Riccardo Sin Apsi, un saluto ovunque tu sia

Stamani apro FB e trovo questo messaggio:

ciao Flavio
Non so se lo sai… e non c’è una maniera più soft per dire certe cose… Ma RiKKardo Sin Apsi soffriva da circa 10 mesi di cancro ai polmoni, e niente… ieri la sua sorella mi ha informato che nella nottata… il nostro RiKKA è morto….
Nulla lo so lo so, non c’è da aggiungere nulla….
Fine della conversazione in chat

ho tanti ricordi virtuali legati a te, alla tua leggerezza, la tua ironia, che poi è sempre stata qualcosa di molto più importante. Volevi a tutti i costi sembrare chi non eri, ma eri bello. Sono certo, è stato strano avere avuto un amico senza averlo mai visto in faccia.

Un saluto ovunque tu sia.

In a little while
I’ll be gone
The moment’s already passed
Yeah it’s gone
And I’m not here
This isn’t happening
I’m not here
I’m not here
Strobe lights and blown speakers
Fireworks and hurricanes
I’m not here
I’m not here
This isn’t happening
I’m not here
I’m not here

Tra un po ‘
Me ne vado.
Il momento è già passato
Si ‘, e ‘ andato.
E io non sono qui
Non sta succedendo.
Non sono qui.
Non sono qui.
Luci stroboscopica e altoparlanti saltati
Fuochi d’artificio e uragani
Non sono qui.
Non sono qui.
Non sta succedendo.
Non sono qui.
Non sono qui.

10 pensieri su “Riccardo Sin Apsi, un saluto ovunque tu sia

  1. Mariangela Ruggiu (da FB) parole che corrodono la pelle, oltre la superficialità dei rapporti reali e virtuali… entrano dentro perché ognuno di noi ha un qualcuno che se ne sta andando e noi… distratti… grazie a Flavio Almerighi

  2. Grazie per Questo. io mi sento stupida qualsiasi cosa dica. Un vuoto. Mi sento solo un vuoto dentro. Basta. Dico solo che dai miei 23 ai miei 35 anni, l’ho frequentato ogni giorno. Pranzi. Cene insieme. “merende”. Colazioni. Si faceva tutto insieme. dire amico è troppo poco. Era per me… mia madre. Era mio padre. Mia famiglia. Non mi ricordo in questo momento…… se gliel’ho mai fatto capire “ben bene”.
    Ti ringrazio per questo, di sicuro LUI sa… quanti gli si stringono attorno

  3. Allo stato terminale di te stesso
    i pensieri sono grosse formiche nere
    che richiamate dal crepuscolo
    procedono seguendo una linea irregolare.
    Allo stato terminale di te stesso
    comprendi che uno solo è il tempo,una sola la morte,
    poche le ossessioni,poche le notti d’amore,
    poche le poesie,
    poche le strade che portano fuori da te stesso.
    Allo stato terminale di te stesso
    attendi la nuova miseria
    del prossimo istante.

    (Riccardo Sin Apsi)

  4. 🙂
    Lo so… Lo so…. Le persone che aveva stretto nella sua cerchia anche Feisbookiana… le stimava tutte
    Solo che, ancora non sembra vero, sembra impossibile. Se solo ci fosse un bottone che blulubuP risucchiasse tutto… all’istante…

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