amArgine chiude per protesta

oggi in Italia c’è stato un colpo di stato silenzioso: finanza e germania hanno impedito la nascita di un governo che godeva della maggioranza dei voti e dei seggi: il pretesto lo ha trovato il kapo’ dello stato, rifiutando un economista, Paolo Savona, già ministro in un passato governo, a causa del suo pensiero in materia di euro e di germania: questo blog chiude per protesta fino al 31 maggio

today in Italy there has been a silent coup: finance and germany have prevented the birth of a government that enjoyed the majority of votes and seats: the pretext found him the kapo ‘of the state, refusing an economist, Paolo Savona , former minister in a past government, because of his thoughts on the euro and germany: this blog closes in protest until May 31

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7 pensieri su “amArgine chiude per protesta

  1. Posso non essere d’accordo con certi personaggi della scena politica attuale ma la situazione riguardante il ministro dell’economia mi sembra chiaramente un inchino nei confronti dei potentati finanziari. Solidarizzo dunque con la tua iniziativa!

  2. da FB

    Alberto Rizzi
    28 maggio alle ore 10:49

    Il problema è se il Presidente silura non un corrotto, un pregiudicato ecc. (ma questo è successo di rado: chiedere a Berlusconi per conferma), ma un possibile ministro che non è in sintonia coi poteri finanziari che in realtà controllano l’Italia. In questo aso è chiaro che si serve delle sue costituzionali prerogative, non per fare gli interessi del Paese, ma quello dei suddetti gruppi.

  3. da FB

    Giuseppe Bruzzone
    28 maggio alle ore 10:18

    L’ultima volta che l’Italia ha subito il ricatto dello spread – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – ci siamo ritrovati il governo Monti, con le sue misure antipopolari, che hanno anche prodotto l’aumento del debito pubblico del nostro paese.
    Questa volta vogliono propinarci un governo Cottarelli per proseguire l’opera?
    No, grazie! Basta con queste manovre per condizionare la vita democratica dei paesi europei».
    Maurizio Acerbo

  4. Governo Italia, il golpe bianco di Mattarella nel nome della Troika
    Da Iacchite – 28 maggio 2018

    di Giorgio Cremaschi – Potere al Popolo –

    Quello di Mattarella è un attentato alla democrazia nel nome della Troika. Ora lo conferma la convocazione di Cottarelli per l’incarico di governo.

    Cottarelli, l’uomo dei tagli allo stato sociale, della pensione a 80 anni, l’uomo di fiducia di quella nota istituzione “democratica e progressista” che è il Fondo Monetario Internazionale. Chi non si scandalizza e si dichiara progressista vada a farsi friggere con i resti della finta sinistra amica delle banche che ha la responsabilità politica e storica di questo disastro.

    Potere al Popolo stava già preparando la mobilitazione contro il governo Salvini-Di Maio, ora la faremo contro il governo Mattarella-Cottarelli.

    Ubbidendo alla Troika (UE, BCE, FMI) e ai suoi referenti italiani il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ufficialmente fatto entrare l’Italia nei paesi senza una vera democrazia. Rifiutando di dare l’incarico a Savona per le sue, per altro moderatissime, critiche verso l’euro, Mattarella ha reso chiaro che il popolo italiano, come quello greco e come tanti altri popoli europei, non è libero.

    La dittatura finanziario-bancaria della UE, che Draghi ha definito “pilota automatico”, è intervenuta. Il governo e il potere tedesco, anche con la loro stampa razzista, si sono mossi contro l’Italia e Mattarella ha pronunciato le parole che suonano come de profumdis per la nostra Costituzione democratica, sociale, antifascista. Nel nome del risparmio degli italiani ha fatto saltare un governo che avrebbe riscosso la fiducia della maggioranza del Parlamento.

    Parlando da presidente aggiunto della Banca Centrale Europea Mattarella ha messo sotto scacco il parlamento, trasportando la democrazia italiana in sabbie mobili mai raggiunte nella sua storia. Neppure Napolitano era arrivato a tanto, avendo sempre ottenuto con le sue pressioni il consenso delle Camere.

    Ora il timido Mattarella ci porta dentro un golpe bianco. Che non è ovviamente concluso perché ancora non ha sbocchi. Finirà con elezioni nelle quali il presidente della Repubblica sarà di fatto uno dei contendenti del confronto, in uno scempio delle regole senza precedenti? Oppure in un governo presidenziale con le Camere sotto minaccia? Oppure con un cedimento di qualcuno dei contendenti che distruggerebbe il senso stesso della partecipazione politica? Ogni scenario che si preannuncia è orribile dopo l’orribile atto di Mattarella.

    Si conferma ciò che dovrebbe essere chiaro da tempo: la UE, le sue regole, i suoi trattati sono un colpo di stato permanente contro la nostra Costituzione. Rompere con essi è sempre di più un dovere democratico.

    Noi di Potere al Popolo, come nostro sacrosanto diritto, ci preparavamo a opporci al governo Salvini-Di Maio per il suo programma e per la sua linea politica, opposti alla nostra. Ora diciamo con altrettanta fermezza che siamo contro Mattarella e il suo atto gravissimo e che intendiamo lottare per una democrazia senza sovranità limitata e senza presidenti della Repubblica che, invece essere garanti di una repubblica parlamentare, si ergano a difensori dei risparmiatori, cioè di banche e finanza.

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