Roberto “Freak” Antoni : Manifesto per l’abolizione della poesia

“Se uno s’impegna può star male ovunque” (ignoto 1?)

“Panglosse e pancake adempiano ai rispettivi ruoli” (ignoto 2)

“Ma come? Ma sono secoli che ti amo, cinquemila anni, e tu mi dici di no? Ma vaffanculo!” (Piero Ciampi)

“L’economia italiana cresce più del previsto. Oh come faremo mai? (ignoto 3?)

“Si nasce e si muore soli. Certo in mezzo c’è un bel traffico” (Paolo Conte)

Roberto “Freak” Antoni : Manifesto per l’abolizione della poesia

I
La Poesia è un’astrazione delirante che confonde il senso pratico delle persone, procurando pericolosi turbamenti d’animo.
II
La Poesia si piange addosso e si esalta in modo fuorviante perché esagerata: è lontana dal normale sentire quotidiano, è autoreferenziale e celebrativa.
III
Infatti: la Poesia è oligarchica e antidemocratica: usa parole ricercate, ermetiche e oscure, termini lessicali imprevisti che solo pochi umani possono comprendere. Cfr. Montale: “Una poesia che si capisce troppo facilmente è sospetta di mediocrità!”.
Di conseguenza:
IV
La Poesia ti sottopone e costringe alla tortura fisica del trasporto del vocabolario pesante, reso necessario dalla sua stessa decifrazione e/o decrittazione.
V
Nella sua ontologica autoreferenzialità discriminante, la Poesia crea premesse per una gestione esclusiva da parte di persone definite “speciali” (personaggi d’eccezione) alle quali sarebbe invisa la mediocrità.
VI
La Poesia è pura illusione e seduzione ipnotica, trucco pirotecnico-lessicale.
VII
La Poesia può sconvolgere una vita in maniera irreversibile.
VIII
La Poesia va assunta in piccole dosi, qualora non potesse essere evitata.

Roberto “Freak” Antoni (Bologna, 16 aprile 1954 – Bentivoglio, 12 febbraio 2014) è stato un cantautore, scrittore, attore, artista performativo, poeta e disc jockey italiano.

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10 pensieri su “Roberto “Freak” Antoni : Manifesto per l’abolizione della poesia

  1. “La Poesia va assunta in piccole dosi, qualora non potesse essere evitata”

    Nessuna forma d’arte è stata denigrata quanto la poesia. Gli stessi poeti sono i suoi primi critici, e sembra esistere una sorta di condivisa sprezzatura, come di fastidio per la sua presuntuosa inutilità. “Io stesso – ha ammesso Ben Lerner – la detesto pur avendo organizzato la mia vita sulla poesia. Non considero questo una contraddizione, perché la poesia e l’odio per la poesia sono fusi insieme…
    [da Odiare la poesia di Ben Lerner, Sellerio, 2017].

  2. con un particolare ringraziamento ad Adeodato Piazza Nicolai per la sua traduzione del MANIFESTO in anglo americano:

    MANIFESTO FOR THE ABOLITION OF POETRY

    I

    Poetry is a delirious abstraction which confounds the practical xense of the people, causing dangerous problems of the soul.

    II

    Poetry cries on its own shoulders and exhalts itself in a deviant manner because exaggerated: it is far away from the quotidian hearing, it is auto-referential and celebrative.

    III

    In fact: Poetry is oligarchic and antidem ocratic Poetry cries on itself and is auto-exhaulting and antidemocratic: it makes use of abstruse words, ermetic and obscure, lexicval terms that are researched and only used by a few humans who can understand them. Cfr. Montale: “A poem which is readily understood is suspect of mediocrity”. As a consequence:

    IV

    Poetry is auto restrictive and forces others to physical torture from the transport of heavy words, made necessary by its very own decodification a/o its decriptation.

    V

    In its own ontological and discriminating autoreferentiality, Poetry creates premises for an exclusive formulation by persons defined as “special” (exceptional personages) to shom mediocrity would be reputed.

    VI

    Poetry is pure illusion and hypnotic seduction, lexical-pirotecnic trick.

    VII

    Poetry can shake u a life in an irreversible way.

    VIII

    Poetry must be drunk in tiny doses whenever it can’t be avoided.

    © 2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the MANIFESTO PER
    L’ABOLIZIONE DELLA POESIA, of Roberto “Freak” Antoni. All Rights Reserved
    for the Italian original and its translation.

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