Semplice diritto

Semplice diritto essere stranieri
dove non ci si ritrova
se non nell’appuntamento effimero
con cui qualcosa viene fatto morire
pur di preservare il grosso

del paese noi lungamente illuso,
malfidato coi poeti trattati da esattori
perché sempre in rosso,
incagliato ogni abitante
nel proprio porto delle nebbie.

Volenti nolenti siamo
ancora a piè fermo, là
dentro un campo minato
cercando, è una volta che fa,
l’inciampo per non saltare.

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4 pensieri su “Semplice diritto

  1. da FB
    Mariangela Ruggiu non serve essere stranieri per sentirsi estranei, anche i poeti sono estranei, ognuno nel suo porto… anche se ogni tanto qualcuno avvisa che è un campo minato…

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