laboratorio sommerso

Uno simile riposa accanto,
disteso nel laboratorio sommerso;
i capelli non sentono più legge di gravità,
pettinature: il sonno è buono
senza carceri di sogni.

C’era confidenza perduta nello sguardo
in sosta dietro un divieto,
ancora oggi l’impressione vaga ovunque
non sia giusta direzione.

Ogni cosa vive senza amore,
segue venti e correnti, sconta il suo tempo
così, inseguendo ogni mattina dentro un lamento,
unico gesto replicato per ore.

Frances Farmer scrive Dio muore.
Le visioni prospettiche non echeggiano.
Una figlia spaventatissima inventa il curriculum.
Vorrei che fosse amore, amore quello vero.
Ottone avvita una vite.

12 pensieri su “laboratorio sommerso

  1. Voglio dirti, carissimo Flavio, che le poesie che stai postando da circa due mesi, questa compresa, siano o no siano a volte un po’ oscure o molto dense, sono di una bellezza e una forza stupefacente (quasi sempre penso “vorrei averla scritta io”) perchè tratteggi, con i tuoi pochi tocchi scolpiti col martello, squarci e momenti di quella profonda tristezza, quel senso fdi solitudine e non appartenenza che oggi, credo, sentiamo in tanti. E non solo perché abbiamo gli anni che abbiamo. Ma perché è il mondo che è diventato uno schifo. La democrazia è una finzione totale, le persone muoiono nel menefreghismol assoluto, il lavoro è in mano a Cooperative criminalòi (il curriculum sì!!!serve a niente), gli amori vanno ognuno per conto proprio, per altre strade, e non abbiamo più nessun sogno. Meglio non sognare la notte. Lo diceva già Gaber, ricorderai, (genio preveggente) fino alle ultime canzoni. “Qualcuno era comunista”: ecco siamo così. Gabbiani ipotetici senza nemmeno l’intenzione del volo. E tu lo dici con i versi. Magnificamente e terribilmente veri, dolenti, asciutti. Senza lamento e senza illusione. Almeno io sento così. Grazie della tua poesia e, soprattutto, della tua amicizia.

    • ti ringrazio per la lettura, per me è un onore esserti amico e la tua amicizia altrettanto mi onora: sì, Gaber, meglio di tutti, ha saputo trarre polaroid molto azzeccate del mondo intorno, e lo ha saputo fare con la giusta ironia. Ho voluto anch’io inserire nella chiusa un po’ di ironia. “Ottone avvita una vite” è una frase tratta da un mio vecchio manuale di stenografia, quando dovevi scrivere frasi coi soli caratteri stenografici fino a quel momento imparati (T V N, vocali a parte sono i primi caratteri che si imparano dell’alfabeto stenografico Meschini)

  2. Qui la vita è una disfatta e ci portiamo addosso uno spavento che impietrisce
    e ci accompagna un lamento perenne
    Qui è la vita che ci agisce “Ottone avvita una vite” appunto . Potente e sentita ,grazie !

  3. … Great verses and deep, sincere ‘confession’ … We live – sometime we get lucky and we have a good close friend (who you can call even in the middle of the night…) …… but…. everybody dies alone… maybe not lonely, if loving caring people found time to comfort our last days… and say to us ‘last goodbye’

    …. After one good performance, Duke Eglinton said:
    “Somebody kill me (now) – when I’m happy…”


    https://www.youtube.com/results?search_query=duke+eglinton
    .
    BB KING:
    . . . Sometimes, maybe, when I’m lonely…
    Not maybe: I’m lonely …

    . . . A volte, forse, quando sono solitario …
    Non forse: sono solitario …


    https://www.youtube.com/results?search_query=bb+king
    .
    .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.