letture amArgine: Mimì Burzo il vantaggio dell’essere un nulla

I generi, le persone, le matite si fondono e fondono. L’importante è che siano buone lettere. (Flavio Almerighi)

per chi voglia approfondire:

https://mimiburzo.wordpress.com/

Senza cuore III

Ora piove
l’acqua abbassa la polvere sulla terra
l’afa si allarga sotto le foglie dell’ alloro
Non sarà un treno verso altra destinazione a fermarmi davanti alla tua porta né un cero a Lautréamont per farmi piegare alla grazia del fiore dal tuo sesso portato a compimento nella mia bocca.
– Fuori c’e’ la guerra almeno tu te ne sarai accorto appena fuori già sull’epidermide
il bernoccolo sulla fronte del mattino
è guerra con l’insetto che piano rosicchia la foglia nascondendo i denti nella rugiada
– Fuori c’è la guerra
di questo sono certa almeno tu te ne sarai accorto
come me non la guardi hai spostato gli occhi
sulla finestra
ora piove un po’ di più.
L’acqua imprime a chiazze la terra
quasi impercettibile se guardata in vicinanza
un uccello senza nome chiama e lo sguardo si allarga l’acqua imprime la terra solo in lontananza.

Non con un treno a fermarmi davanti alla tua bocca Verrò.
Con il vento che sposta l’acqua così da esser impercettibile sulla terra anche in lontananza Con la guerra finita
Quando il pompelmo fiorirà e un petalo stordirà le mie labbra Verrò. Per portarti me in bocca
e solo allora potremo parlare dell’eventualità che Maldoror non sia Lautréamont.
Neanche il suo doppio. Solo un mezzo: una mano ed un foglio di carta per all’apparizione sulla terra di tutti i punti opposti
– angeli e fiaccole per guarnire le palpebre degli oceani
Verrò. Quando comincerai a leccare alla ricerca dell’opposto di tutti gli opposti verrò e ti sarò in bocca e la lingua affamata sul punto più alto di tutti gli avamposti
nella carne verrò in prossimità di noi distalmente al mondo mi fermerò quando potrò portarti tutti i miei sessi e i verbi nella sordità del silenzio
la lingua trovata la sua carne le mani trovate le ossa e la solitudine del lago bagnata dal tramonto Allora verrò
quando le guerra sarà una tregua almeno appena fuori di noi sull’epidermide
*

La stagione del vento

Il vento non si ferma mai in questi giorni
e a volte in verità e’ la lacerazione
e’ il frammento
e’ quella scheggia come di un vetro rotto
che riflette
un preciso e circoscritto angolo
e per un attimo gli occhi
per un attimo la chiarezza
di una composta schizofrenia

Nessuna stima
nessun orgoglio
alcuna vanità
Ho letto un libro di Artaud ed era completamente pazzo mai irragionevole troppo fragile
troppo esposto per una poesia della purezza
per una rivendicazione senza uditori
per questi giorni qui in cui il vento non si ferma mai e dal cielo piovono razzi
dai balconi braccia e sorrisi paralizzati

E non e’ lo scoppio della bomba
non il roboare dei razzi
non il fragore
piu’ del terrore
puo’ l’attesa
la distanza inter-lancetta
fra il lancio di un Qassam e la culla di un bambino
con l’orecchio leso teso
sull’arrivo

Non e’ la bomba
e’ l’effetto dell’anticipazione
di una precisa indeterminazione
il silenzio che causa la sordità
l’immobilità
il respiro che non deve far rumore
Potenziamento a lungo termine disatteso
nella regola serena della serena biologia
del crescere E’ l’evidenza
l’estremo opposto dell’irrazionalità
la plasticità delle sinapsi
e quello che avanza resti di cibaglie e di morale
retorica filosofia da banco
Cori a piu’ voci
per confondere
per rifare il verso del caos
per coprire
resti umani
disperazioni cosmiche
segreti blindati

Occhi
infiniti occhi dimenticati

Allora ad un certo punto in bocca solo i denti
in bocca solo i silenzi
in bocca solo tre parole
– Un bambino bruciato
E tutta la forma che cade
la storia che cade
i cervelli che cadono
cadevano cadiamo ancora
e’ sempre una caduta
a meno venti gradi
di buio tre ragazzi
uccisi un bambino per vendetta
Tre per uno i conti non tornano
ci sono gli invisibili
i figli dell’attesa
l’infanzia negata nella distanza inter-
lancetta fra un razzo di maggiore gittata
e il sibilo del vento

Dunque la parola una tentata storpia rivolta
una parola senza speranza
Nessuna armata
nuda e’ la decisione
Oltre i fatti
i potenti sono teschi
i rifugi umanitari effetti collaterali

Lo storpio rivolta la parola
la parola rivolta la poesia
la poesia rivolta se stessa
e piange piange
assente piange la sua assenza
piange il vento che non cambia verso

Piange la poesia
per ogni bambino morto
per ogni infanzia offesa
*


Sono nata a Matera. Studiato e cresciuta a Roma. Rientrata nell’entroterra lucano da qualche anno, in terra solitaria e di disarmente bellezza. Non amo pubblicare. Lo faccio quando vengo invitata (Poetarun Silva, Il sasso nello stagno di Angre, due antologie edite dalla PoetiKanten Edizioni, alcuni blog collettivi spariti con la piattaforma Splinder). Il mio spazio consiste esclusivamente nel mio blog. Uso poco e “male” il verso. La mia scrittura è piuttosto prosa poetica. Questo mi rende poco apprezzabile dalla poesia istituzionalizzata: occasione di gratificazione per me, che dell’essere alterità ne ho fatto poetica e del deragliamento la struttura portante. Coerentemente ho attuato da subito l’idea di non mostrare mai il mio volto. Un grosso esperimento di demolizione delle identità a vantaggio dell’essere un nulla. Gli amati amatissimi lettori mi riconoscono dal ritmo della mia prosa.

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5 thoughts on “letture amArgine: Mimì Burzo il vantaggio dell’essere un nulla

  1. felice di leggere Mimì qui, leggo per la prima volta la sua nota biografica e sorrido; a me è sempre bastata la bellezza della sua Persona, dei suoi silenzi e della sua amicizia e l’assenza di domande che ci lega da tempo ormai. Mimì per me c’è anche senza conoscerne il volto fisico; arriva al comparire della mia prima lacrima e mi abbraccia sempre ed è gioia. La sua poesia – prosa poetica è salvezza dalla banalità di un quotidiano che asfissia. Complimenti.

      • Grazie a te, anzitutto per la concessione degli inediti, perché è da tutti mettersi in mostra, ma da pochi mettersi in gioco. Apprezzo questa poesia fatta di schegge appuntite e di tutte quelle intuizioni che la rendono interessante.

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