Vagabondi Istriani

non che la chiglia tagli,
la barca ondeggi in nome nostro
verso un futuro prossimo e diviso
e non trattarsi di due parentesi
al fronte, divise dal ricordo
terra di nessuno

l’orizzonte equidistante marca
l’acqua verde azzurra, turchese
quando più profonda: ancora mare
ma con la voglia di mollare
e risalire da Vagabondi Istriani
disposti alla preda,
al vino e all’olio
a un abbraccio della Dominante

sia ghiaccia la notte,
bruciante il giorno,
quando pesa il passo
tutto sembra fatto per amore
in nome di Chi
chiunque Esso sia

ognuna rosa è un giorno,
il colore non implica la scelta,
muovono bianco e nero:
qualcuno mangia
altri attendono i resti del pasto
inutilmente, e a un tempo migrano
nella speranza di ritrovarsi
dentro un paese nuovo

e giusto sia far dispetto ai potenti,
alle loro barche lustre
di belle donne tanto scalze
quanto inutili ma tutto.

Sotto, una profondità silenziosa,
libera di ogni pensiero umano,
pronta ad assalire i pescatori.
Disposta al nulla

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12 pensieri su “Vagabondi Istriani

      • Capito, grazie.. Ne ho conosciuto uno moderno, con la sua barca “bacicin” di quelle col foro al centro per i sub, ci portava a spasso per le isole e i fari dei dintorni. Usciva di casa la mattina che era ancora notte e rientrava la sera che era quasi mattina. Sono un po’ nomadi e un po’ zingari. (mia madre mi chiamava vagabondo, uscivo di casa la mattina…)

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