perché insisti? Permani uno stronzo

Carissima Franca,
penso che potrei mentire su tutto
su tutto ma non in poesia.
Scusami,ma in poesia non mi riesce proprio di non dire la verità.
Sono talmente falsi, ‘sti sedicenti poeti del cazzo, da farmi tornare vergine.
Tempo addietro ne ho letto uno da manuale dal testo pomposo ma scarso, naturalmente mi sono premurato di farglielo sapere.
Lui si è vendicato, come chi non potendo picchiare un padre più vigoroso e grosso ne attende il figlio per affibbiargli, non visto, uno scappellotto.
Scelse un mio testo a caso e ci sputò sopra.
Per un po’ finsi di ignorarlo, infine presi due suoi testi a caso e scrissi “mi piace”.
Da allora ho un nuovo amico cui i miei testi piacciono moltissimo. Il coglione è pure distratto.

Sinceramente non tuo.
Flavio Almerighi

Libri amArgine: Quaderno di Sagrini Giovanni (e book scaricabile omaggio)

Un poeta dimenticato come i frutti della sua Casola Valsenio. I suoi testi manoscritti sono stati scoperti per caso pochi anni fa. L’ebook è scaricabile gratuitamente qui sotto:
Libri amArgine 1 Giovanni Sagrini

la famiglia, informata dell’iniziativa, ringrazia tutti coloro che leggeranno.

dove ogni affluente
bagna un fiume diverso,
gli stessi:
di quanta pace e quali guerre
siano stati spettatori
non basterebbero libri
a raccontare:
pensami, pensami
dice l’acqua dal suo letto
prima di cambiare sapore
essere mare

Lost man

Giovanni Sagrini nacque a Casola Valsenio (RA) il 21 gennaio 1939. Studente liceale, fu costretto su una sedia a rotelle dall’età di diciott’anni a seguito di un investimento stradale avvenuto sulla provinciale casolana/riolese. Poeta mai pubblicato, i suoi quaderni sono stati ritrovati dopo la morte, avvenuta per complicazioni cardiache nel 1966.

Le istituzioni senza persone adeguate non fanno la Democrazia

Probabilmente scopro l’acqua calda. Abbiamo la Costituzione più bella del mondo, ma a questo punto è più disonesto cambiarla o non applicarla? Un fatto è comunque inoppugnabile, senza persone degne, politici adeguati leali servitori dello stato, la Democrazia NON c’è. Parliamo di lavoro e reddito, giusto per fare un esempio:

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”
Piero Calamandrei
Discorso agli studenti di Milano, 1955

Il Lavoro nella Costituzione Italiana

Art. 1
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”

Art. 3
[…] “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

Art. 4
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”

Art. 35
“La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro
italiano all’estero”

Art. 36
“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”

Art. 37
“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione”

Art. 38
“Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”

Art. 39
“L’organizzazione sindacale è libera”

Art. 40
“Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano” (Costituzione della Repubblica Italiana, 27 dicembre 1947)

noia di vivere

con dita consumate di guerra
sogni ingrassati a lume di candela
insetti, carta straccia per ripulire
canne ostruite dagli spari, la violenza
gonfia le pance ai trafficanti
prominenti, eminenti
da non vedersi più le parti intime
sporgenti, ma tagliano le gambe
a ogni singola voce di chi
anziché sputare, ha piantato la vita
per una vaga idea di purezza e pulizia
in canna di fucile.
Ovunque siano, i Balcani insegnano:
le poche case sembrano disabitate,
i cani non si spostano dalla strada
per osservare i pochi di passaggio,
nemmeno il comunismo
liberò quelle campagne in terra rossa
dall’idea (noia di vivere)
di sentirsi ognuna il popolo eletto
specie a Serajevo, che in un istante solo
rientrò nella storia a colpi di cannone;
quant’è distante quell’amore
che sa accarezzare l’altra mano
con dita consumate di guerra

ascolti amArgine: Only Happy When It Rains (1995)

Il che in questi tempi incerti è prassi, basta far buon viso a cattivo gioco. Un buon indie rock quello dei Garbage prima maniera, di una sensualità sconvolgente la cantante, Miss Shirley Manson, da far venire una voglia impellente di alzarle quella formalità di vestitino che indossa. Il disco da cui è tratta è quello di esordio della band del Wisconsin.

