letture amArgine: visto che fa caldo…

Incoffessabile

E’ tanto adorabile introdurmi nel suo
letto, mentre la mia mano vagante
riposa, trascurata, tra le sue gambe,
e sguainando la colonna tersa – il suo cimiero
rosso e sugoso avrà il sapore delle fragole,
piccante – presenziare all’inaspettata
espressione della sua anatomia che non sa
usare, mostrargli l’arrossata incastranatura
all’indeciso dito, somministrandogliela
audacemente con perfide e precise dosi.
E’ adorabile pervertire un ragazzo, estrargli
dal ventre vaginale quella ruggente tenerezza
tanto simile al rantolo finale di un agonizzante,
che è impossibile non condurlo a sfinirsi mentre eiacula.

Ana Rossetti

Casida Della Donna Distesa

Vederti nuda è rievocare la terra.
La terra piana e priva di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa al futuro: confine d’argento.

Vederti nuda è comprendere l’ansia
della pioggia che cerca fragili fianchi,
o la febbre del mare dal volto immenso
che non trova la luce della sua guancia.

Il sangue risuonerà nelle alcove
e verrà con spada di folgore,
ma tu non saprai dove si celano
il cuore di rospo o la violetta.

Il tuo ventre è uno scontro di radici,
le tue labbra un’alba senza profilo,
e sotto le tiepide rose del letto gemono
i morti, in attesa del loro turno.

Federico Garcia Lorca

*

Invitami a trascorrere la notte nella tua bocca
raccontami la giovinezza dei fiumi
premi la mia lingua contro il tuo occhio di vetro
dammi a balia la tua gamba
e poi dormiamo, fratello mio,
perché i nostri baci muoiono più veloci della notte. (…)

Joyce Mansour

Depressa e sola

Ti trovo al bar depressa e sola: “Ciao,
posso offrirti qualcosa da bere?”
Lo sguardo che mi lanci mi consola,
scorre dello champagne nel tuo bicchiere.

Togli il cappotto, ti scosti la stola,
slacci un bottone e vedo il cratere
che dai tuoi seni m’infuoca la gola e
al magma mi conduce del piacere.

Accavalli le gambe. E’ un invito
audace per me che non sono di creta.
Lo champagne non è ancora finito

e già la mia mano sfiora la seta.
Il gioco, lo so, rimane impunito,
scendo e raggiungo la morbida meta.

Chiara Moimas

*

La nudità dei fiori è il loro odore carnale
Che palpita e si eccita come un sesso femminile
E i fiori senza profumo sono vestiti di pudore
Essi prevedono che si vuol violare il loro odore
La nudità del cielo è velata di ali
Di uccelli che planano d’attesa inquieta d’amore e di fortuna
La nudità dei laghi freme per le libellule
Che baciano con azzurre elitre il loro ardore di spume
La nudità dei mari io la adorno di vele
Che esse strazieranno con gesti di raffica
Per svelare il loro corpo allo stupro innamorato di esse
Allo stupro degli annegati ancora irrigiditi d’amore
Per violare il mare vergine dolce e sorpresa
Del rumore dei flutti e delle labbra appassionate.

Guillaume Apollinaire

8 pensieri su “letture amArgine: visto che fa caldo…

  1. Avevo portato Apollinaire agli esami di stato.
    Sarà stato pure un pazzo ma era un genio.
    Quando vidi la sua foto dopo l’operazione al cervello fui colpito dalla sua espressione.
    Non aveva paura, sorrideva.
    Non era un pazzo, era uno che aveva saputo amare nella vita.

  2. ci si può andare e venire tra le righe, poi ne ritaglio alcuni versi incrociandoli, anche nelle lingue in cui furono. la distinzione diventa interessante nell’amalgama

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