letture amArgine: Short stories (inedito di Stefanie Golisch)

Aveva lasciato sul tavolo della cucina
un biglietto in lingua straniera. Il suo
amore era senza pietà.

Hai amato abbastanza?
Avevo da fare, ho usato
il mio tempo per tante
cose.

Nell’attesa di chi non arriva mai
imparo attendere. (Non so se
servirà a qualcosa.)

Non aveva segreti.
La sua limpidezza era spaventosa.

Dove sei stato?
In viaggio.
E rimarrai?
Chi lo sa.

Viveva come un bambino,
senza pregiudizi. Era solo
una questione di tempo che
sarebbero venuti a prenderlo.

Dicono che siamo immortali
L’ho sentito anche io.
Ma sarà vero?

Il protagonista del quadro è
il coniglio in basso a destra.
Pazientemente attende il suo
posto nella storia dell’arte.

Ti piace la tua vita?
Non saprei.
La vuoi cambiare?
I’d prefer not to.

Volete sapere la verità, chiese la vecchia
volpe agli animali del bosco. Prima rimasero
un attimo in silenzio, poi fuggirono da tutte
le parti.

Sapeva a memoria tutte le poesie di un
certo autore austriaco. Era considerato
un uomo non come gli altri e all’inizio lo
lasciarono in pace.

Una volta, quando ci eravamo persi
e tu dicevi, andiamo sempre
avanti. E io ero indecisa se fidarmi di
te o meno.

Sul pont Mirabeau la storia di uomo
e donna inizia ora.

In questa famiglia ognuno prendeva
l’altro per ciò che non era, che non
avrebbe mai potuto essere.

Salva il tuo angelo!
Di che cosa stai parlando?
Della mia tristezza.
Non ti sento bene.

Siamo al sicuro?
Non credo proprio.

Ringrazio l’autrice per la concessione di questo splendido inedito sul tema dell’identità e dell’incomunicabilità delle e tra le persone, del tempo e del non tempo. Stefanie Golisch, germanista, scrittrice, traduttrice. Vive e lavora dal 1988 in Italia. Ultime pubblicazioni: Terrence Des Pres: Il sopravvivente. Anatomia della vita nei campi di morte (a cura di Adelmina Albini e Stefanie Golisch) Mimesis edizioni, Milano, 2013. Ferite. Storie di Berlino, Edizioni Ensemble, Roma, 2014. Fly and Fall. Culicidae Press, Ames, 2014. Filippo Tommaso Marinetti: Wie man die Frauen verführt (a cura di Stefanie Golisch) Berlin, 2015 (Matthes und Seitz) Anstelle des Mondes, Pop Verlag, Ludwigshafen, 2015. Postkarten aus Italien, Edition FZA, Wien, 2016. All of us can fly, Musca Press, Ames, 2018. Filippo Tommaso Marinetti: Die Manifeste (a cura di Stefanie Golisch), Berlin 2018 (Matthes und Seitz).

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18 pensieri su “letture amArgine: Short stories (inedito di Stefanie Golisch)

  1. Mai un passo falso, poesia drammatica e divertente, che cesella con minuzia ogni singola immagine, ogni singolo dialogo/ferita inferta/subita: occhio acutissimo e acuminato che sa fare Storia da ogni singola storia. La poesia di Stefanie è così, una compartecipazione con sguardi apparentemente distaccati, mai languori inutili, prendere o lasciare.

      • questa è una delle mie preferite:

        Love story
        di Stefanie Golisch

        Lunedì sera.
        Cinque persone in un vagone della metropolitana.
        Uno comincia a parlare,
        gli altri giocano con il cellulare.
        Siediti accanto a me.
        Mi chiede il mio nome,
        gli dico un nome e aggiungo: stanca.
        Anche lui dice un nome.
        Sei fermate ancora.
        È andato a teatro, ma si è annoiato a morte.
        Mi chiede se faccio la contabile e
        si scusa subito.
        Dice che nessuno è contento della propria vita.
        Io si invece.
        Lui: non ci credo.
        Chiudo gli occhi, la vie, la vie, quelle connerie la guerre…
        Riapro gli occhi.
        Chiede se qualche volta possiamo bere un caffè insieme.
        Dico che non ho mai tempo perché devo volare.
        Dice che mi farà un paio di ali.
        Rispondo, grazie.
        Mi alzo.
        Capolinea.

      • Questa credo di averla letta. Non so dove. O forse avrei potuto scriverla. Non so come. Dovrei appuntare i nomi. Mi dimentico, mentre lo sto facendo.
        In tanto mi sofferma l’attenzione su due frasi che sembrano una, ma di taglio diverso. Ieri mi caddero mentre le segnavo. (Sul foglio ‘digitale’ se non vuoi non restano macchie.) Sembrano perle. “Lasciatele al mare”. Ogni stazione ne ha uno. Forse

        Era per dire com’è che mi è parsa interessante.

      • Il mio migliore amico e’ insegnante di italiano a Berlino.
        A 25 anni e’ andato in Germania.
        Ora ha una casa, un lavoro, una figlia e una moglie.
        Scrive anche lui poesie in tedesco.
        Sto cercando di convincerlo ad aprirsi un blog ma non mi da retta.
        In Germania e’ pieno di bravi artisti.
        Sia per la musica elettronica che per la scrittura.

      • La cosa che mi colpisce e’ che leggendola non si percepisce il tempo delle cose.
        Sembrano parole nate in un non luogo.
        Approfondiro’ la lettura su internet

      • trovi diverse cose sue qui sul blog e una sua poesia qui tra i commenti (molto bella) hai pienamente ragione sul non tempo e sul non luogo

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