letture amArgine: Pasquale Panella POEMA BIANCO frammenti

« Pasquale Panella è uno degli dei principali nel mio pantheon. » (Flavio Almerighi, da sempre)

« Mi dicono che sono orfico, ermetico, dadaista, ma storicamente non posso esserlo, se lo volessi dovrei andare a cena con Tzara. Mi chiamano così perché non hanno una parola di nuovo conio. »

(Pasquale Panella, settembre 1994)


*
La verità per te:
“Come mi sento?”
Dovrei rispondere
Ma aspetto
Anzi non voglio sapere
come mi sento
Anzi, sentirmi
è per dispetto
fatto a me, passando per te,
o, passando per me, fatto a te
E, tra l’uno e l’altro
attraversamento,
l’impatto è con me stessa
È in me che sbatto

Quindi non mi sento,
non mi vorrei sentire
*

Devo dirlo a chi legge
E non sto parlando di te
Tu sei ‘a chi scrivo’
Scrivo? Che complicazione
Che rischio di poemetto
Ma sai cosa si scrive veramente?
L’interpunzione, ecco:
questi due punti precedenti,
le virgole,
l’interrogativo poco fa
Il punto fermo, no
Quello, alla fine
Sai, sono segni
Ecco, appunto, devo confessare,
devo togliermi il peso
di un apostrofo (anzi due)
che lasciai nell’edizione precedente
Sì, hai ragione (tu, chi?):
è imperdonabile parlare
di parola scritta, qui
Perché virai la voce dal maschile
al femminile (come adesso)
e rimase un apostrofo
dopo l’indeterminativo
(l’indeterminativo!) davanti
alla parola che non sei:
tu non sei un altro
E lo lasciai, l’apostrofo
(anzi due)
Capisci? Ricordai la scuola
elementare: l’elisione ossia
che cade la vocale femminile
e resta la lacrima
per la vocale persa
(la spiegavano così,
con cognizione latina:
che fosse una ferita, l’elisione)
Capisci a cosa arriva
la sperimentazione?
*

Fa’ finta ossia fammi il poeta
(fallo tu)
Diventa marinista
(sennò che poeta sei):
“Orrore non è il timore che le cose
si possano animare come mostri,
orrore è il timore
che una tua cosa senza te
(rossetto, fermacapelli,
occhiali da sole),
muovendo da essa stessa,
partendo da un capello o da un’impronta,
non possa dimostrarti,
– come si dimostra un teorema –
tutta intera e animata,
anche, se vuoi, mostruosa,
mostruosamente amata”
Ecco fatto, fatta,
la rima sciagurata
*

Piangendo (con le lacrime da sole)
ti dissi che avevo temuto tutto il peggio
Io ero la tua vita nella mia vita
che era la tua vita
Ero quella parola che ti volevo dire
Ero il mio amore
E tu eri l’amore mio
Insomma tu eri io
(la confusione del soggetto)
nella tua segreteria

***
(frammenti tratti da Poema Bianco di Pasquale Panella – SPedizioni)

PASQUALE PANELLA è nato a Roma nel 1950, iniziò nel teatro per poi legarsi professionalmente a Enzo Carella per le canzoni dei cui primi album scrisse i testi, come Fosse vero, Malamore, Sfinge e soprattutto Barbara, che giunse seconda al Festival di Sanremo 1979.

Nel 1983, con lo pseudonimo di Vanera, iniziò il sodalizio artistico con Lucio Battisti con cui produsse l’album di Adriano Pappalardo Oh! Era ora; tre anni dopo, nel 1986, scrisse i testi del primo degli ultimi cinque album dell’artista reatino, Don Giovanni, visto come lavoro di rottura di Battisti con il suo passato mogoliano degli anni settanta che lo aveva consacrato come uno dei massimi artisti italiani; i successivi due album, L’apparenza (1988) e La sposa occidentale (1990), furono visti come la prosecuzione naturale dell’opera del duo Battisti-Panella, iniziata con Don Giovanni, di voler dare un taglio netto con gli stilemi del passato e ridefinire un nuovo linguaggio della musica italiana. Parimenti destrutturante del pregresso musicale nazionale fu giudicato Cosa succederà alla ragazza (1992), con costruzioni lessicali mai tentate in precedenza in quanto ritenute inadatte alla metrica e al respiro di una canzone; l’ultimo lavoro insieme prima della morte di Battisti, Hegel (1994), causò un dibattito a latere tra gli intellettuali circa il significato della figura del filosofo tedesco nella società attuale e circa la sua pertinenza nel richiamo in un album di canzoni commerciali; Lucio Colletti sottolineò l’oscurità del richiamo a Hegel, poco noto ai giovani, Stefano Zecchi inferì che il nome Hegel fosse stato utilizzato per richiamare concetti esotici a chi lo conosceva poco, mentre Tullio Gregory ipotizzò al contrario che Panella e Battisti avessero voluto filtrare la loro narrazione attraverso una figura nota. Più drastico Antimo Negri che lesse altresì l’operazione discografica come un ennesimo «maltrattamento della cultura».

Battisti a parte, è autore dei testi di numerosi altri artisti: Amedeo Minghi, tra i quali il celeberrimo Vattene amore («trottolino amoroso, dududù dadada») in coppia con Mietta; la stessa Mietta per Canzoni, Dubbi No, Fare l’amore, e Baciami adesso, le ultime due presentate a Sanremo rispettivamente nel 2000 e 2008; ancora, Mango, Zucchero, Anna Oxa (Processo a me stessa, Sanremo 2006), Mina (Amornero in Ti conosco mascherina, 1990), Marcella Bella, Angelo Branduardi (Fou de Love, 1994), Marco Armani, Sergio Cammariere, Grazia Di Michele (Tutto passa in Naturale, 2001), Mino Reitano (La mia canzone), Valeria Rossi e, di nuovo, Enzo Carella (Se non cantassi sarei Nessuno, 1995, Odissea e Ah! Oh! Ye! Na na!, 2007).

Performer oltre che autore, da anni propone spettacoli-recital in cui legge (e interpreta) scritti di Raymond Carver, Chet Baker, Louis-Ferdinand Céline. Per “minimum fax” ha pubblicato il romanzo La corazzata (1997) e la raccolta di microracconti Oggetto d’amore (1998). “Coniglio editore” ha inoltre pubblicato 88 “lanci poetici” per la trasmissione televisiva Tg2-Mistrà (2005) realizzata da Michele Bovi. Nel 1999 e nel 2011 ha collaborato con il regista teatrale Claudio Jankowski scrivendo i testi “Tragico amoroso” e la ouverture “Don Giovanni, uno e tanti”.

Tra i lavori più importanti di Pasquale Panella spicca nell’anno 2001 la versione italiana del libretto dello spettacolo di Riccardo Cocciante Notre Dame de Paris, (una “riscrittura” vera e propria più che una traduzione dall’originale francese). A tal proposito dichiara: “Per me il romanzesco è reale e le musiche di Cocciante che ho ascoltato sono partiture di un musicista scatenato nei sensi, nei gesti e nell’ispirazione che travalica i territori delle canzoni e diventa romanzesco”. Una nuova collaborazione con Riccardo Cocciante è nel 2007 con Giulietta e Romeo, opera popolare musicata da Cocciante con i testi tesi tra momenti profondamente metafisici, assonanze e martellanti ripetizioni.

Panella vive dividendosi tra Roma e il beneventano, conducendo esistenza riservata.

Annunci

2 pensieri su “letture amArgine: Pasquale Panella POEMA BIANCO frammenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.