canzone onesta

La canzone onesta s’occupa
di scarpe che fanno storia
lungo moltissime vite,
storie di tutti
specialmente di chi non le sa.

Basta un semplice ritornello,
il cuore è un bimbo in petto,
aperto, rosso speranza
pronto a illudersi,
commosso a una pioggia educata

bussa e non chiede permesso
alla marea che cresce,
a Santa Lucia Senz’Occhi
patrona della vista
e va bene, sia una canzone

trovi cuori disposti a ferirsi,
ogni fatto è sangue
e non da tregua.

******

Ventennale 2

Amelia Rosselli

Piano piano
sbocciano fiori fra i CD.
Si alzano
sfioriscono,
tu non puoi fare niente.
Bizzarra questa mente,
s’accende e poi si spegne.
Inventa
si nasconde,
indossa uno sleep
e si autoconsegna
al sonno esterno.
Salsa rossa trilingue
con pettini imburrati
roba da trattoria,
come l’offesa di dover vivere
che ti ha portata via

il tonfo di una poesia
affondò
anche i muri

°

Prima classificata al premio Sant’Andrea Apostolo dello Jonio 1996, motivazioni lette dalla magnifica Giusi Verbaro.

letture amArgine: Correnti Contrarie di Angela Greco


Fresca di stampa per Ensemble Editore ecco la nuova silloge di Angela Greco. La prima uscita con presentazione si terrà a Massafra (TA) il 9 novembre alle 18,30 presso il Bar Aurora. Chi è nei pressi non può mancare. Il libro, da una prima ricognizione è decisamente bello, validissimo. Può essere considerata una delle migliori produzioni di questo poeta. (Flavio Almerighi)

Correnti Contrarie Ensemble Editore
http://www.edizioniensemble.it/prodotto/correnti-contrarie/
è acquistabile anche on line e presso tutte le librerie del Regno.

Breve selezioni di testi a cura dell’Autrice

E se poi il sacro
non fosse solo un’invenzione
ma fosse connesso
con la sintesi delle tue labbra?

Un salmo da sciogliere
a rima dischiusa sul percorso
dalla bocca ai tuoi lombi e così sia
nella congiunzione di mani salde
su pianure scolpite dal vento d’oriente
con il fruscio dei tuoi riccioli sul viso,
coro angelico?

Acquisterei una mansarda in centro
e sulla piazza proietterei
le nostre ombre profane.

(pag.12)

*

Clara oggi è nuova. Appartiene al domani.
Fuori piove. Più in là insiste il battito feroce
della terra, nel petto, sulla tastiera.

Ti guardo e sono Te Arii Vahine. Ti chiamo.
Le donne di Gauguin hanno tra i capelli fiori grandi
e fianchi confusi con le onde. Coprono l’ancestralità
con un foglio bianco, mentre un animale nero
attraversa lo spazio alle spalle del letto di terra.
Ancora un frutto da cogliere in un nuovo Eden.
Il pomeriggio statuario nella sua impassibilità
ha conti improcrastinabili e simili desideri.

Ho lasciato Parigi per il mio angolo di paradiso.
Lontano da qualsiasi civiltà.

(pag.35)

*

Rimane rossofragola l’attesa senza zucchero.
Allo scadere del rito sfodereremo ancora gladio e virtù.
Il golgota ha vie personali, la risurrezione accade
e le varie stazioni confermano l’esattezza: tu,
l’orario perfetto della mia rinascita. Sorride la bellezza.

Il treno attraversa il fine settimana stridendo promesse.
Il bacio guarda la strada ferrata rincorrendo il pomeriggio
sulla tua camicia di jeans dai bottoni impazienti.
Siamo grano nella fase di levata; il verde stordisce
subito fuori il tunnel di questi giorni di acciaio.

Accade appena dopo il tuo nome
che diventi azzurro il respiro.

