Sticazzi 3.0

Dunque, ricevo un sms con un punto di vista o una citazione sul vero valore dei poeti. Dice, “chi sa fare poesia può avere eventualmente maestri, ma guai a seguire qualcuno. Il vero poeta è in testa, mai gregario”, e penso di essere stato d’accordo fin da quando ho iniziato a leggerlo. In effetti un mix tra parola dell’ennesimo dio minore, ipersalivazione e continui rapporti semi incestuosi tra contigui, provoca un profondo abbattimento della specie, soggetti deboli, scritti grigini poco belli e tutti dello stesso colore. Il sistema che si auto genera e rigenera è perverso e apparentemente indistruttibile. Mediocri, direbbe il Professor Jim Bennett, il cui talento inutile fa male alle lettere: sopravvivono scrivendo buone recensioni in cambio di buone recensioni. E’ ovvio che un sistema che si gonfia e si basta, può produrre letteratura del déjà vu, niente altro. Oltretutto “letteratura” è tutto quanto già stato, quando sei letteratura come minimo sei morto. Un poeta non è un accademico, un critico, un cantautore, può essere un prete o un fabbro: denti aguzzi e mani sode. Voglio leggere da ora in poi solo Poeti, gli altri li lascerò intonsi dentro le loro madrasse a farsi un altro po’ di selfie prima di sparire.
In quanto alla posizione del “fottiti”, sarebbe altro argomento di possibile conversazione, magari ne riparliamo.

5 pensieri su “Sticazzi 3.0

  1. Ci sono due modi per apprendere (qualsiasi cosa, non solo un’Arte): seguire una scuola, o un maestro; oppure essere autodidatti. Non è che uno sia meglio dell’altro, hanno entrambi pregi e difetti; sintetizzando e secondo quella che è stata la mia esperienza (da autodidatta), seguendo scuole e maestri, da qualche parte si arriva e si arriva – di solito – prima; però, se poi non si “uccide il maestro”, si rimane al massimo al rango di cloni: e liberarsi del peso di uno o più maestri, è impresa titanica quanto a tempo e ad energie; come dire che spesso è destinata a fallire. Da autodidatti si sbaglia spesso sentiero, si rischia di perdersi; quindi non è detto che si arrivi da qualche parte: ma se si arriva, quello non lo ferma più nessuno; potrà piacere o non piacere, ma l’originalità sarà assicurata.
    Un’ultima precisazione: i cantautori sono a volte (e magari in maniera non continuativa) dei poeti; non tutti e non sempre, ma bisogna – credo – farsene una ragione, una buona volta. Se no, non avrei proposto quella serata per il Linus.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.