letture amArgine: tre poesie di Stefano Simoncelli

Simoncelli mi piace perché non ha molte parole, soprattutto non ne spreca. La sua figura, la sua voce, mi ricordano Paolo Conte e Piero Ciampi. La sua franchezza è impagabile, anche se è juventino. (Flavio Almerighi)

(da GIOCAVO ALL’ALA – 2005)

La sciarpa viola (la portavi in ospedale
con civetteria e imbarazzo) imboscata
insieme agli altri capi invernali
in fondo all’armadio,

scampata allo sciacallaggio
delle zelanti donne delle pulizie
che dopo il funerale hanno strofinato
e strofinato gli angoli della casa
cancellando ogni tua traccia
non è, mi dico, di pelle e ossa.

Allora perché rimango qui,
custode di reliquie,
l’ultima notte dell’anno,
l’ultimo anno del millennio,
a baciarla e accarezzarla
come se là dentro,
nella lana …
*

(da TERZA COPIA DEL GELO – 2012)

Bisbigliano tra le luci al neon
sotto la pensilina. Vogliono
che tenda l’orecchio
e li riconosca uno alla volta
mentre arrivano i treni notturni
alla stazione della memoria. Chi siete?
Da dove venite? vorrei chiedere,
ma sbanda la mia ombra
sul marciapiede di tante partenze
improvvise, il cuore si rattrappisce,
manca l‘aria…“Mia moglie è con voi?
Fatemi ascoltare ancora la sua voce”
supplico spalancando le braccia
nel sogno ormai spento.
*

(da HOTEL DEGLI INTROVABILI – 2014)

(a Daniela, Tea e Margot)

Hanno lasciato che fotografassi la villa
e gli ulivi in fila come un’uscita scolastica.
Poi, dal finestrino dell’auto, un piccolo lago
dove portano ogni giorno a nuotare i labrador.

Ne ho due anch’io che aspettano dietro alla porta
dove ho telefonato. “Diluvia” ha urlato la mia gioia
“e una frana ha tirato giù una parte della collina”.
“Non abbiate paura” ho risposto “vi proteggo”
Molto di più, vi amo, sussurro a me stesso
attraversando il paesaggio frantumato.

Tra poco compirò sessantatre anni,
ma se guardate bene là in fondo
vedrete che ritorno di corsa
con aspetto trasparente e sereno
tra querce che mi si piegano addosso.

Louquedoc-Roussilion / Acqurarola
ottobre-novembre 2012

******


Stefano Simoncelli è nato nel 1950 a Cesenatico e da circa dieci anni vive all’Acquarola sulle colline di Cesena. Nel 1982 ha pubblicato presso Guanda “Via dei platani” (premio Mondello opera prima). Nel 1987 “Poesie d’avventura” presso Gremese. Nel 2005 “Giocavo all’ala” presso Pequod (premio Gozzano). Nel 2006, sempre con Pequod, “La rissa degli angeli”, nel 2012 “Terza Copia del gelo” (premio Diego Valeri giuria popolare) e nel 2014 “Hotel degli introvabili”. “Prove del diluvio” la sua nuova opera edita per Italic è del 2017.

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