(pag.49)

*****

Angela Greco è nata il primo maggio del ‘76 a Massafra (TA), dove vive con la famiglia. Ha pubblicato:
in prosa, Ritratto di ragazza allo specchio (racconti, Lupo Editore, 2008); in poesia: A sensi congiunti (Ed.Smasher, 2012); Arabeschi incisi dal sole (Terra d’ulivi, 2013); Personale Eden (La Vita Felice, 2015); Attraversandomi (Limina Mentis, 2015, con ciclo fotografico realizzato con Giorgio Chiantini); Anamòrfosi (Progetto Cultura, Roma, 2017); Correnti contrarie (Ed.Ensemble, Roma, 2017); Ora nuda, antologia 2010-2017 (formato elettronico, Quaderni di RebStein LXVII, introduzione di Flavio Almerighi).
È ideatrice e curatrice del collettivo di poesia, arte e dintorni Il sasso nello stagno di AnGre
http://ilsassonellostagno.wordpress.com/

e non c’è isola sicura (Trad. Adeodato Piazza Nicolai)

la poesia è un’esitazione prolungata
fra il senso e il suono
(Paul Valéry)

Le cose sfrattano
non sono mai le stesse.
Disposte a tutto
anche in amore;
la bocca è sigillata col nastro
e non c’è isola sicura.

Nessuno ha chiare
le faccende dei gatti in amore.
Ogni volta è morire,
basta non gridare
per riavere l’estro perduto
più spesso a rovescio.

Le gambe dolgono
agli appetiti tardivi,
perché non si esce mai
dall’entrata e non sempre
il saluto è adatto.

Ritroverebbero un cuore
tonico e allenato
se solo non fosse partito,
come le mani a mio padre
il giorno in cui dissi:
Da grande
voglio fare l’assassino.

***

and no island is secure

poetry is a prolonged hesitation
between sense and sound
(Paul Valery)

Things move around
are never the same.
Ready for all
even in love;
the mouth is sealed with tape
and no island is secure.

No one has clear thoughts
about cats in love,
each time is dying,
enough not laughing
to regain the lost drive
quite often reversed.

Legs do suffer
delayed appetites,
because we never go out
from the front door and
one good-bye is not always fine.

Again they could find a heart
well trained and in shape
if only it hadn’t left,
like my father’s hands
the day I said:
When grown-up
I want to be an assassin.

© 2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem e non c’è isola sicura
By Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

letture amArgine: Quasi un consuntivo, tre poesie di Remo Pagnanelli.

Questo mese cadrà il trentesimo anniversario della scomparsa di Remo Pagnanelli, poeta, critico, studioso di altissima caratura. Voglio ricordarlo con l’affetto di chi lo ha conosciuto attraverso le sue parole. (Flavio Almerighi)

per saperne di più visitate il sito

http://www.remopagnanelli.it/

Quasi un consuntivo

Mai stato in nessun posto
che riservasse qualche sorpresa.
Mai stato con donne
che non la sapessero lunga e pronte,
prontissime alla simulazione.
Mai stato con Dio o con mezze
divinità, data la loro ormai clamorosa
inesistenza.
Mai stato un giorno senza paura,
senza la luminosa paura
di essere dimenticati.
Perciò ora che è l’alba
me ne rimango nell’attesa,
sapendo già che tutto è scontato,
ma confidando ma fiducioso
nelle forze dell’abitudine, più forti
di ogni pessimismo e quasi necessitato
a riprendere lo spettacolo.
Una volta,
(forse due o tre volte, non di più) pensai
alla possibilità di stare insieme a moglie
e figli, ma raggiunto il vertice
di socializzazione, scivolai
nella solitudine più consapevole. Non smisi
di fornicare ogni tanto, di passaggio
e stando attentissimo, poi stanco,
anche in questo settore propagai
l’autogestione. Così si vuole che
il mio genio fosse incompreso
perché la ragione è chiara e lo vedono
tutti che non andavo d’accordo con la Storia e
così il mio biografo si lamenta
della mancanza di fatti notevoli
e prepara la tesi dell’opposto, il grosso
avvenimento sarebbe la mancanza di questi.
In questo modo va completando il
mio coccodrillo ed io lo lascio fare,
sperando nella beffa di un’atomica
che spazzi la biblioteca.
Ma non credo nemmeno alla manfrina
che mi vado preparando, del distacco
e della saggezza, in effetti ogni tanto mi
prende una rabbia cieca per le disgrazie,
mie e di altri, in quel caso fo
buon uso e dose di comuni tranquillanti.
Meno che mai propenso ad ogni forma
di riscatto, a tutt’oggi prèdico arcaismi
e cattiva letteratura.