Sono felice solo quando piove
sono semplicemente felice quando è complicato
e sebbene io sappia che tu non lo possa apprezzare
sono solamente felice quando piove
Tu sai che amo quando le notizie sono cattive
perchè fa stare così bene sentirsi così tristi
Sono soltanto felice quando piove

Riversa completamente la tua miseria
Riversa completamente la tua miseria su di me

Io semplicemente sorrido nel buio
Il mio solo conforto è quando la notte si fa oscura
Non ti ho per caso detto che
Sono solamente felice quando piove
Riceverai il messaggio nel tempo passato con me
Quando mi lamento di te e di me
Io sono soltanto felice quando piove

Riversa completamente la tua miseria… riversa completamente la tua miseria
Riversa completamente la tua miseria su di me… riversa completamente la tua miseria
Mi puoi fare compagnia
Fino a quando non te ne importa più

Io sono felice solo quando piove
Vuoi sentire della mia nuova ossessione
Sto volando sopra una profonda depressione
Io sono soltanto felice quando piove… riversa completamente qualche miseria su di me

Testo Originale:

I’m only happy when it rains
I’m only happy when it’s complicated
And though I know you can’t appreciate it
I’m only happy when it rains
You know I love it when the news is bad
Why it feels so good to feel so sad?
I’m only happy when it rains
Pour your misery down
Pour your misery down on me
Pour your misery down
Pour your misery down on me
I’m only happy when it rains
I feel good when things are goin’ wrong
I only listen to the sad, sad songs
I’m only happy when it rains
I only smile in the dark
My only comfort is the night gone black
I didn’t accidentally tell you that
I’m only happy when it rains
You’ll get the message by the time I’m through
When I complain about me and you
I’m only happy when it rains
Pour your misery down (Pour your misery down)
Pour your misery down on me
Pour your misery down (Pour your misery down)
Pour your misery down on me
Pour your misery down (Pour your misery down)
Pour your misery down on me
Pour your misery down
You can keep me company
As long as you don’t care
I’m only happy when it rains
You wanna hear about my new obsession?
I’m riding high upon a deep depression
I’m only happy when it rains
Pour some misery down on me
I’m only happy when it rains
Pour some misery down on me
I’m only happy when it rains
Pour some misery down on me
I’m only happy when it rains
Pour some misery down on me
I’m only happy when it rains
Pour some misery down on me
Pour some misery down on me
Pour some misery down on me
Pour some misery down on me
Pour some misery down on me
Pour some misery down on me
Compositori: Douglas Elwin Erickson / Shirley Ann Manson / Steve W. Marker / Bryan David Vig
Testo di Only Happy When It Rains © Kobalt Music Publishing Ltd., Universal Music Publishing Group

Originale e traduzione da

http://www.traduzionecanzone.it/testo-tradotto/canzone_only-happy-when-it-rains_garbage.asp?id=1345&testo%20canzone%20di=Garbage

duecento passi almeno

mettere duecento passi almeno
da questa casa aggrappata non si sa bene
dove, quanto, come!
Dare non è, minima batte massima
dentro un continuo accusare doglie
senza esitare, sbagliare è perfetto
giusto così, per sapere se è bene
rivedere secoli di scazzottate perdute
e ritorno, più che altro contrappasso:
facciamo che non manchi nulla e ci sia
anche il disegnino sul cappuccino,
oh sembra più buono, quasi quasi
viene voglia di offrire, fare tenerezze,
oltre le continue illusioni
mostrare la lingua alla cassiera,
ricadere,da svegli è tutta nostalgia,
finisce che nemmeno si sa dove duole
il punto di sutura che tiene insieme
l’ombra coi piedi, il cuore coi figli
e non si smette, non si smette mai
di andare a capo da buoni partigiani,
il piombo caldo non è tenerezza,
è tua figlia che vendica tua madre,
è cena attesa tutto il giorno:
ha questo sapore un po’ metallico,
semi trasparente, molto inutile

