letture amArgine: inediti scalzi di Annamaria “AnnaWrite” Scopa

L’esigenza della libertà di scrivere porta spesso alla costruzione di piccoli gioielli artigianali di scrittura che meritano di essere evidenziati. Questo è il caso di Annamaria Scopa, che grazie al cielo, non ci pensa neppure a fregiarsi del titolo di Poeta, ma riesce a farlo tanto meglio di molti e molte che, invece, pensano di esserlo solo per il fatto che scrivono, scrivono inutilmente. Lascio ai lettori l’ultima parola, ma sappiate che, per quanto mi riguarda, ho apprezzato questa poesia. Piccola, umile, autentica poesia. (Flavio Almerighi)

*

Scalza scrivo
e non è del piede il ricordo
se inciampo con gli occhi il dolore
Se mi lascio cadere nel buio
quando ricaccio silenzi nel cuore
Quando mi uccido ridendo
nei cumuli bassi dell’anima
Claudicanti rapaci
porteranno parole all’incanto
e un ossario di stelle che un
campo di zingari ha usato
per scaldare la notte
Di troppe scarpe porto l’attesa
Tu conosci i miei passi?
Domandami ora del colore del cielo
Tu domandami del firmamento
Se sento nel vento
la paura del tuono
L’attracco del tempo
che accorcia il cammino
Un lumino, la strada bagnata ti rendo
e mi impicco nel sogno più lento.

*


…, non di
bambola addomesticata
conti le ore
…sei qui
nei nevai fioriti in cui ho sentito
gli occhi di tutte le rose
allattare quel vicolo cieco del cielo
in gocce azzurrine
Qui passerà l’inverno
a dirci un pugno di grano e l’odore del gelsomino
A disegnare l’anatomia di tutte le stelle cadute
l’andatura del sole
al passaggio del pianto.

*

…era ieri
l’amore poggiato sugli occhi
la voce stretta stretta che stringe
la piena dei giorni
l’attesa dei gerani lungo il temporale ché i fiori hanno sete e sono piccini come le mie mani
che stringono
musica persa
Piantare
il primo fiore di Maggio sul tormento dei suoni
senza cura, senza più voltarsi indietro
Ti racconterò ora
di un cuore di lana
che un campo di neve ha coperto
Di una pioggia in quattro quarti che solfeggio a dovere
sulla voce mancata
in una piazza sotto un lampione a tenermi caldo.
je ne suis pas une rose de Mai_
Sono radice di Robbia
—- il ritornello nel sogno dell’abetaia stanca
L’ultimo tango prima del giorno
Il velluto del vento
Il clangore del cuore
La prima goccia che bagna.
Je ne suis pas une rose de Mai

*

…,è buio
non chiedere
agli occhi la forma del vento
Le mille pagliuzze d’assenzio
Il dolore di ciglia che si piegano al pianto
Non chiedere
Il cuore ha la direzione delle stelle
Disarma la malinconia
dove nasce taciturna la notte
Lì mi trovo
in una cieca preghiera
Se mi cerco
Se mi cerchi
Lega le mani
al silenzio e
comprami
il giorno.

*

…C’è un
divaricare di arpeggi nel petto
e Il verso del vento tra le foglie muove le ore tutte uguali
sulla coda del giorno
E nello scarto di luna che illumina le assenze
parole cigolanti
quasi a sentirle ,sempre le stesse stonate/ condite di miseria speziata
Sulla lingua
il confine con la pioggia che bagna guanciali di troppo sonno
E notte
Volevo esserti minuto bagliore
e ingannare il buio
che si fa piccolo anche il ricordo
Tu non parli più
Si ripete ancora
l’inverno
che tenta radici di troppa attesa
la tonica del cuore
voglio
che torni
con la candelora
con la neve
Una certezza di pane
Qualcosa come d’intorno
Basterebbe
E tra le foglie
Un tempo indossato dagli occhi che guardano al mare

*

Annamaria Scopa nasce a Vasto (Ch), vive e risiede a Roma.
Dopo gli studi superiori, si iscrive in conservatorio a Pescara dove studia canto lirico.
L’amore per il canto, la musica e l’arte in genere fanno parte del suo modo di sentire.
Una passione che ancora coltiva, canta attualmente nel coro lirico “Giuseppe Verdi” di Roma.
Scopre la poesia solo qualche anno fa per un bisogno impellente d’esprimere i suoi stati d’animo e per una necessità che è cura dell’anima. Ha partecipato a Reading, Poetry Slam e cura una pagina Fb dove scrive.
Ha pubblicato la sua prima silloge nel 2017 “Dove nevicano le Viole” edito da Letteratura Alternativa Edizioni.
Attualmente lavora come Education trainer per Coty professional Italia.

4 pensieri su “letture amArgine: inediti scalzi di Annamaria “AnnaWrite” Scopa

  1. Trovo La poesia di Annamariawrite molto interessante, originale. Ho avuto la fortuna di seguirla su FB e il tempo di approfondire e fare mia ogni sua parola scritta. Indubbiamente e’ un personaggio eclettico. Solo un dubbio mi sorge se tutti sono in grado di leggere le sue metafore.
    La considero una poetessa di nicchia adatta solo a chi ha una grande profondità.
    I miei migliori auguri per un suo lavoro prospero , ricco di soddisfazioni.

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