ascolti amArgine: Ultravox! Hiroshima Mon Amour

Anche se la traccia condivide il proprio titolo con l’omonimo film francese di Alain Resnais, John Foxx affermò che all’epoca della composizione del brano non aveva ancora visto la pellicola, e che il testo della canzone non voleva essere una descrizione del film, perché “sarebbe stato un errore interpretarla in quel modo”. Nonostante questo, la canzone viene costantemente intesa ancor oggi come direttamente ispirata al film di Resnais, o come un omaggio ad esso, anche se non era questa l’intenzione originaria degli autori del brano. Possiedo persino il singolo in vinile di questa autentica canzone della vita grondante sperimentazione e romanticismo. Se gli Ultravox! di John Foxx sono stati quasi unici, quelli di Midge Ure sono stati solo Sanremo.

http://lyricstranslate.com/it/hiroshima-mon-amour-hiroshima-mon-amour.html-0#ixzz574G6FKmo

Hiroshima Mon Amour

In qualche modo ci siamo allontanati troppo
Comunichiamo come stelle distanti
Voci scheggiate al telefono
La polvere illuminata dal sole, il profumo delle rose
Qualcuno aspetta dietro alla porta
Hiroshima mon amour

Si prendono treni Intercity
Vestiti di “grigio europeo”
Per andare verso la spiaggia dell’eco
Un milione di ricordi negli alberi e nelle sabbie
Come potrei mai lasciarli andare?
Hiroshima mon amour

Ci si incontra sotto il lago d’autunno
Dove penetrano solo gli echi
Camminiamo tra polaroid del passato
Tratti fusi come vetro frantumato, il sole è così basso
Trasforma in oro le nostre silhouettes
Hiroshima mon amour

*

Hiroshima Mon Amour

Somehow we drifted off too far
Communicate like distant stars
Splintered voices down the ‘phone
The sunlit dust, the smell of roses drifts, oh no
Someone waits behind the door
Hiroshima mon amour

Riding inter-city trains
Dressed in European grey
Riding out to echo beach
A million memories in the trees and sands, oh no
How can I ever let them go?
Hiroshima mon amour

Meet beneath the autumn lake
Where only echoes penetrate
Walk through polaroids of the past
Future’s fused like shattered glass, the sun’s so low
Turns our silhouettes to gold
Hiroshima mon amour

****

Simbad (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

Simbad si nutriva di occhiatacce
fino alla linea di galleggiamento,
la lunghezza della sua pazzia
misurabile a bracci, lo portò
a strappare croci dal piccolo
cimitero porticciolo di famiglia,
dove stanno figli in salvo dalla vita:
la luce accarezza la terra
non il sotto terra

non ho parole,
una scala scatola musicale
lasciata da qualcuno,
le tracce, il tempo alzheimer
storie perdute
niente ricordi
la democrazia in soffitta
il segmento tracciato
non ha ricadute,
la mano ancora ferma
permette bellissime carezze

non è amore, amico di tutti,
sempre in tema
di lavorazione delle carni
l’ospedale drammeggia, prevede
chi o quello che saremo tutti,
avanzi sofferti

***

Simbad

Simbad fed himself on evil looks
up to the floating line,
the length of his folly
measured by arms, led him
to rip crosses from the small
cemetery a family solace,
when sons are safe from life,
light caresses the earth
not below the ground

I have no words,
a musical scale box
left by someone,
traces, alzheimer time
lost tales
no memories
democracy in the attic
the traced segment
has no refalls
the hand yet still
allows lovely caresses

it isn’t love, the friend of everyone,
always the theme
of working the body
the hospital dramatizes, provides
the one or those we’ll all becomi,
soffered residue

© 2018 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem SIMBAD
by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

due pezzi per ricordare che la mafia esiste (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

A Pasquale Romano ucciso per sbaglio (inedita)

Pasquale aveva tanto appetito
e una fidanzata
che ha cominciato a gridare
subito dopo il primo di quattordici spari,
una macchia rossa
sul pubblico decoro,
e per sudario uno sbaglio.

Grazie a Dio Pasquale non ha dovuto
ascoltare il monito del presidente,
è un brutto guaio
apprendere d’essere morto
da un manifesto affisso
l’altro ieri quasi di sfuggita
al mercato del pesce.

Bilanci e pagelle poco importano
se la legalità, ridotta com’è
è un contorno freddo.
Frau s’ignori che la mafia è merda,
lei ha un culo troppo grosso
e la pressione troppo alta
per poter decifrare questo paese.

*

For Pasquale Romano killed by mistake (inedited)

Pasquale had a lot of appetite
and a girlfriend
who started to yell
soon after the first of fourteen bullets,
a red stain
on the public decorum,
and a burial cloth as a mistake.

Thanks to God Pasquale didn’t have
to hear the president’s warning,
that it is a bad thing
discover you’re dead
from a poster glued
yesterday almost in a hurry
at the fish market.