innamorati senza rotazione

Un vecchio ponte porta al mercato
terrazzo per una sigaretta, nessuno vede
e chi non vede annuisce.
Sono strati e detriti ad alzare il passo
storie mai finite
innamorati senza rotazione.
Persiste sul vetro la rapsodia dell’ape,
questa estate non è granché
il rischio è rimanere asciutti,
tutti sanno e corrono dietro
al primo tintinnio di tasche.
Deluderò gli esteti e i coerenti,
avete mai sfondato una porta
per sapere cosa nasconde la dura madre?
Chiarirei così la situazione delle rughe
di pantaloni in ordine
sul grembo brinato, la sciarpa
fatta in casa, fuori aspettano.
La posa insiste, l’aria è invitante.
Oscilla il ponte del mercato
sopra merceria, limoni e uova,
la crisi è un mondo di macerie,
la felicità dipende dalla luce.
Qualcuno riesce a ridere di gioia
aprendo i palmi sotto la fontana.
in una piazza poco distante dal dolore

(brano scartato da “Procellaria”)

letture amArgine: tre poeti sloveni

La Slovenia è un piccolo grande paese. Terra di grandi sportivi, la loro nazionale di basket ha vinto l’ultimo campionato europeo, terra di grandi tradizioni e storia, terra bellissima. Anche gli sloveni sono belli, i loro giovani non hanno perso l’abitudine di conversare e non se ne stanno da ebeti a digitare sui loro iphone. La Slovenia è terra di grandi poeti. Il comune denominatore dei tre brani (di tre autori diversi) scelti è quello della commozione. Ho scelto tre brani di poeti a me prima sconosciuti, le loro parole mi hanno colpito, commosso. Niente altro.

Poesia per Barbara (Miklavž Komelj)

Dove lasciare una traccia per te? Chi davvero mi vede
con lo sguardo a cui completamente mi rivelo, non mi vede.
Io non sono nei pascoli bui d’erba oscura,
non sono nel sole bruciante e in nessun luogo.
Qui, tra i defunti, non sono vivo, non sono morto.
Vagavo, vagavo attraversando le stanze dei morti,
cercando di convincermi senza proferire parola.
Qui, tra i defunti, solo alcuni di essi dimorano,
quasi tutti sono invece come io sono.
Come io non sono. Come loro non sono. Non siamo.
Anche chi li vede, i morti, non vede noi.
Non sento consolazione per non essermi smarrito, nessuna
consolazione sento nemmeno per averlo fatto.
Ma a te non posso mentire dicendo che nulla
io possa sentire nulla quando, atterrita, taci o appena bisbigli.

*

Il cuscino (Cvetka Bevc)

Uno stormo d’oche, giunte dall’universo, stanotte è piombato su noi due.
Quando spaventata ho spostato il bacino
han lasciato la sfavillante lanugine sul mio cuscino.
Scappano, dietro di loro, i capelli, le mani, il volto e il ventre.
Assieme alle tue parole sfumate scivolano nel silenzio
con il quale, come un uccello tricipite, mi distendi sulla ruota piumata.

Velocemente, e raschiando debolmente, crepitano le tue ossa
come se, spavaldo, volessi togliermi la docilità per la visita
dei bagliori isolati dai tuoi inganni amorosi.
Non scrivere su di me con la penna d’oca. Non posso leggerti
se mi appoggerai sul cuscino solo alla fine del mondo.

