ferie amArgine: lanciatore di coltelli

la notte scorsa
un lanciatore di coltelli
ha sfidato il mangiatore di spade
per stabilire chi dei due
avesse la gola più scorrevole,
la lingua più tagliente

nelle campagne vuote, causa il caldo,
ha vinto la lama zapatista
col suo alone rosso tramonto:
per i vicoli non si canta più,
il vino è aceto per spugne,
dove sono andati tutti?

non è stato Dio,
siamo stati noi!

ammise infine il lanciatore di coltelli,
fra treni saltati,
zingari defunti, ricordi persi,
Piazza Maggiore piantonata,
al suo avversario sconfitto
ancora a terra

(a Claudio Lolli, 1950 – 2018)

4 pensieri su “ferie amArgine: lanciatore di coltelli

  1. Bella.. però m’ ha fatto venire in mente un’ altra canzone, di un’ altro autore.
    E così… fra treni saltati, zingari defunti, ricordi persi, e ponti caduti il lanciatore di coltelli s’è disteso a terra lungo il fiume e guarda al cielo.

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