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p. 83-84

*

Mia ombra mio doppio,
talvolta amico ma più spesso
straniero che mi infuria ostinato,
mio calco che nessuna malta riempie,
fantasma appena colto,
di te ho centinaia di fotogrammi
sfrenati dalle corse, trattenuti
nelle reti, mio ombrello protettivo
paratutto, già cieco già binomio d’altro,
convengo con te quel che segue.
Niente di umano scoperchia la follia.
(1977)

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p. 42

*

mare d’autunno ancora boschivo finché non nevica
attraverso una piana di stoffe londinesi vi si accede
vi si può pescare una polvere d’oro mentre si passa
un ponte di barche inondato di farfalle sotto cupole
e polle di scialbo celeste – l’araldica e adulta luce
del pomeriggio vi finisce obliqua e allungata (la carne
soda e rosa fugge ridente per una calotta)

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p.111 e p. 210

****************************************************************


Remo Pagnanelli, poeta e critico letterario tra i più complessi della sua generazione, nasce a Macerata il 6 maggio 1955, dove muore il 22 novembre 1987. Nel 1978 si laurea cum laude in Lettere moderne con una tesi su Vittorio Sereni. Nello stesso anno esordisce come poeta con la plaquette Dopo, cui fanno seguito nel 1984 Musica da Viaggio, nel 1985 Atelier d’inverno e il poemetto L’orto botanico, per il quale è tra i sei giovani poeti vincitori del premio di poesia internazionale “Montale 1985”. Vengono pubblicati postumi l’ultima raccolta di versi Preparativi per la villeggiatura ed Epigrammi dell’inconsistenza.L’opera poetica di Pagnanelli è stata raccolta nel volume complessivo a cura di Daniela Marcheschi, Le poesie.

accettazione (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

tra altri pazienti dentro un barile,
aringhe salate poco inclini al buon senso.
Basterà un pomeriggio intero?

Ci ritroviamo nelle cose da aspettare,
solo così torniamo indietro.

Gli orologi dicono: ti chiameremo noi.
Vorrei lavarmi le mani, stenderle entrambe
come la sinistra, accettarmi.

Fuori corre un autunno splendido.
Chissà se i frutti d’estate erano buoni

***************************

ACCEPTATION

Among other patients inside a barrel
the salted herrrings are ittle inclided to good sense.
A whole afternoon shouldl be enough.

We will find ourelves among things that are waiting,
only this way we will go bacward.

The clocks are saying: we’ll call you ourselves.
I’d like to wash my hands then put them to dry
like the left one, accepting myself.

Autside a marvellous fall is running,
who knows if summer’s fruits were matured?

© 2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem ACCETTAZIONE by Flavio
Almerighi. All Rights Reserved.

Malvinas

Alternanza di schiarite
il cielo è sempre secco,
madre denutrita di iene
che non ne può più dei figli,
vorrebbe ripudiarli tutti
se non fossero così poveri,
coscritti di tutte le guerre.

Nei mercatini di Sodoma
eretici in saldo senza impostura
più o meno vinti.
Oggi è il loro turno,
finti sani a uguale dignità
bastardi irriconoscibili oltre
i finestrini fumé.

Voglia il cielo non si sappia
di Raqqa, liberata più volte,
di Osvaldo Ardiles
con la maglietta del Tottenham.
Gli uomini non riconoscono
fucili un tempo argentini
e le loro vecchie ruggini

***

eh sticazzi 87414.0

Sfornano cantanti come saponette, pulitini/e, carini/e, fichetti/e, finti/e trasgressivi/e. Niente di nuovo. Ne ho piene le balle di tanto ciarpame coi ritornelli accattivanti partoriti da computer, dei coretti bimbumbam, delle puttanelle che infestano i palchi, di tutti quei bluesmen con le voci da frocetto. E stendiamo un velo pietoso su tutti quei cantantini italiani che in italiano non sanno cantare. Niente di nuovo, il successo si misura in grano, è il profitto bellezze! Voi assecondate, scaricate con le vostre app, da youtube o da youmerd o con itunes. Non vi accorgete della merda con cui vi riempite le orecchie? L’ultimo vero artista nuovo è già vecchio di tre anni, si chiama Benjamin Clementine, il resto è un nulla formidabile.