Accounts and school cards are insignificant
if legality, reduced like this
is a cold plate.
Frau ignores that the mafia is shit,
she has an ass that is too large
and the blood pressure is too high
to be able do decipher this town.

**

Nove Maggio 1978 (da Isole, 2018 Ensemble)

Facevo la Quinta quand’è morto Impastato
maggio era già rigido inverno
stavo abbracciato a un grembo di rose

di tutte le lettere scritte per niente,
sono la più lunga, messo in bottiglia
affidato al mare dal guscio di ceralacca

arrivo oggi che sono spaccato e vecchio
e voglio per me un po’ d’infinito.

*

May Ninth, 1978 (from ISLANDS, 2018. Ensemble)

I was in fifth grade when Impastato died
May was a stiff winter already
I was hugging a bunch of roses

of all the letters were written for nothing,
only the longest was put in a bottle
offered to the sea in a shell of sealing wax

today I get here broken and old
and I want for myself a piece of infinite.

© 2018 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of two poems by Flavio Almerighi.
All Rights Reserved.

letture amArgine: Mother Love di Adeodato Piazza Nicolai con traduzione in italiano dell’autore

MOTHER-LOVE

Mother-love is endless, has no rage,
& no barrier; it is pure instinct,
it flows from springs to rivers to seas
to fill up the oceans. Mother-love gives
all for nothing, protects its offsprings unto
the ending of life. Mother-love grows in
planets & comets & seeds inside clods of earth.
Mother-love exhausts its heart & its fingers
until space/time no longer exists. It does not
go out by the back door but opens all roads
beyond the rainbows, deep into canyons
as wide as the skies. Mother-love fights
to the end & even further. Enfolds all of
life even when it isn’t its own but that
of its child. Mother-love grows in the wild.

© 2018 Adeodato Piazza Nicolai
Vigo di Cadore, 19 March, @ 18:30


AMORE DI MADRE

Amore di madre senza fine non ha rabbia
non ha barriere; è puro istinto che scivola
infinitamente da fonti a fiumi ai mari
e colma gli oceani. Amore di madre da
tutto per niente, protegge neonati finché
finisce la vita. Amore di madre riempie
pianeti comete e semi nelle zolle della terra.
Amore di madre esaurisce sia cuore che mani
finché tempo/spazio finisce. Non fugge
da qualsisi porta ma spiana ogni strada
oltre l’arcobaleno come nei canyon
più vasti del cielo. Amore di madre lotta
fino alla morte e ben oltre. Abbraccia
la vita anche se non l’appartiene purché sia
dei figli. Amore di madre cresce nel brado.

© 2018 Traduzione italiana di Adeodato Piazza Nicolai della
poesia in inglese MOTHER-LOVE. Diritti Riservati.

solitari (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

Scrivere l’amore è molto difficile,
brilla per mancanza
specie quando bastava una carezza
a farla aprire, pianta carnivora
divorava l’intorno in cambio
di profumi e frasi deviate,
bellissime in segreto
disegnavano nuove vicinanze,
in realtà volgari e non vale
ricollocarne i miasmi nella normalità,
quando una primavera
intollerabile e malefica
riapre i bocci addormentati, s’invoca
altro ghiaccio perché torni la ragione;
quando l’amore non da figli
partorisce solitari.

Writing love is very difficult,
it shines for absence
especially when one caress is enough
to make it open up, carnivorous plant
devouring in place
of perfumes and deviated phrases,
secretly beautiful
designing new proximites
in vulgar realities and it’s not worth
removing the stench of normality,
when one springtime
intollerable and bearing ills
reopens sleeping buds, invokes
other ice so that reason might return;
when love creates no sons
it gives birth to solitaries

Per quando me ne vado

Per quando me ne vado
credo tutto il necessario
starà dentro una sportina,
mi serve poco
sto calando di peso.

Qualcuno lamenterà
la sorda partenza del padre
reclamandolo indietro
senza che la voce
lo possa raggiungere e trovare.

Un padre non vale molto
non è madre, è un maschio
si sa che i maschi
non debbono piangere,
sono fuchi innati
rappresi al loro destino.

Solo se me ne vado
capiranno che non ci sono più.

*

letture amArgine: Riccardo SinApsi Mattii

Per tutte le incazzature virtuali che mi hai fatto prendere. Per tutte le risate che mi hai regalato. E da questa foto mi rendo conto che un pochino rassomigliavi a Piero Ciampi. Per tutto, grazie. La terra ti sia lieve.

*

Allo stato terminale di te stesso
i pensieri sono grosse formiche nere
che richiamate dal crepuscolo
procedono seguendo una linea irregolare.
Allo stato terminale di te stesso
comprendi che uno solo è il tempo,una sola la morte,
poche le ossessioni,poche le notti d’amore,
poche le poesie,
poche le strade che portano fuori da te stesso.
Allo stato terminale di te stesso
attendi la nuova miseria
del prossimo istante.

