letture amArgine: quattro Poesie di Sandro Pecchiari

la P maiuscola posta nel titolo al termine “Poesia” non è posta a caso. Pecchiari è un Poeta nel vero senso del termine, le cui letture sanno giungere a tutti e, sorprendentemente il che non è mai facile e scontato, anche ai bambini che hanno avuto la fortuna, come me, di sentirlo. (Flavio Almerighi)

*
Chi dispone le macchine
le verdure dentro le vetrine
il prezzo della vita?

permane il bar il ristorante
la signora all’angolo
oltre le tinte dei capelli
i giornali di ogni ieri

questo posto è un gommone
da troppi anni al largo
– siamo gente
da cui bisogna andare –

la via è questa
se non ci sono passi

cosa sogni la notte?

*
in ogni fortuna c’è l’abisso
d’una mano di traverso
una schiena che goccia nel venire

la finestra inclina
una strada di fiato stretto
di scarpe rifiutate –
l’affrettarsi della sera incespica

ma prenderemo sostegno dal pietrisco
che s’appoggia al cielo
se già svanisce il prato
e la soglia e il letto
e già li pretendo tra le braccia

mi fai strada
con un pugno
non nel cuore

*
le braccia sudate dei moli
su navi tese come cani
su di noi la calura
perpetuata misericordia
della vita –
la rete esplode l’aria in lotti
il gabbiano slitta e s’immerge
e s’infilza come lama
dentro il pesce

la città assente presta le vene
e si dissecca addosso
e poi ti ruba
nel trattenersi del traffico

il mare alza l’enorme corpo
e ti chiede tregua dal riviversi
e sempre domandare
che ci sia una tregua al sangue
una tregua ora
dal gettare via il passato
di ciò che si diventa

fiorire ignoti
come fiori di geranio
sull’albero di giuda.

*
ABENTEUER

l’esserci stati riparte dai racconti
fino a voler vedere
vecchie mappe dipanano visioni
e scambi
misurando il tempo in viadotti e gallerie
e gli scarni bocconi della via che resta

nel sentore di ferro tutt’intorno
nello scarso schioccare di sterpaglie infrante

sovrappongo le carte scolorite sulle schegge
d’un silenzio sbarrato o dipanato
spintonando un’ansia di velocità
dentro a una direzione che desideri –

si confondono tutte ormai
in un vasto, confortante labirinto

Monrupino, Trieste

Sandro Pecchiari è laureato in Lingue e Letterature Straniere, con una tesi sull’opera poetica di Ted Hughes.
Ha pubblicato tre raccolte per Samuele Editore di Fanna, Pordenone: Verdi Anni, Le Svelte Radici, L’Imperfezione del Diluvio. Le sue raccolte sono state presentate all’interno del programma televisivo “Le Parole Più Belle”, Telecapodistria, Slovenia, nel 2014 e 2015. Suoi lavori sono apparsi in numerose antologie (fra cui la Collana dei Poeti Contemporanei 2013 e 2014, lʼAlbanian Antologjive Poetike Universale Korsi e Hapur – Open Lane 2014) e sono stati presentati al New York City Poetry Festival 2014 e alle Residenze Estive 2014 presso il Castello di Duino. Alcuni suoi scritti sono stati tradotti in inglese, in albanese e sloveno. Alcune sue traduzioni dall’inglese sono visibili nel sito della casa editrice Caitlin Press: http://caitlin-press.com/al-rempel-in-translation/ È membro della giuria della Festa della Letteratura e della Poesia di Duino e collabora continuativamente con la rivista di settore “Traduzionetradizione” (Press Point, Milano) e con la rivista “L’almanacco del Ramo d’Oro” (Trieste).

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13 thoughts on “letture amArgine: quattro Poesie di Sandro Pecchiari

  1. La Poesia di Sandro Pecchiari mi ha rapito dal primo istante, è stato amore a prima vista e raramente mi capita di sentire una tale sintonia, oltre che con i testi, con il Poeta che gli ha scritti. Una persona splendida, una Poesia altissima (alcuni versi incisi nel cuore). Una serata indimenticabile, per noi del #POETRY grandi e piccoli!

  2. Questi versi (anche questi versi, mi viene da dire dopo aver letto uno dei suoi libri editi) sembrano il risultato, l’effetto e la condensazione dello sguardo aperto del poeta. Ho avuto modo di scambiare qualche parola scritta con Sandro e subito mi è giunta senza attese l’aria tersa della sua Trieste, l’allegria filtrata dal vivere dei colori netti della frontiera, azzurro su tutto, come ricordo la sua meravigliosa città. Ed ecco che lo vedo nitidamente Sandro, sorridendo amaramente, scrutare a 360 gradi quello che ha intorno, respirare profondamente e poi, solo poi, tradurre in poesia quanto è passato sulla pelle. Un poeta che si incontra subito, fin dalla prima poesia che si legge, che non lesina incanto e dolcezza, proprio perché conosce la Bora dell’esistenza… (mi fai strada \ con un pugno \ non nel cuore)
    Complimenti, tanti. Trattengo con emozione questi versi:

    “– siamo gente
    da cui bisogna andare –

    la via è questa
    se non ci sono passi

    cosa sogni la notte?”

  3. Grazie a tutti per le vostre parole.
    Vale la pena sempre spingere gli occhi oltre al possibile e costringerli a descrivere le emozioni fino a notte fonda se poi si incontrano persone amiche come voi che condividono e vibrano in sintonia.
    La gioia è questa. La più pura!

  4. bellissima lettura, assaporare questa emozione è rigenerante e fa credere che forse non tutto è perduto in poesia. Sandro Pecchiari ha dalla sua la capacità -notevole- di saper parlare, dire tutto e del tutto con una semplicità disarmante. Caratteristica di chi conosce il verbo comunicare. Ho conosciuto Sandro alla presentazione del libro di Flavio a Trieste l’anno scorso. Probabilmente Sandro non si ricorda nemmeno lontanamente di me ma io ne ricordo con piacere l’umanità e la simpatia oltre alla chiara cultura!
    Un grazie a Sandro e a Flavio che -come sempre- propone grande poesia. Ciao

  5. Splendide poesie davvero. Nitide, precise, emozionanti. UNa vena di tristezza le attraversa, una lieve malinconia, ma asciutta, senza alcuna retorica nè enfasi. Una poesia apparentemente “semplice”, e “descrittiva” ma che scava a fondo nell’umano, va nell’abisso nostro e resta nel lettore un’eco, una vibrazione di un viaggio fatto insieme. Grande Poeta, Sandro (con la P maiuscola come giustamente dice Flavio), grazie di questa lettura

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