mi chiamo Almerighi Secondo

Ero partigiano
stavo dalla parte giusta:
mi chiamo Almerighi Secondo,
finito da fuoco amico.

La mia guerra
terminò il giorno prima;
e non ho visto invecchiare
la madre di mio figlio.

Ho fatto il muratore, e so
cos’è avere male dappertutto
avere fame e poca speranza.
Fumare calce e qualche nazionale.

Tutto è una belva marina,
t’inghiotte più di una vendetta,
diventi Giobbe.

Fanne poesia nuova
e non si perda nulla
del dolore nel mio tempo.

(libero adattamento di una poesia di Danni Antonello)

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7 pensieri su “mi chiamo Almerighi Secondo

  1. la tua passione (in senso proprio affettivo, del cuore ed anche della sofferenza) per la Storia mi ha sempre affascinata nei tuoi versi, nei tuoi libri. Tra ieri ed oggi ho letto questa commistione di storia e storie personali che mi hanno anche commossa. Sulla poesia poco, anzi nulla da aggiungere, se non la sottolineatura di questo rispetto che si percepisce chiaro, come ogni mattino in cui si spera, dopo le notti senza stelle. Grazie, Flavio… & sereno anno nuovo. Ti abbraccio.

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