fino alla Chiusa

Erano passeggiate fino alla Chiusa,
imitati i tacchini, si andava a vederla
risalendo l’argine
con la paura dei ladri di biciclette
o dei coltivatori di orti anonimi
quando capitava di rubare e addentare
un piccolo pezzo di sole.

Il fiume, l’acqua, la tua mano:

ora so che torni là per camminare sola,
il fiume non si è mai spostato
e gli argini ti hanno fatta
più allenata alle cose della vita,
ma non lasci ancora la mia mano.

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5 pensieri su “fino alla Chiusa

  1. Caro Flavio, il silenzio non è assenza di commento, né di pensiero su questi tuoi versi, ma voce così alta per tanta Bellezza e tanto Amore, da non trovare segni giusti tra le lettere pure utili per comporre le parole.

  2. Silvano Stefano Negretto (da FB) Sto conoscendo le tue poesie – Mi piacciono, in questa , la ricerca di un linguaggio efficace, le metafore che nascono da profonda esperienza di vita e capacità di parlare di problemi universali dell’esperienza umana partendo dal ripensamento di personali episodi di vita quotidiana

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