Poveri ma belli?

Non si sa chi siano i primi
tutti ultimi: una lunga teoria
dall’alba fino a mezzanotte, fioriture
di calicanto e minestra antica.

Passeggeri del tormento ondeggiano
pendoli nel pozzo, gambe di piombo
illuni all’economia di mercato,
crediti inesigibili fuori per sempre.
Gente che non ha scritto palinsesti.

Una coda instabile di agnelli e lupi.
Essere è a suo modo ringraziare Dio,

diceva, liberata la sua vita
non come adesso saldata a un carrello,
abbaiando a Proxima Centauri
una morte senza mistero.

Non c’è donna dietro la porta.
Gli alberi stanno su da soli,
è tornato il Ventinove.

Un pensiero su “Poveri ma belli?

  1. oggi 26 gennaio è venuta a mancare una grande autrice del Novecento: Claribel Alegria
    amArgine la ricorderà con un post di futura pubblicazione, nel frattempo divulghiamo la notizia e leggiamo un suo brano

    LA VOCE DEL RUSCELLO

    Torno verso il mare
    è lì che nacqui
    mi accolse una roccia
    quando saltai sulla terra.
    Scendo piano
    mi trattengo nel muschio
    tra i fiori selvatici
    scendo a cercare il fiume
    che mi riporti al mare.
    Il mio vicino
    il torrente
    non sa che io esisto
    brama
    salta
    riempie canali
    scoppia
    anche lui cerca il fiume
    dissolversi nel fiume
    che mi riporti al mare
    perché il mare ci aspetta
    perché il mare è la culla
    perché siamo il mare.

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