letture amArgine: Raffaella Bettiol una Signora in poesia

Sono colpito dalla grazia e dalla signorilità dei bei versi di Raffaella Bettiol. Una poesia che non si sottrae all’osservazione e al coinvolgimento della vita nella vita. Il tutto però in una prolusione di versi eleganti, molto piacevoli da leggere, che lasciano “il buono”. Stessa sensazione di profondità che auguro a chiunque si avvicini a queste poesie. La poesia “Amore” è sia nella versione originale che in quella tradotta in anglo americano dall’ottimo Adeodato Piazza Nicolai, che ringrazio ancora una volta. (Flavio Almerighi)
*
Una viola

Una viola fra le sterpi
a risvegliare giorni confusi
la vita scorsa tra le mani,
le unghie spezzate a raccogliere
il resto d’un esistenza.
Al sole vanno sicuri i giovani
nell’innocenza d’un mattino
limpida l’immagine dei volti.

C’era una volta un lungo racconto
ora specchi opachi
attimi di verità mancate
gioie appena sfiorate.

Solo questa viola forse
nata per caso lungo l’argine
tra detriti d’una spenta periferia
ha un’anima che non diserta le nubi
nella sua vita estrema.
*
Un trench ingiallito

Un trench ingiallito
alla Spencer Tracy indossi
mia vecchia strada,
non si è scrollato le nubi
dalle spalle il mattino,
e no, non cessa la pioggia.
Ti guardo, assorta
non fumi sigarette,
salgono dai camini
nuvole dense e grigie
vapori e gas.
Tutto si nasconde e confonde,
come un malato abbandonato
a fatica respiri
incatenata all’inverno
all’incuria, alle piogge.

Nulla riesce a risvegliarti
se non i sogni
le parole innocenti,

ridono piano i ragazzi
prima di darsi un bacio.
*
Amore

Ovunque ti ho cercato
tra lenzuola sfatte d’una vita
nei pensieri più ardui e tristi
nell’incessante vertigine della memoria
nell’acqua limpida
dove il riflesso di giovani volti
smarrisce nell’attesa d’un incontro
dove l’assenza scava il corpo
e la tensione d’un abbandono
si fa pietra che imprigiona.

Oltre la fragile parete degli anni
nel dolore di inquieti sogni
nel pallido chiarore
d’ombre svanite che si risvegliano
al suono di sonnambule voci
al grido d’un ricordo
che si fa gemito.
Ovunque ti ho cercato
in ogni angoscia nata in me
in ogni sguardo terso di gioia.

LOVE

Everywhere I looked for you
among ruffled bed sheets of a lifetime
in the most sad and outrageous thoughts
in endless swirlings of memory
in the clear water
where the reflex of young faces
fades in the waiting of an encounter
where absence digs into the body
and the tension of a leaving
becomes an emprisoning stone.

Beyond the frail wall of years
in the pain of restless dreams
in the pale light
of faded shadows reawakened
by noises of sleepwalking voices
at the howl of recalling
converted to sorrow.
Everywhere I searched for you
in every anguish born in myself
in every stare tense with joy.

Cokpyright 2017 of the american translation by Adeodato Piazza Nicolai
of the poem AMORE by Raffaella Bettiol. All rights Reserved.

RAFFAELLA BETTIOL è nata a Venezia ed è residente a Padova. Laureata in Giurisprudenza, da sempre si occupa di letteratura ed in particolare di poesia. È autrice di vari saggi su poeti italiani contemporanei. Ha pubblicato le sillogi poetiche L’anima segreta (Panda 1997); Ipotesi d’amore (Marsilio 2006);Una Sprovveduta quotidianità (PeQuod 2008).Per l’Archinto ha curato nel 2002 l’antologia Il mio bicchiere da viaggio. Otto poeti italiani d’oggi. È coautrice del libro Giuseppe Bettiol. Una vita tra diritto e politica(Cleup 2009).Fa parte della redazione della redazione della rivista letteraria on line Pelagos diretta da Umberto Piersanti .Sue poesie sono pubblicate sul sito Italian Poetry, la poesia italiana dal 900 a oggi. Già presidente della Società Dante Alighieri di Padova, socia onoraria del Gruppo Artisti della Saccisica, è attualmente presidente dell’Ucai di Padova (Unione Cattolica Artisti Italiani). Dal 1993 fa parte della Formica Nera, gruppo letterario).

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5 thoughts on “letture amArgine: Raffaella Bettiol una Signora in poesia

  1. Ricevo via mail da Luigina Bigon:
    Bellissima presentazione della cara amica Raffaella Bettiol di cui apprezzo moltissimo la sua raffinata e profonda poesia. Pensa che lei, la Lucia Gaddo ed io apparteniamo alla Formica Nera. Le ritengo le migliori del territorio locale e sono felice quando vengono messe in risalto.
    E congratulazioni a te per il bel lavoro.
    Un caro saluto
    Luigina

  2. “C’era una volta un lungo racconto
    ora specchi opachi”

    mi piace il retroscena che intravedo in questi versi, specchi prima di ora lucidi, che un tempo raccontavano… Mi piace quel verso-incipit di favola e mi piace che il racconto fosse lungo, perché ben vissuto mi piace immaginare. E la poesia che lascia spazio al non detto è ottima poesia.
    Grazie per la proposta, Flavio, e complimenti all’autrice e al traduttore.

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