un disco per l’estate

Betta, caotica serie di chiazze
sull’abbronzatura perfetta,
ridacchia al telefono,
ha un’agenzia di traslochi
un marito, ma il treno è in ritardo
poi è piccola, ha un bel corpo
ma la pelle screziata
autorizza a pensar male.

Domani è sabato
a Riccione parte un disco per l’estate,
le acque asfaltabili,
sudamericane e spagnole mimetiche,
portaerei al largo.

Roversi le riteneva dune,
rifugi antiaerei
l’Adriatico è bello.
Poco più giù gli arabi, uno sull’altro
pronti a conquistare l’Impero,
noi al solito impegnatissimi
a invecchiare.

L’estinzione dei cavallucci marini
è stata in nome di dio e del progresso,
penso ai pantaloni corti, ma no
non penso che a te.

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4 thoughts on “un disco per l’estate

  1. Mi piacciono questi versi che sommano e sottraggono tempi e luoghi mai comuni; che dicono del quotidiano, del visto e dell’ancora da vedere. Benché il titolo, Flavio tu non sarai mai nazional popolare, quanto piuttosto anticipatore e polena.

  2. Quattro riprese parlano di ciò che si muove intorno allo sguardo del poeta. Poesia minimalista? No, o almeno non proprio, direi poesia del rifiuto, com’è sempre quella di Fabio. Bella anche la canzone, e tutto mi ha fatto ricordare la canzone per l’estate del favoloso De Andrè.

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