isole

Fughe appassionate
dalla calura estiva – isole
le braccia aperte galleggiano
sulla luce pomeridiana.
Saranno, forse no.

Pazienti e in attesa
segreti murati nell’armadio
a fare sonno,
anche adesso bianca neve,
le onde vorrebbero lambirla

ha voglia di andare via
fuggendo oltre
gli sminuzzi di cattivo tempo
rimasti sul parabrezza
o ancora fermi in gola.

Quale destino d’artista
per chi saprà tirare somme
ma non stridere i denti
aprire glicini e arance,
nemmeno disegnare?

I numeri non hanno futuro,
infinito soltanto lo zero,
lasciali ostinare
nell’ozio della logica
a me porta un abbraccio.

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7 pensieri su “isole

  1. ” Quale destino d’artista/ per chi saprà tirare somme/ ma non stridere i denti/ aprire glicini e arance/ nemmeno disegnare?”
    Molto bella, la poesia “scivola” che è una bellezza, ma quei versi li ho trovati deliziosi e fulminanti.

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