Quello che Elsa non dice

La previdenza pubblica fa affondare quella privata. Sembra questo il risultato della fusione dell’Inpdap, l’ente previdenziale dei dipendenti pubblici, con l’Inps, avvenuta con la manovra salva-Italia, e successiva legge fornero del 2011.
L’ente dei lavoratori privati ha ereditato dalla gestione pubblica un buco da paura, dovuto al fatto che lo Stato non ha pagato i contributi previdenziali per i suoi dipendenti. Come il titolare di un’impresa familiare qualunque (con tutto il rispetto per le imprese familiari che i contributi li versano regolarmente). Lo stesso stato che esige dai privati il Durc, documento unico di regolarità contributiva dai suoi fornitori privati, altrimenti non li paga.
Ma un altro motivo – il più paradossale – è l’inadempimento di molte amministrazioni pubbliche che negli ultimi anni non hanno pagato i contributi previdenziali per il loro dipendenti. Con l’accorpamento avvenuto nel 2012, l’Inps ha ereditato dall’Inpdap un buco di bilancio spaventoso: 23,7 miliardi di euro di disavanzo.
Una bomba a orologeria attaccata alla pelle di esodati e lavoratori dipendenti dai signori monti e fornero, che, solo per questo meritano di essere messi sotto processo.

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