Sticazzi: Resistere poi contropiede

E’ un paese libero almeno formalmente.
Un paese dove ognuno di noi può parlare, urlare, dire qualsiasi cosa in nome della libertà. Forse troppe voci si alzano contemporaneamente? Forse per questo giacciono inascoltate?
Nella migliore delle ipotesi ogni campagna elettorale porta per un paio di mesi l’allegria del cicaleccio. Per una pio di mesi i sogni vengono spacciati come il crack. Sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno: ogni Cristo scenderà dalla croce e anche gli uccelli faranno ritorno. Poi all’alba del giorno successivo arriveranno quei cattivoni di Bruxelles che, a forza di bacchettate e compiti a casa, ci faranno rientrare nei ranghi. Noi e la classe politica impraticabile di questo paese.
Finisce che ogni tanto qualcuno scende in strada e spara.
Ieri, 3 febbraio 2018, Macerata doveva essere la città di Remo Pagnanelli, per qualche ora invece è stata far west: la città di Luca Traini. Pazzo, fascio e leghista.
Tra tanto cicaleccio quindi l’unico a essere ascoltato, e di ascendere all’onore delle cronache sarà, come ieri, chi spara?
Bisogna dire No, e dopo aver detto No mettersi assieme per resistere, fermare una volta per tutte l’andazzo.
Resistere su tutto, dalle promesse del “sarà tre volte Natale”, al minchione che pagherà l’avvocato al folle, allo stesso linguaggio utilizzato nella vita pubblica, diffuso come antrace negli anni Novanta del secolo scorso specie dai canali fininvest/mediaset. Il linguaggio crea la mentalità.
Ancora oggi continuano a massacrarci, specie da un punto di vista culturale. Alludo a I teatrini della politica, il remare contro, la squadra di governo, tanto per dire, e dire basta! Un linguaggio reso possibile dalla televisione e del tramonto di ogni progetto, ideologico e/o pragmatico, per il futuro del paese. Non c’è più nessuna visione: persino i grillini hanno preso l’andazzo degli altri. Forze “moderate” tutte uguali, esclusi come sempre i fascisti.
Resistere poi contropiede, è successo ai primi di dicembre del 2016, quando ci dissero che la nostra Costituzione era una cagata obsoleta tutta da riformare. Ed era urgentissimo, perché altrimenti il paese avrebbe perso il treno dell’uscita dalla crisi. Molti sono gli stessi che adesso la difendono sacralmente. E’ ancora possibile?
Io scrivo, non spaccio sogni, lo chiedo a chi abbia ancora voglia di leggere e rispondere.

4 pensieri su “Sticazzi: Resistere poi contropiede

  1. Premesso che è mia impressione, che la vittoria al Referendum sulla Costituzione sia da accreditare più al comportamento di Renzi, che a un improvviso risveglio civile della maggioranza degli italiani (in altre parole con Gentiloni al posto suo, che tiene un livello molto basso, ce lo saremo preso in quel posto…), direi che sarebbe il caso di smettere di resistere e andare in contropiede. Punto e basta. Creare occasioni ed esempi per migliorare la qualità della vita, dovunque si possa e alla scala che si possa.

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