un’ora perduta (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

presto comincerò
a dimenticare tutto.
ogni cosa resterà chiusa
in questa scatola
dai pochi capelli,
specie i ricordi
e tutto quanto ha forma,
allora sarà tutto
completamente imprendibile,
per questo affido alle correnti
una bottiglia vuota.
era parte delle riserva migliore,
defunta in un’ora perduta.
sappiate che c’ero
sappiate che so,
questione di carne
ora più secca e salata,
ogni vuoto di memoria
non implica l’inesistenza.
sappiate che qui è stato
da sempre e per sempre,
anche quando sarò quest’isola
dimenticata nelle carte

****

ONE HOUR LOST

soon I will begin
to forget everything.
all things will remain closed
inside this box
with few hair,
some form of memories
and all with a shape,
so all wil be
totally ungraspable,
for this I leave an empty bottle
to the currents.
it was a part of the best reserves
departed in one hour.
know that I was there
that there I am still,
a matter of the flesh
now drier and saltier,
each memory loss
doesn’t mean non-existence.
know that here I have been
always and forever,
even when I will be this island
cancelled on the maps.

© 2017 American translation by A. P. Nicolai of the poem UN’ORA PERDUTA of Flavio Almerighi. All Rights Reserved for original poem and its translation.

15 pensieri su “un’ora perduta (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

  1. “presto comincerò
    a dimenticare tutto.”

    la valenza plurima – con cui questa tua nuova poesia si apre, ma con cui tante volte non-hai chiuso le tue composizioni, caro Flavio – è una dote, secondo me, preziosa, perché (ci) consente ai lettori di ritrovarsi, di rivivere, di essere con te il testo e quanto contiene. Ci si imbatte nei tempi che corrono, in quello che accade a tanti nostri vicini più avanti negli anni:

    “ogni vuoto di memoria
    non implica l’inesistenza.
    sappiate che qui è stato”

    ma la lettura può senza sforzo – e qui sta il poeta – estendersi anche ad altre generazioni, che ben conoscono l’essere isola in un oceano che ti sommerge senza troppa generosità, lasciandoti ad un destino di dimenticanza:

    “anche quando sarò quest’isola
    dimenticata nelle carte”

    infine (ma solo per non eccedere col commento) il senso concreto di spaesamento e la partecipazione, conferiscono alla poesia una compassione nel senso etimologico del termine di comunanza di dolore tanto da soffrire con chi vive o ha vissuto quanto con tanta dolcezza e immancabile senso del reale poi, tu, restituisci in versi. Grazie :))

  2. La consapevolezza che “qui è stato, da sempre e per sempre” eppure questo morso di passare sulla terra senza lasciare un segno che resti.
    A corollario del bel commento di Angela, nei miei quasi quarant’anni, mi domando spesso ultimamente se invecchiare non sia proprio questo, infondo.
    Ho fatto un lapsus alla prima lettura: “Anche quando sarò quest’isola / dimenticata nella carne” 🙂

  3. Splendida Flavio! Le tue poesie, che qui stai postando, sono incredibilmente intense, affascinanti (Angela ne ha fatto una gra bella lettura) proprio perchè, in qualche modo, “aperte”, non oscure, ma proiettate in tante direzioni. Io qui vedo e sento la nostra grande solitudine, irrimediabile, di isole disperse, con povere cose addosso e nel cuore, e un futuro di naufragio, uno svanire chissà dove e perchè. Ti invidio la capacità di saper condensare tante idee, sentimenti, stati d’animo in pochissime parole, io che, invece, come dicono, sono uno che usa il “verso narrativo”, cioè impiega un sacco di parole. E ti dico che queste tue poesie mi fanno venir voglia di rimettermi a scrivere versi, dopo una pubblicazione e mesi di non versi, di scrivere anch’io, a modo mio, su questi tuoi “temi”, che sono poi quelli che contano, che pesano davvero, le domande di sempre, ma cosa siamo, che facciamo, dove andiamo, accidenti, Flavio, mi rimetto al lavoro, non posso leggere “presto comincerò/a dimenticare tutto” , senza sentire un brivido sulla schiena. Grazie, la tua è una poesia coraggiosa, vera, che guarda diritto e ferisce come un coltello, grazie davvero amico mio bravissimo

  4. tra le tante bellissime questa è a corollario di un lavoro poetico di grande spessore caro Flavio. Una poesia che mi ha stregato fin dalla prima lettura. Non mi avventuro in commenti perchè non avrebbero senso di fronte a tanta capacità (mi sembra di avertelo già detto). La tua sa essere voce che graffia -splendida manifestazione accorata-, ad ogni verso si rimane tramortiti per la sapiente accuratezza del verso e della “quasi sintesi” che è peculiare del tuo modo di essere poeta : diretto, “terreno”, perforante! E io che a detta di molti risulto ridondante dovrei leggerti e leggerti per imparare! Grazie per questo tuo dono. Ciao e a presto sentirci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.