeno penso facciano bene
certi professorini dissanguati,
semisoffocati dagli incensi
sparsi sugli altari
dove s’immolano chierichetti.

Non credo alle penelopi
un po’ sfatte, consacrate
ai loro imeni perenni,
sempre pronte a sventolarli
in nome della poesia femminile,
alle loro piazze inviolate
ma ben frequentate.
Nemmeno penso facciano bene
le tende tirate per separare
le sacre scritture dagli avventori
di bar chiusi all’aperto,
dove si consumano superalcolici
e molte più nefandezze.

Non credo a chi dice bravo
senza mani e a occhi chiusi,
non credo ai riflussi gastrici
di chi si ammanta di luce riflessa
dai migliori poeti,
citando luogo, data, ora e meteo
del giorno in cui li conobbero,
il grande poeta non se ne accorse.
Nemmeno penso facciano bene
i critici capiclasse,
i loro editori parassiti,
le scuole a memoria,
le scuole di scrittura,
i puri di cuore, gli illusi.

Facciamo un bel fagotto ermetico,
vi siano anche molte pietre,
tutto da gettare senza esitazioni
nel Lago di Heviz.

***
Il lago di Hévíz è un lago termale che si trova Ungheria, vicino all’estremità occidentale del lago Balaton, cinque chilometri a nord-ovest di Keszthely.
È il più grande lago termale nel mondo (47.500 m²) ed il flusso di acqua che lo alimenta è tale che ogni giorno tutta l’acqua del lago (leggermente radioattiva) viene totalmente rimpiazzata.
Il lago ha un ricambio veloce dell’acqua ogni 28 ore e una temperatura costante di 33° con queste acque si curano le malattie del sistema nervoso, le nevralgie, i reumatismi, le disfunzioni metaboliche. Sul lago fioriscono le ninfee rosse dei tropici mentre nel canale cresce spontanea la ninfea bianca.

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6 pensieri su “nel Lago di Heviz

  1. a volte, spesso, penso a quanta poesia si deve esser persa nei secoli, fuori dai libri, dai convivi, altro. Poi mi dico che avrà fatto semine e passaggi di testimoni in modi diversi, svincolata pure dalla memoria consapevole

  2. Piaciutissima. Complimenti. (Inquietante quel “leggermente radioattiva” in nota…)
    Troppe voci interessate. Troppo occhi e orecchi corrotti e condizionati. Portare deve essere un atto icastico e puro. Libero, disinteressato. Spontaneo e incondizionato. Col solo fine di mostrare e rivelare. Sorprendere. Dare accesso a verità e bellezza. Per quanto questo possa essere doloroso o stravolgente.

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