solitari (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

Scrivere l’amore è molto difficile,
brilla per mancanza
specie quando bastava una carezza
a farla aprire, pianta carnivora
divorava l’intorno in cambio
di profumi e frasi deviate,
bellissime in segreto
disegnavano nuove vicinanze,
in realtà volgari e non vale
ricollocarne i miasmi nella normalità,
quando una primavera
intollerabile e malefica
riapre i bocci addormentati, s’invoca
altro ghiaccio perché torni la ragione;
quando l’amore non da figli
partorisce solitari.

Writing love is very difficult,
it shines for absence
especially when one caress is enough
to make it open up, carnivorous plant
devouring in place
of perfumes and deviated phrases,
secretly beautiful
designing new proximites
in vulgar realities and it’s not worth
removing the stench of normality,
when one springtime
intollerable and bearing ills
reopens sleeping buds, invokes
other ice so that reason might return;
when love creates no sons
it gives birth to solitaries

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10 thoughts on “solitari (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

  1. L’amore in sé non è difficile, siamo noi a renderlo tale. A volte i figli contribuiscono a far sì che questo sentimento sia più forte altre volte lo complicano. “Credevo fosse amore invece era un calesse”….spesso confondiamo l’amore con altro.
    Molto bella,
    Un abbraccio
    Chiara

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