*

Senza sorprese
giunge la sera
labile traccia
subito persa

ferma da secoli
nella sua turbolenza d’atomi
la cupola del duomo
partorisce la luna

s’ingorga il cielo
senza dio nè stelle
obitorio pessimista
giace sul fondo

l’UniVeRsO.

^

La crisi ipoglicemica mi ha colpito con inusitata violenza appena varcate le porte automatiche della coop sei tu. Il senso di debolezza il sudore freddo e tutto quanto il resto. Mi sono trascinato fino allo scaffale delle cioccolate, ho ghermito una tavoletta di milka al latte e mi sono accasciato su un pancale di farina integrale iniziando a divorare la salvifica barretta, incerto nel decidere se fosse maggiore il disagio x il malessere,o il piacere per il poter impunemente mangiare la cioccolata. La direttrice del supermercato mi ha notato e dopo essersi sincerata sulle mie vicende glicemiche,mi ha addirittura portato una delle seggiole delle cassiere. Ho ricevuto anche le attenzioni della banconista del pesce fresco che si trova poco lontano dallo scaffale delle cioccolahe . Dopo un buon quarto d’ora di agonia ed estasi,lo zucchero ha preso il sopravvento, ed ho potuto trionfalmente abbandonare la coop insieme a mia sorella che nel frattempo si era sbattuta nel fare la spesa.

*

questa d’estate ci sta sempre bene…anzi ogni estate che passa,ci sta sempre meglio.

NoNoStaNte TuTTa ‘Sta GnOcca Che c’è in Giro

Il MoNdo
si è stretto
attorno a me
diventando pietra.
Facendo di me
un deserto clivo
deambulante.
Per dure vene
scorre metallo
incandescente
in una buia

solitudine.

*

letture amArgine: tre brevi poesie di Giusi Verbaro

da L’Acquario

Ho amato in te un amore
che non ti assomigliava

a me solo assomiglia il fantasma cartaceo
che parlava e rideva sempre con la mia voce
Dopo il paziente e lungo costruirti
smontarti pezzo a pezzo
fu questione di un attimo

Ora so che plasmarti a mia misura
fu amare me riflessa nello specchio

*

Lo Specchio

Come ho potuto credere che l’ombra
traversasse lo specchio!
Ho tentato l’inganno
e l’ombra risentita
si è accanita in aperta ribellione
oscurando lo specchio

Io stessa ora mi chiedo
come sono
se sono

*

Le parole

Con parole mi sono lapidata
Di parole ho colpito in fondo al cuore
A parole ho spezzato ogni rifugio
ogni varco di fuga ogni speranza
seppellendomi a pezzi e a parole

Da allora vivo
Allegramente di parole vivo.

***

Giusi Verbaro è stata poeta finissima e critico sottile. Tra i suoi libri si ricordano: A valenze variabili (Forum, 1980); Mediazioni e ipotesi per maschere (Vallecchi, 1983); Utopia della pazienza (Forum, 1984); Itaca Itaca (Forum,1985); L’eroe (Confronto, 1989); Per amore per follia (Periferia,1991); Le lune e la regina (Book,1993); Nel nome della madre (Manni, 1997); Luce da Hakepa (Book, 2001); Solstizio d’estate (Manni, 2008, Premio Camaiore Poesia). Per la saggistica ha pubblicato: I poeti della Calabria (antologia, Forum, 1982); Le alchimie dello stregone (Rubbettino, 1984). Nel 2013 ha pubblicato l’ultima sua raccolta, Il vento arriva da uno spazio bianco. E’ morta nel 2015.

Duchessa

Quell’anno la Democrazia morì
assieme allo Statista e alla sua scorta.
Seguirono repubbliche numerate
coi codici a barre e il bollino blu,
poco importava se il Presidente
a quei tempi sia stato così buono.

Fu fatale, non ce ne rendemmo conto.
Ci ubriacammo,
le donne sembrarono splendide
sotto acconciature fatte a nuvole.
Stabilimmo la sacralità degli spettacoli.
Riconoscemmo uomini le bestie.

Cadde il Muro maestro,
ci lasciò nudi.
Il tetto non c’era più, inaspettatamente
restò su una porta incardinata e boriosa
la stessa, chiusa ogni giorno
in faccia ai poveri.

quaranta litri di pazienza

avevamo quaranta litri di pazienza
da spandere, impunibili, sui prati

dell’ambiente poco ci importava,
giocassero pure i bambini,
cogliessero fiori gli amanti,
crepassero i vecchi
dalle pupille orbe e disilluse

cosa importa al mondo
quando ingurgitano plastica per acqua
o se qualcun altro muore di fame:
impossibile qui, nel marchettaio di tutti,
colpa sua!

non si è ricordato di mangiare
è fuggito,
per arrivare salvo al suo appuntamento
col paese delle meraviglie.

Dispersa la pazienza, aggiungemmo vetriolo
le donne si spogliarono
senza esitare,
fino all’ultimo pelo