Duchessa

Quell’anno la Democrazia morì
assieme allo Statista e alla sua scorta.
Seguirono repubbliche numerate
coi codici a barre e il bollino blu,
poco importava se il Presidente
a quei tempi sia stato così buono.

Fu fatale, non ce ne rendemmo conto.
Ci ubriacammo,
le donne sembrarono splendide
sotto acconciature fatte a nuvole.
Stabilimmo la sacralità degli spettacoli.
Riconoscemmo uomini le bestie.

Cadde il Muro maestro,
ci lasciò nudi.
Il tetto non c’era più, inaspettatamente
restò su una porta incardinata e boriosa
la stessa, chiusa ogni giorno
in faccia ai poveri.

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7 pensieri su “Duchessa

  1. Mariangela Ruggiu (da FB) la distanza amplia la prospettiva… leggendo questa poesia mi rendo conto di quanto i ricordi siano stati focalizzati su certi particolari perdendo però la visione d’insieme

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