e la vita è un’altra cosa

Il naso del musicista
irraggiungibile, mai lasciato al caso.
Fugge e lascia nell’aria un fremito scaltro
specie alle signore.

Le sue origini piantano nella noia
e in aggettivi senza frontiera,
dove nemmeno eserciti bene armati
darebbero battaglia.

Perché non c’è nulla da conquistare,
non c’è causa, non ci sono pozzi
c’è solo terra senza dei
piena di sassi e sole cattivo.

Nessun applauso potrà coprire
l’antipatia di poeti inabili e inadatti,
sempre in cerca di un premuroso re
pronto a proteggerne il niente attorno.

Le parole daranno più soddisfazione
senz’altro ai venditori, io fumo
per allontanare tutte le cose piatte
troppo facili da percorrere
per essere vere.

Le proroghe non danno scampo:
dai telefoni spenti nessuna melodia
oltre un principio di chiusura forte
dentro una follia da quadrilatero.

Così rimaneggiato il musicista
si produce in un solo di sax,
non è politicamente corretto dire
della sala buia piena di fumo,
che il sudore ha la meglio sullo scuro.

La vita è un’altra cosa.

*

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