ascolti amArgine: Are you ready to be heartbroken? – Lloyd Cole and The Commotions (1984)

Rattlesnakes è probabilmente il più bel disco uscito nel corso degli anni Ottanta. Parere personale, ne sono comunque convintissimo. Questa la canzone che chiude l’album.

Qui la recensione di Ondarock giusto per saperne di più:
http://www.ondarock.it/recensioni/lloydcoleandthecommotions_rattlesnakes.htm

Siete pronti a farvi spezzare il cuore?

Vedono il mondo come nati di nuovo, vivono come eretici
L’ascolto di dischi di Arthur Lee, fa sentire in colpa tutti gli amici
Il loro cinismo e il resto della loro generazione
Nemmeno il governo può fermarli
Ma siete pronti a farvi spezzare il cuore?

Pompato, pieno di vitamine a causa di tantaserietà
Dici che sei così felice ora, difficilmente si può stare in piedi
Sporgersi sulla libreria, se si vuole davvero rigare dritto
Leggi Norman Mailer o cerca un sarto nuovo

Sei pronto a farti spezzare il cuore?

Cosa ci vorrebbe
Cosa sarebbe necessario per ripulirti il volto da quel sorriso?
Sei pronto ad avere il cuore spezzato?
Sei pronto a sanguinare? (Cuore spezzato)
Beh è meglio tu sia pronto,
pronto a sanguinare?

TESTO ORIGINALE

Looking like a born again, living like a heretic
Listening to Arthur Lee records, making all your friends feel so guilty
About their cynicism and the rest of their generation
Not even the government are gonna stop you now

But are you ready to be heartbroken ?
Are you ready to be heartbroken ?

Pumped up full of vitamins on account of all the seriousness
You say you’re so happy now, you can hardly stand
Lean over on the bookcase if you really want to get straight
Read Norman Mailer or get a new tailor

Are you ready to be heartbroken ? Are you ready to be heartbroken ?
Are you ready to bleed ?

What would it take
What would it take to wipe that smile off of your face ?
Are you ready to be, are you ready to bleed ?
Are you ready to be heartbroken ?
Are you ready to bleed ? (heartbroken)
Well you better get ready now baby
Are you ready to bleed, ready to bleed ?

BONUS TRACK:

ferie amArgine: bestiario

Ogni parola
ha fondo e superficie,
sangue a ogni luna:
le stagioni ci consegnano
teneri e implumi,
spietati cacciatori
sotto i cieli a venire.

L’unico gabbiano,
molle da uno scoglio
non guarda e dice:
arrenditi! Di me
hai già detto tutto,
fa caldo non mi agitare!

Segue un volo irregolare
di farfalla,
ora non ho tempo
per misurarne il peso.
Il silenzio è oro.
Il vento riverbera
altre voci.

Giaccio, finalmente stanco.

ferie amArgine: Amato bene

Il bene chiede vendetta.
Amato bene,
non sa di essere perfetto
quand’è lasciato solo.
Pretende soddisfazione
non è più bene.
E tacqui.

Troppi risciacqui,
diventa perbenismo:
occulto far niente
in cambio di niente,
Scusa se mi alzo.
Un’idea suona
vado ad aprire.

Entrambi sappiamo bene
quant’è importante
un letto per i sogni,
l’altro per amare.

Guardando la notte
si rimane nudi
per le troppe ansie
riguardo un futuro
ancora in fasce.

Sei bella quando dormi,
consolazione, bene
e pane di ogni giorno.
Vedi, l’orizzonte è padre,
genera, ci lascia,
ci richiama ed è bene
ogni volta tornare.

ferie amArgine: tra le dita

Ti stringo e penso,
ogni strada porta a sud,
dolce canestro da riempire
dell’aperta quiete mediterranea
dopo agosto,
prima di settembre.

Forse un petto dolce amaro,
qualche lisca,
racconteranno brevi tentativi
senza mappe
di cambiar vita.

Specie all’ora del tramonto,
nell’amicizia del silenzio,
stupisce la grande quiete
di un minuto, raccolta dentro.
Perché mai cambiare?

