ascolti amArgine: Clash&Ginsberg Ghetto Defendant (1982)

1979. Joe Strummer: “Le riserve di petrolio dureranno ancora diecimila giorni”.
Giornalista: “Vuoi dire che ci restano diecimila giorni per trovare una fonte d’energia alternativa?”.
Joe Strummer: “No, voglio dire che ci rimangono ancora diecimila giorni per fare rock and roll”.

Combat Rock dei Clash uscì nel 1982, poco più di mille giorni dopo, e fu l’ultimo album (dopo i fasti di London Calling e Sandinista! I due album precedenti) prodotto dalla formazione storica del Gruppo. Questo album contiene una traccia dal titolo Ghetto Defendant. Il brano è stato scritto da Joe Strummer, storico cantante chitarrista del gruppo e da Allen Ginsberg, che offre anche un contributo vocale. Commistione fra rock barricadero e il massimo esponente della Beat Generation. Ho trovato Ghetto Defendant, fin dai primi ascolti di oltre trent’anni fa, un pezzo piuttosto palloso, un episodio minore del disco, anche se piuttosto singolare. Lascio a voi la valutazione

Do the worm on the acropolis
Slamdance the cosmopolis
Enlighten the populace

Hungry darkness of living
Who will thirst in the pit?
Hooked in metropolis
She spent a lifetime deciding
How to run from it
Addicts of metropolis
Once fate had a witness
And the years seemed like friends
Girlfriends
Her babies can dream
But dreams begin like the end

Shot into eternity
Methadone kitty
Iron serenity

Ghetto defendant
It is heroin pity
Not tear gas nor baton charge
That stops you taking the city

Strung out of commitee
Walled out of the city
Clubbed down from uptown
Sprayed pest from the nest
Run out to barrio town
The guards are itchy
Forced to watch at the feast
Then sweep up the night
Flipped pieces of coin
Broken bottles
Exchanged for birthright
Grifted in a jiffy

Strung out committee
Sitting pretty
Graphed in a jiffy
No pity, pretty

The ghetto prince of gutter poets
Was bounced out of the room
Jean Arthur Rimbaud
By bodyguards of greed
For disturbing the bomb
1873
His words like flamethrowers
Paris’ Commune
Burnt the ghettos in their chests
His face was painted wither
And he was laid to rest

Died in Marseille
Buried in Charleville
Shut up

Soap floods oil in water
All churn in the wake
On the great ship of progress
The crew can’t find the brake
Klaxons are blaring
The admiral snores command
Submarines boil in ocean
While the armies fights with suns

PERSEGUITATO DEL GHETTO

Faccia il verme sull’acropoli
Slamdance cosmopolita
Per distrarre il popolino

Oscurità affamate di vivi,
Chi avrà sete dentro una fogna?
Adescata nella città
Passò tutta l’esistenza a decidere
Come scapparne via
Tossicodipendenti di città
Una volta il destino aveva un senso
E gli anni mi sembravano amici
Ora le ragazze innamorate
Partoriscono bambini che possono sognare
Solo sogni che cominciano con la morte

Spari in eterno
Gatti pieni di metadone
Serenità in un polmone d’acciaio

Perseguitato del ghetto
L’eroina non ti piega
Né il gas lacrimogeno né le cariche coi manganelli
Ti impediranno di prendere la città

Buttati fuori dalla società
Murati fuori dalla città
Cacciati via a bastonate dai benestanti
Ci hanno messo la peste in casa nostra
Siamo scappati di corsa fuori dai ghetti
Gli sbirri sono nervosi
Costretti a fare i piantoni durante le feste
E a raccogliere nel buio
Pochi spiccioli gettati
Hanno cocci di vetro
In cambio della vita
Sono nati fregati

Quelli che governano
tranquilli e di aspetto piacevole
In un attimo fanno una legge
Senza pietà, ma di aspetto piacevole

Il principe del ghetto re dei poeti di fogna
Fu cacciato fuori dalla stanza
Jean Arthur Rimbaud
Dai guardiani della speculazione
Per aver disturbato le loro bombe
1873
Le sue parole lanciavano fiamme
Comune di Parigi
Bruciavano i ghetti da dentro le barriere
Ma la sua faccia era diversa dalle altre
Allora fu emarginato

Morto a Marsiglia
Sepolto a Charleville
Tacque

Detersivi e petrolio nell’acqua che ci allaga
Tutto è sveglio e agitato
Sulla grande nave del progresso
La ciurma è senza freni
Le sirene urlano
L’ammiraglio dorme mentre dà ordini
Sottomarini bolliti nell’oceano
Mentre gli eserciti combattono con le stelle

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7 pensieri su “ascolti amArgine: Clash&Ginsberg Ghetto Defendant (1982)

  1. La doppia traccia vocale appesantisce e non di poco l’ascolto; mi verrebbe da consigliare alla voce più bassa tra le due di rimanere in silenzio, se fosse possibile. La musica ha una sua monotonia che ricorda vagamente i mantra e che anestetizza in funzione del messaggio che il testo vorrebbe offrire. Uso volutamente il condizionale, perché fin dal titolo appare chiara una certa retorica, un certo carico volutamente gettato sulla sensibilità dell’ascoltatore e anche del lettore. Si avverte che è un lavoro alla fine di un periodo preciso, che tenta senza molto ben riuscirci, di richiamare qualcosa che si è esaurito e la stanchezza è, almeno secondo me, il motivo dominante della canzone. Potrebbe, a voler essere positivi nella lettura, riguardare la stanchezza della generazione o finanche del periodo storico, ma trent’anni fa ero impegnata in altri immensi casini familiari e ora non ricordo nemmeno cosa accadde in quel periodo. Se dovessi esprimere un giudizio secco direi che non mi dispiace, c’è di peggio nel panorama musicale, però di fatto è un bel pezzo utile ad avviarsi verso un buon sonno ristoratore, magari da ascoltare la sera prima di andare a nanna :))

  2. del 1982 ricordo Sandro Pertini, le vacanze all’Argentario, l’omicidio Dalla Chiesa, i mondiali vittoriosi in Spagna e l’album The days of wine and roses dei Dream Syndicate, oltre al primo album dei R.E.M: e scusa se è poco!

    • lode alla tua memoria e all’età che già avevi per averla, la memoria :))
      mò, non sveliamo troppo, ma a sei anni cosa vuoi che intendessi di quanto accadeva allora attorno a me? Ricordo solo il primo giorno di scuola e non è poco!

  3. Murmur dei R.E.M. è uno degli album più belli in assoluto. Un gruppo che adoro! Ma anche The Blue Mask di Lou Reed non è niente male. E proprio del 1982 la mia prima ragazza :). Ciao

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