letture amArgine: sale e poesie di Francesco Mandrino

Mi piacciono molto queste quattro poesie di Francesco Mandrino, che è il caso di definire autore con la A maiuscola. Trovo nei suoi versi il sale importante di una maturità raggiunta, il che non è da tutti ma di pochi. Insomma, una poesia credibile come la sua merita spazio e approfondimento. (Flavio Almerighi)

COME MALARIA

Rotola dall’oblio
a scarmigliare il sogno
pesante come un’ombra,
un bubbone sul cuore
gonfio della promessa
minacciosa di peste,
gl’occhifiamma del ringhio
che azzanna le caviglie
lungo il vicolo cieco,
il pudore dell’intimo
lividato dal legno
di una vita carogna.

Poi il gallo e l’allodola
risvegliano la tortora
e il sole ha il tuo respiro.

*

LIBERA

Dov’è finito l’eroe
Crocerossina,
ma quali soldatini
se sono solo tue le bende
e gli addii alle armi;
cos’è rimasto da salvare
nel precario equilibrio
sopra i cocci della cucina,
come credere ancora
a lacrime affèttate
di un altro pentimento,
che inaugurano puntualmente
i lividi verdastri,
non farti intrappolare
fra mobili di casa
e carezze di spigoli.
Lévati a porre una barriera
a immeritati affetti,
un argine di dignità:
stando sola, la notte fredda
non è certo più brutta
del tepore sudato
di un letto sottomesso.

*

Amore mio
quanto mi pare insufficiente
il dire, amore mio
in questo spazio in cui mi perdo
nel tempo largo in cui mi disgrego
eppure ancora qui aggrappato
a quelle bandiere, sfrangiate
da fiere frementi di maggio,
incontro ora al poco vento.
Pure sarebbe facile partire,
poche cose sono rimaste
ancor meno che ne valga portare;
sempre tanto lontana sei stata
che l’attesa s’è confusa con la vita:
alle spalle un deserto di croci
come fosse il passato, e il futuro
un deserto di sassi infecondi.
E dunque in questo adesso effimero
cos’è che rende tanto necessario
quel dire, amore mio
ch’è pure tanto insufficiente
come non rende il raccontare
qualcosa che ci torna dell’infanzia,
la cosa che ti riempie il cuore
ma che non riempie le valige,
cos’è che vale di quel sogno flebile.
“per uno che torna e ti porta una rosa
mille si sono scordati di te ”

*

PAROLA MIA

Dal pensiero editorio
alzami amore
al desiderio vero
della carezza
alla frase sconnessa
che tocca il petto
alla parola elévami
che non si chiude
in un significato
che non richiede
di sé una spiegazione
e poi accendimi
nella parola pura
ch’è sentimento
oltre la comprensione
brillami amore
nella parola ultima
per cui il cuore
pulsi oltre la vita
gettami infine
dentro la combustione
eterna e nuova
della parola unica,
come nel buio
il grido della luce.

*

PUBBLICAZIONI di Francesco Mandrino

Libri

I BORDI DELLA NOTTE
CONTA IL SAMBUCO ALL’ALCHECHENGI
LA CADUTA DI MILANO
NEL VINO NEL FUMO E NELLE CANZONI
M’INNAMORAI LO RICONOSCO
LETTERE DAL SOGNO

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LA PAROLA TRAPASSA
4 STAGIONI
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FRANCESCO MANDRINO è nato nel 1948 Dal 1963 vive a Milano. Verso la fine degli anni ‘960 comincia a scrivere poesie e racconti. Nel 1983 si trasferisce nella provincia Modenese, dove prende contatto con gruppi e circoli partecipando a varie iniziative. Nel 1988 è tra gli organizzatori del ciclo di conferenze “Dalla Scapigliatura al Futurismo”. Negli anni successivi partecipa a diverse manifestazioni ed a premi di poesia ottenendone riconoscimenti. Collabora a riviste letterarie, diffonde i suoi versi in plaquettes e altre forme di agile distribuzione e pubblica i primi libri di poesia. Partecipa a varie letture pubbliche ed a spettacoli di poesia. Costituisce MMA Multimediarte. Nel 1994 viene invitato a leggere a Galassia Gutemberg, salone del libro di Napoli, e l’anno successivo a Genovantacinque. Nel 1996 è a Ferrara, Spazio Zanolini per l’Arte. E’ presente in varie antologie anche verbovisuali. Con MMA organizza “Visibilità del testo”, a Firenze. Dal 1999, presso la sede di MMA, tiene serate di Officina della Poesia. Nel 2000 istituisce “Esercizio di Lettura”. Viene invitato alla 49° Biennale di Venezia 2001, all’interno del progetto “Bunker Poetico”, tiene incontri con gli alunni delle scuole medie e superiori. Nel 2002 è invitato a partecipare con un’opera di poesia visiva alla fondazione del Museo della Mail Art della Città de L’Aquila e nel 2003 al Museo d’Arte Moderna di Senigallia. Alcuni suoi testi vengono letti al Teatro dell’Arte di Milano nell’ambito della giornata mondiale della poesia promossa dall’UNESCO. Nel 2007 pubblica Lettere da Citera, con diverse opere di Marcello Diotallevi. Nel 2008 viene invitato a Madrid dal Centro de Arte Moderno per presentare la performance Spectacular Charities Business, e per tenere una conferenza sul collegamento fra poesia e performance al Centro di Cultura Italiana di Madrid, viene richiesta una sua opera verbovisuale per il costituendo Museo Italiano di Mail Art di Cosenza.

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6 pensieri su “letture amArgine: sale e poesie di Francesco Mandrino

  1. strano il titolo del secondo libro!
    Apprezzate le seconda e l’ultima, soprattutto nella chiusa.
    Ma non amo particolarmente versi del tipo “gl’occhifiamma del ringhio”, che sinceramente non so comprendere. Mi scuso con l’autore per questa mia incapacità!
    Ciao Flavio

  2. Rileggo con piacere questo sanguigno autore del Modenese, col quale ebbi diverse occasioni di confronto.
    Un po’ sopra le righe certe scelte poetiche (in primis in “Come malaria”), ma fanno parte profonda del suo scrivere.
    Buoni lavori, Francesco, lieto di averti reincontrato, anche se solo in rete.

  3. ricevo con mp dall’autore:

    Ecco la risposta che vorrei dare al commento sulle mie poesie.

    “occhifiamma – si tratta di una pseudocitazione di un termine futurista: orifiamma”.

    Grazie.

    Francesco Mandrino – MMAmultimediarte – Via Lodi, 566 41038 S. Biagio in Padule MO
    Informazioni web: Cerca con Google – “francesco mandrino” “mmamultimediarte”

    • ringrazio l’autore per la specificazione, normalmente non chiedo mai delucidazioni su una determinata poesia perchè la poesia non si spiega e anche perchè sarebbe come modificarne il pensiero, l’attimo vero della scrittura e quindi della lettura. In questo caso mi sfuggiva proprio il nesso causale del termine rispetto all’intero impianto. Saluti e ancora grazie

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