ascolti amArgine: Grace – Jeff Buckley (1994)

La maledizione dei Buckley, il padre, Tim, cantautore e artista geniale e pessimo padre (1947 – 1975) morto a 28 anni. Ancor prima della nascita di Jeff Buckley, Tim abbandonò la moglie per trasferirsi a New York in cerca di fortuna. Il figlio Jeff, grande promessa nello spazio del sospiro di un album (1966 – 1997) morto a 30 anni. Eppure anche Jeff ha lasciato traccia di sé, un unico album di studio nel 1994 da cui fu tratto un singolo grandioso, Grace. Grace fu pubblicato il 23 agosto 1994. Oltre a 7 pezzi inediti, l’album includeva 3 cover: “Lilac Wine”, basata sulla versione di Nina Simone, “Corpus Christi Carol” di Benjamin Britten, e “Hallelujah” di Leonard Cohen, che gli portò il successo per via de “l’eccellente interpretazione”, come la definì il TIME e inclusa da Rolling Stone nella lista “500 Greatest Songs of All Time”. I pareri dei critici furono entusiasti: il Sydney Morning Herald definì il disco un “capolavoro romantico” e un “essenziale lavoro definitivo”. Divenne disco d’oro in Francia e in Australia, successivamente disco d’oro negli Stati Uniti, oltre che ancora disco di platino per sei volte in Australia nel 2006. Grace ottenne, anche, apprezzamenti da musicisti celebri, tra cui Jimmy Page, Robert Plant, Bob Dylan, David Bowie.

C’è la luna che chiede di rimanere
Tanto a lungo così che le nuvole mi portino via
Beh, il mio momento arriva, non ho paura di morire

La mia voce affievolita canta di amore
Ma lei piange per il ticchettio del tempo,
Attendi nel fuoco, attendi nel fuoco

E lei piange sul mio braccio
Camminando per le chiare luci nel dolore
Bevi un po’ di vino che entrambi potremmo andare domani
amore mio

E la pioggia scende e credo sia venuto il mio tempo
Mi ricorda il dolore che potrei lasciare alle spalle
Attendi nel fuoco, attendi nel fuoco

E sento soffocare il mio nome
Così facile da capire e dimenticare con questo bacio
Non ho paura di andare ma va piano
Attendi nel fuoco

TESTO ORIGINALE

There’s the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Well it’s my time coming, I’m not afraid, afraid to die

My fading voice sings of love
But she cries to the clicking of time, oh, time
Wait in the fire, wait in the fire
Wait in the fire, wait in the fire

And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow
Oh my love

And the rain is falling and I believe my time has come
It reminds me of the pain I might leave, leave behind
Wait in the fire, wait in the fire
Wait in the fire, wait in the fire

And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
I’m not afraid to go but it goes so slow
Wait in the fire, wait in the fire, oh oh yea oh oh oh yeah unh
Wait, wait, wait in the fire, wait in the fire
Wait in the fire, wait ah uh unh ah

6 pensieri su “ascolti amArgine: Grace – Jeff Buckley (1994)

  1. è vero grande interprete… Mi sono sempre chiesto se autori come Dylan, Neil Young. Lou Reed e tantissimi altri si fossero spenti dopo il loro primo disco, avrebbero avuto la risonanza che ha avuto Jeff? Questo la dice lunga sul suo talento. Poi è vero, ci sono artisti che si bruciano subito come una falena e altri che invece maturano col tempo, chi lo sa. Rimane questo splendido disco a ricordarci che la musica è un dono meraviglioso.

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