Una crocchia di destino
libera pensieri
tenuti insieme dai capelli.
I giorni sono così,
allattano al seno
ricordi dolci amari

ascolti amArgine: Sailing – Christopher Cross (1981)

La canzone ebbe un successo enorme, arrivando a vincere ben 3 Grammy Awards (miglior canzone, miglior disco d’esordio e miglior arrangiamento) nel 1981. È stata a lungo al primo posto nella classifica di vendite americana. Il canale satellitare americano VH1 l’ha definita come il più grande successo soft rock di tutti i tempi.

NAVIGANDO

Non é lontano il paradiso
almeno non é lontano per me
e se il vento é giusto puoi navigare lontano
trovare tranquillità
la vela può fare miracoli
aspetta e vedrai
credimi

non é lontana la terra di nessuno
nessuna ragione di fingere
e se il vento é giusto troverai ancora
la gioia dell’innocenza
la vela può fare miracoli
aspetta e vedrai
credimi

Navigando
portami lontano
dove ho sempre sentito potesse essere
solo un sogno e il vento mi conduce
presto sarò libero

Fantasia
mi porterà il meglio per me
quando sto navigando
tutto é preso in una favola
ogni parola é una sinfonia
non mi vuoi credere

non é lontano dal buon senso
almeno non lo é per me
e quando il vento é giusto puoi navigare lontano
e trovare serenità
la vela può fare miracoli
aspetta e vedrai
credimi

TESTO ORIGINALE

Well it’s not far down to paradise, at least’s not for me
If the wind is right you can sail away and find tranquility
Oh the canvas can do miracles, just you wait and see, believe me
It’s not far to never, never land, reason to pretend

And if the wind is right you can find the joy of innocence again
Oh the canvas can do miracles, just you wait and see, believe me
Sailing, takes me away
To where I’ve always heard it

Just a dream and the wind to carry me
Soon I will be free
Fantasy, it gets the best of me when I’m sailing

All caught up in the reverie
Every word is a symphony, won’t you believe me?
Sailing, takes me away
To where I’ve always heard it

Just a dream and the wind to carry me
Soon I will be free
It’s not far back to sanity at least it’s not for me

And when the wind is right you can sail away and find serenity
Oh the canvas can do miracles, just you wait and see, believe me
Sailing, takes me away
To where I’ve always heard it
Just a dream and the wind to carry me
Soon I will be free

ferie amArgine: lanciatore di coltelli

la notte scorsa
un lanciatore di coltelli
ha sfidato il mangiatore di spade
per stabilire chi dei due
avesse la gola più scorrevole,
la lingua più tagliente

nelle campagne vuote, causa il caldo,
ha vinto la lama zapatista
col suo alone rosso tramonto:
per i vicoli non si canta più,
il vino è aceto per spugne,
dove sono andati tutti?

non è stato Dio,
siamo stati noi!

ammise infine il lanciatore di coltelli,
fra treni saltati,
zingari defunti, ricordi persi,
Piazza Maggiore piantonata,
al suo avversario sconfitto
ancora a terra

(a Claudio Lolli, 1950 – 2018)

ferie amArgine: sono così

le cicale crepitano
per frinire lo straordinario
biondo oro di Amleto:
brucia la Grecia,
la democrazia intatta muore
abbandonata al nemico

la testa a capitelli
in vari stili,
il teste in pietra
denuncia l’anima

uomo unto, sporco dentro,
sporco fuori,
ogni ferita accomuna
stessa perdita d’essenza;
ogni male è da spartire
coi pochi auguri rimasti

il lavoro rende schiavi
oltre il mancato reddito,
l’amore ha molte forme
nessuna sostanza

tutti seduti, qui
dov’è armonia lasciata indietro;
solo i principi,
creditori incalliti a vita,
sono così

Ominidi verdi

Nessun ebreo, nessun nero,
nessun cucciolo, nessun intellettuale
nessun comunista è stato maltrattato
per comporre questa ostinazione.

Trincee, dialetti
un popolo morto ammazzato
senza esecutori materiali
fa meno paura:
un curioso ribolle d’indignazione,
– un vero letamaio!
Dice, denuncia, sbraccia.

Tornato a casa, se non è solo
odia sua moglie
se la prende coi figli,
ma sono convinto non ne abbia,
coi morti già caduti, già falciati
ancora vivi dentro quella sua fogna
chiusa nella calotta,
coperta dai capelli.

E tace stanco.
Il tempo a venire è già qui.
Dentro i bar ominidi verdi
ordinano disegni di legge già pronti
per un domani migliore.