letture amArgine: anteprima editoriale di Ancora Barabba di Angela Greco (YCP 2018)

Barabba, più citato che conosciuto in questa epoca di dotta ignoranza, è una figura che merita approfondimento, se non altro per il simbolo leggendario di trasgressione che molti hanno voluto costruirci attorno, e che non corrisponde per nulla allo stato dell’arte e dei fatti.

Scrive papa Benedetto XVI nel suo “Gesù di Nazaret:” In altre parole Barabba era una figura messianica. La scelta tra Gesù e Barabba non è casuale: due figure messianiche, due forme di messianesimo si confrontano. Questo fatto diventa ancor più evidente se consideriamo che Bar-Abbas significa figlio del padre. È una tipica denominazione messianica, il nome religioso di uno dei capi eminenti del movimento messianico. L’ultima grande guerra messianica degli ebrei fu condotta nel 132 da Bar-Kochba, Figlio della stella. È la stessa composizione del nome; rappresenta la stessa intenzione. Da Origene apprendiamo un ulteriore dettaglio interessante: in molti manoscritti dei Vangeli fino al III secolo l’uomo in questione si chiamava Gesù Barabbas – Gesù figlio del padre. Si pone come una sorta di alter ego di Gesù, che rivendica la stessa pretesa, in modo però completamente diverso. La scelta è quindi tra un Messia che capeggia una lotta, che promette libertà e il suo proprio regno, e questo misterioso Gesù, che annuncia come via alla vita il perdere se stessi…

A mio avviso questo nuovo poemetto di Angela Greco rende vera giustizia a questa figura, infatti nella Stazione III scrive:

Impronte nel Getsemani dicono che
non era uno solo
a calpestare terra e preghiere.

La figura dell’alter ego spunta qui in tutta la sua potenza. Ma cos’è Ancora Barabba? E’ il volumetto, il primo, di una collana che si chiama Bocche Naufraghe ed è edito per Youcanprint. E’ un lungo componimento che narra in poesia, vero poemetto, suddiviso in quattordici stazioni, quante sono quelle della Via Crucis. Recentemente è stata avanzata la proposta di aggiungerne una quindicesima, dedicata alla resurrezione di Cristo; Barabba non risorgerà, ma ogni giorno nasce migliaia di volte nella folle replica di vicende umane che iniziano e concludono, sempre allo stesso modo, stessi drammi. Il poemetto così articolato affronta una serie di temi teologici (sì, perché no?), civili e storici davvero ragguardevoli. Tanto in così poco: i conflitti per la terra, le vicissitudini legate al potere e all’istituzione, l’impoverimento progressivo e ineluttabile dei popoli che si lasciano trascinare come agnelli verso pasque di sangue. Molto lamento e nessuna ribellione nell’umanità non più forte e non più fiera, forti inviti a riflessioni ben più profonde delle solite invettive. Sorge spontanea la domanda successiva: ma è così difficile rivedere e sovvertire tutto quanto non vada bene, tutti vediamo l’ingiustizia, la malediciamo, passiamo oltre. E perché nei fatti non facciamo nulla? E qui mi torna in mente un’altra gigantesca figura recente della poesia meridionale e non. Scrisse Danilo Dolci:

Nel mio bisogno di poesia, gli uomini,
la terra, l’acqua, sono diventati
le mie parole.
Non importano i versi
ma in quanto non riesco a illimpidirmi
e allimpidire, prima di dissolvermi,
invece di volare come un canto
l’impegno mi si muta in un dovere.

E Angela Greco, coi suoi versi sempre così pieni e ben fatti, fruibili all’attenta lettura, sembra rispondergli idealmente in questo Ancora Barabba, piccolo grande libro di poesia di cui consiglio caldamente acquisto e lettura.

Flavio Almerighi

BRANI SCELTI
VIII

Non ricordo dove si è perso
quel che fu affidato alle mani
e prima ancora alla volontà;
dove si è rotto l’urlo di rabbia,
che arrossa e gonfia il petto.

Chi altri siamo diventati
su questa strada già segnata,
che arresta il passo di ritorno?

In lontananza s’insanguina il cambiocielo.
Verdetto senza appello
e domani potrebbe essere il mio turno.

XII

La spina preme il costato
e sfioriscono rosa e corona;
il passo col suo rumore di nulla
scava micro solitudini, che
sorpassano risse e parole.

Dalle mani percola sabbia;
la duna segna un nuovo confine,
che sfugge a carte e polizia.

Barabba non è più sicuro
che sia morto un altro al suo posto.

Il libro è reperibile qui:

https://www.youcanprint.it/poesia-generale/ancora-barabba.html

Angela Greco (AnGre) è nata il primo maggio 1976 a Massafra (TA), dove vive. Ha pubblicato: in prosa, Ritratto di ragazza allo specchio (racconti, 2008); in poesia: A sensi congiunti (2012); Arabeschi incisi dal sole (2013); Personale Eden (2015); Attraversandomi (2015); Anamòrfosi (2017); Correnti contrarie (2017); Ora nuda, antologia 2010-2017 (Quaderni di RebStein LXVII,
2017). È ideatrice e curatrice del collettivo di poesia, arte e dintorni Il sasso nello stagno di AnGre (http://ilsassonellostagno.wordpress.com/). Commenti e note critiche sono reperibili all’indirizzo

https://angelagreco76.wordpress.com/

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10 pensieri su “letture amArgine: anteprima editoriale di Ancora Barabba di Angela Greco (YCP 2018)

  1. Stai costruendo, per noi, una preziosa antologia, tracci indizi per una lettura consapevole tra i “margini” della poesia contemporanea. Grazie. Seguirò la poetessa.

    • Nel ringraziare te, Franz, colgo l’occasione per dire un altro grazie a chi ha accordato una preferenza ed una lettura. Questa prima plaquette segna l’inizio di un piccolo progetto che mira a sdoganare la poesia dai grandi marchi di fabbrica, in un periodo in cui purtroppo ci si affida sempre con minor senso critico “al nome” senza troppo badare al prodotto, ovvero alla poesia…é un inizio, che spero sia buoni frutti e Flavio ha accolto subito questo discorso, regalandomi / regalandoci la sua impeccabile nota di lettura.

  2. Pingback: Ancora Barabba di Angela Greco: sinossi e nota di lettura di Flavio Almerighi | Il sasso nello stagno di AnGre

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