letture amArgine: Loredana Semantica inediti

Mi scrive Loredana. Ecco un minisilloge di selezione di miei scritti anno corrente e 2017. Inframmezzate da brevi metapoesie. Ora scegli tu. La scelta sarebbe stata troppo imbarazzante, le ho messe tutte, buona lettura!

Scrivono bene qui le tue zampette
hanno un assaggio fatato
un tepore incollato alle occhiaie
le scapole alate della fatica
hanno un certo sguardo
fremente di colla
si complicano gradevolmente
la vita accettando la sfida
tra le pieghe dell’oggi
e l’impossibile oltraggio.
***
Gemere questo sì
intimamente
ha una connotazione asessuata
vedi mio possibile rimedio all’esistere
mio contraltare mio lutto
ci hanno tolto ogni cosa
anche le strofe da scendiletto
le canne fumarie dell’ascensore
un certo sguardo occhialuto
come una colpa
dove per un secondo emerge
l’indistinto anelito al cespite
il lago sepolto
non crederti immune mio cielo
siamo uno specchio
nemmeno una strega per mela
nemmeno una meta comune
ora il divario ci assale
la deriva è un castello
anche l’assedio è una pena
l’ennesima pena
da sostenere
***
In volo ben oltre le nuvole
tra quote e note celtiche
restavo in qualche modo ancora
sulla terra albero
restavo benedetta al suolo
nel mare sconfinato restavo
una linea spezzata
un’azzurra proiezione
traumatica di angosce
desideri sconfinati che univano
l’ulteriore allo sparire
l’incertezza all’invenzione
di un attimo perfetto dove
svanissero tutte le paure
e soave il galleggiare
trasportasse nell’etere la luce
un’infinita pace tanto
sconosciuta quanto ambita
senza picchi stacchi alture
senza null’altro che un vento
d’aliante stuporoso e tiepido
dolce la culla il curvo dondolio
l’incoscienza irraggiungibile
l’attimo eterno del dormire.
***
Voi scrivete e mentre scrivete siete
dentro ciò che scrivete
esattamente per come siete.
Io nondimeno.
***
E cosa dirai di te domani
riferirai di quotidiane riflessioni
del sapore dell’abbandono
quel misto fragile di guerra
e fascino di resa racconterai
l’accettazione dell’inutilità
raccolta fresca dai rami
croccante di portulaca e uova
nuova ogni giorno come
una nuova meta che
rigenera e distrugge
regala attimi di autentica
pazienza.
***
È l’amen
un qualsivoglia bene
un così sia celeste
un male altrettanto
che diviene
imprevedibile imprevisto
per la tanta pioggia
che viene dal cielo
imperturbabile e ostinata
ottusa come un canterano
come bomba che scoppia
tra gli aghi di pino
e nel silenzio un frastuono
di umido crollo
dalla radice alla cima
un inchino.
***
Ecco se potessi la confidenza
massima che chiedi
ti direi la stanchezza della battaglia
quella guerra persa in partenza
che una vita mai completa
l’insistenza a chiedere verità
estratta dal suo covo di melma
intera presa a mani nude
grondante sempre qualcosa
spesso l’essere autentico dolente
l’essere perciò spaventosa pietra
spalancata nel buio come bocca.
Ti direi la ricerca dei simili nel tempo
perché mi vengano in aiuto
a formare la fronda della resistenza
al fallimento inevitabile mi accorgo
invece che sprofondo maggiormente.
Ti direi che è questa la debolezza
lo scemare delle forze
e ancora insanabile
solitudine.
***
Volevo dire che non brillo
che non volo volevo
dire di quando la bocca
dicendo denigra.
***
Il progetto che non sai
è un riflesso di specchio
dove un cenno appena
sarebbe forse un concerto
una festa di campane
un cembalo una qualche musica
celestiale ma i cerchi curvano
con lentezza non per torsione
o affermazione di principi
ma per dialogo interiore
sguardo di strade mai viste
nella richiesta muta dei gesti
la visione delle cose dall’alto
senza superbia ma con distacco
una specie di volo in cui
noi siamo insieme perfettamente
sincroni e uguali.
***
Dire una parola meno
ancora meno di quella di prima
meno dell’altra di quella scorsa
di quella scritta o pensata.
Dire per sottrazione
lasciare al silenzio
potentissimo di sfondamento
lasciare al silenzio mai visto
morto il corpo e sepolto
la rivoluzione.
***
Se veramente tu rotolassi come niente
come corpo spoglia e dentro il nulla
nulla potrebbe toccarti e tutto sarebbe
l’inesistenza delle cose la loro materia
inerte e grigia ma c’è il rosso nel circolo
un’arteria che brilla la tua esatta umanità
quel desiderio cosmico che ha nel cielo
lo scenario perfetto azzurro di giorno
di notte nero è per questo che vibri
per questo soffri e preghi per questo
dentro piangi e poi gridi per questo
triboli e spingi pietre e tiri corde e pesi
per questo sei chimica sinapsi e ancora
sei un angelo cieco ridotto al suolo equino
cometa senza coda guerriero santo buffone
puledro asino monaco certosino
navigatore dell’emisfero destro
tra le meningi e sinistro per devianza
assiomatica dell’uliveto intero
e sei per tutto questo inquieto o sereno
finora vivo come me del resto
***
(Non confondete le idee
tra poeti e non poeti
voi scrivete cose così
tanto per affermare cosa siete
mostrare la pancia
di certezze e invece…)

Nulla è sicuro oltre la porta
solo il crivello che cerne la farina
mia madre me ne ha lasciato uno
è un po’ bucato ma serve ancora all’uso
al lievito fa gioco il suo potere
intanto scrivo ancora
ti perdono.

***


Loredana Semantica, nata a Catania nel 1961, è laureata in legge, è sposata, ha due figli, vive e lavora a Siracusa. Si interessa di poesia, fotografia e lavorazione digitale di immagini. Proviene dall’esperienza di partecipazione e/o collaborazione a gruppi poetici, di fotografia, arte digitale, litblog, associazioni culturali nel web e su facebook. Ha pubblicato in rete all’indirizzohttp://issuu.com/loredanasemantica le seguenti raccolte visuali e/o poetiche: Silloge minima (7/11/2009) Metamorfosi semantica (3.2.2010), Ora pro nomi(s)(27.3.2010) Parole e cicale (13.8.2010) L’informe amniotico (27.2.2011), quest’ultima raccolta opera selezionata al premio “Opera Prima 2012” e opera finalista al premio “Lorenzo Montano 2012” sezione “raccolta inedita“ è stata pubblicata nel 2015 da Liminamentis. Il 4 agosto 2012 ha pubblicato, sempre su issuu, la raccolta di riflessioni e racconti “I sette vizi capitali” e da ultimo una Trilogia poetica, formata dalle tre seguenti raccolte: “Apologia del silenzio“, “Nulla Parola”, “Poesia delle feste”. Nel 2016 ha pubblicato con Deborah Mega e Maria Rita Orlando l’antologia poetico-fotografica “La prima rosa”, Feltrinelli. Gestisce il blog personale “Di poche foglie” all’indirizzo https://lunacentrale.wordpress.com/ e quello collettivo Limina mundi all’indirizzo https://liminamundi.wordpress.com/

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