Fai girare la ruota piumata più veloce di quanto sia possibile
e non darmi ascolto quando ti griderò la lingua delle oche.
Hai permesso, d’altronde, che assieme a te potessi cavalcarti
come una guardiana d’animali alati. Non pretendo d’usurparti,
succhio solamente la tua follia come dominio delle sensazioni.
Ai tuoi baci sottraggo il nido uterino,
perdo l’equilibrio nella fertilità della prima donna
perché tu possa allegramente aprirmi come l’ultimo uomo.

Ti canto per diventare autunno, quando gli uccelli se ne vanno.
E tu mi trasformi in primavera, quando ritorni in me.
Fermati, l’infinita melodia non ha salvazione.
Non possiamo a lungo bagnarci le labbra scottate.
Dammi il diritto di scomparire per la vita con le stelle.

Poi ci ameremo, come se fossimo soli al mondo.

Forse lontano, da qualche parte, un’oca stara seduta
su una ruota spezzata. Una ruota che non gira. Senza l’asse.
Da la mi lancerò. Perché e là che ho ricevuto il tuo bacio.

Ed ora strappa il cuscino, che mi ricopra la neve di piume.
E tieni fino in fondo il mio cadere infinitamente dolce nelle mani.

*

Ora… (Miha Obit)

Ora che leggo di tuo padre mi chiedo
quali eserciti abbia visto il mio
e soprattutto quali abbia combattuto:
l’ho visto solo perdere un dito in fonderia.

Eppure se ne e andato da soldato
nella sua trincea personale di forni
a microonde e camicie ben stirate.
Quando ci ha lasciati ho pensato

che l’aveva fatto già molto tempo prima.
Ho un fiume che scorre davanti a me
piu veloce di quanto pensassi – e con se
porta via tutto – anche queste prime aurore di maggio.

Chiara De Luca: Bisogna Essere (Anteprima del film LORELEI)

Bisogna essere è un frammento del film Lorelei. Favola per cani e per bambini. Lorelei è un viaggio alla ricerca dell’omonima ondina, ambientato a Ferraraland, la città sommersa nelle albe e nei tramonti.
La città che riaffiora lungo i bastioni deserti delle Mura di Ferrara nei giorni di pioggia. Che occhieggia dai giardini segreti e dai vicoli del centro nella nebbia d’inverno.
Il gruppo di ricerca è formato da Chiara, dai suoi due cani, il topino Titti e la setter irlandese Eva, e dal gatto Sunny, nume tutelare della casa.
Protagonisti di Lorelei sono tutti gli abitanti di Ferraraland che decidono di prendere parte alle ricerche, o vengono reclutati a loro insaputa dal casting del destino. Sono donne, uomini, cani e bambini che hanno ancora voglia di guardarsi negli occhi senza sapersi.
Lorelei è un film di musica e di sguardi, di corse a piedi e in bicicletta, d’incontri fortuiti, d’incroci e brevi saluti. È un film di code mulinanti e miagolii, di salti e di sorrisi. È un film di elementi e silenzi.
Chiara parte ogni giorno alla ricerca di Lorelei in compagnia di Titti, o di Eva, o di entrambe. Insieme cercano ovunque le tracce del passaggio della donna dei fiori e del buio luminoso. Insieme calcano le sue orme, visitano i suoi luoghi e ripercorrono i suoi sentieri.
Lorelei non lesina tracce del suo passaggio: fugaci bolle di sapone, biglietti pieni di poesia, indizi, o allusioni, alchechengi, girasoli.
Lorelei compare soltanto in flash back. Anche lei ha un topino, un gatto e un setter irlandese. Cosa significa questa coincidenza? Chi è Lorelei? È realtà o immaginazione? È sogno o ricordo? Dove vive davvero? Questo lo scopriremo a breve, perché il film completo sarà disponibile a luglio del 2018. (Chiara De Luca)

Musiche di Massimo Sannelli