ascolti amArgine: Elvis Costello Shipbuilding (1982)

Brano del 1982, è una delle mie canzoni della vita, compreso nell’album Punch the clock. Scritta da Elvis Costello e Clive Langer, la canzone riflette il punto di vista di un lavoratore in un cantiere navale di una qualche zona economicamente depressa del Regno Unito per il quale la guerra vuol dire che, dopo un lungo periodo di vacche magre, si costruiranno nuove navi da combattimento. Forse si potrà permettere delle piccole cose che ora paiono un lusso irraggiungibile (un cappotto nuovo per la moglie, la bicicletta per il bambino). Un’alternativa ci sarebbe: tuffarsi per pescare perle. Costello incise la sua versione con la partecipazione del trombettista jazz Chet Baker. Si dice che l’interpretazione di Baker sia stata la sua penultima registrazione.

Is it worth it
A new winter coat and shoes for the wife
And a bicycle on the boy’s birthday
It’s just a rumour that was spread around town
By the women and children
Soon we’ll be shipbuilding

Well I ask you
The boy said ‘dad they’re going to take me to task
but i’ll be back by Christmas’

It’s just a rumour that was spread around town
Somebody said that someone got filled in
For saying that people get killed in
The result of this shipbuilding

With all the will in the world
Diving for dear life
When we could be diving for pearls

It’s just a rumour that was spread around town
A telegram or a picture postcard
Within weeks they’ll be re-opening the shipyards
And notifying the next of kin
Once again

It’s all we’re skilled in
We will be shipbuilding
with all the will in the world
diving for dear life
when we could be diving for pearls

È cosa buona e giusta
Un cappotto nuovo e scarpe nuove per la moglie
e una bicicletta per il compleanno del ragazzo
è solo una voce sparsa in città
dalle donne e dai bambini
presto costruiremo navi

Bene, vi domando…
Il ragazzo ha detto: “papà, mi chiameranno all’opera
ma saro’ di ritorno per Natale”

È solo una voce sparsa in città
qualcuno ha detto che qualcuno si è stufato
di dire che la gente viene ammazzata
come risultato di questa costruzione di navi

Con tutta la volontà del mondo
messa in ballo per prendere vite amate
mentre potremmo tuffarci per pescare perle

È solo una voce sparsa in città
un telegramma o una cartolina illustrata
tra qualche settimana riapriranno i cantieri
e comunicheranno la notizia al parente più stretto
ancora una volta

È tutto quello che sappiamo fare bene
costruiremo navi
con tutta la volontà del mondo
messa in ballo per prendere vite amate
mentre potremmo tuffarci per pescare perle
(trad. Riccardo Venturi)

Laura indivisibile (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Laura indivisibile e perfetta
ti credo e non esisti
nel crepuscolo tremendo
di un giorno come un altro,

il desiderio è un neon
qui come in America.
Dea dei viaggiatori,
patrona delle illusioni,

canto e incanto allattano al seno.
Senza esitare, ovunque siano,
le carezze si fermano a terra.

Dunque svestita.
Nessuno dica sono stanco,
o cerchi riparo
negli alibi di una leggenda.

Siamo alle nozze, lo zinco ossida.
Morti ci rivedremo in paradiso.
Vivi siamo un inferno.

************

INDIVISIBLE LAURA

Laura indivisible and perfect
I believe and you don’t exist
in the terrible sunrise
of a day like any other,

desire is a neon
here as in America.
Goddesso of the travellers,
patroness of illusions,

song and enchantment suck at her breast.
Without hesitating, wherever they are,
the caresses stop upon earth.

Wherever undressed.
Let no one say I am tired,
or seek refuge
in the alibi of a legend.

We are at the wedding, zink oxydising.
Dead, we’ll see one another in heaven.
Alive we live in hell.

© 2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem LAURA INDIVISIBLE of Flavio Almerighi. All Rights Reserved.