Dono di Nausea: il pranzo è servito

Prendi un’impiegata di Poste Italiane a volte anche bravina, sovente scosciata. Pompala per bene, facendole credere che i suoi versi sono importanti alla luce delle gesta dei Nuclei Operativi Ecologici. Dille che i suoi versi alla cazzo sono alla base di un nuovo stile. Dille che i suoi scritti ginecologici e malati sono AUTENTICA POESIA EROTICA. Prendi un gruppo di utili idioti, veri prostituti intellettuali cui questa merda è servita, ma che non dicono dopo averla trangugiata che è uno schifo, ma con lunghe perifrasi fingono di apprezzare per motivi di mera utilità personale. Allora anche Gianni Drudi diventa un De Gregori.Il pranzo è servito.

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25 thoughts on “Dono di Nausea: il pranzo è servito

  1. e diciamolo pure che i critici bravi sono capaci di trovare una giustificazione pure all’impensabile. Alcuni personaggi ed alcuni ambiti promossi sul web come le riviste, occorrerebbe averle frequentate per sapere “dal vivo” cosa richiedono ad una poetessa…La differenza tra erotismo e pornografia purtroppo non la conoscono in molti e lo stesso critico ne chiede spiegazioni in un commento sulla sua rivista e questo dovrebbe quantomeno far sorgere dubbi su questa mera trovata pubblicitaria che chiama poesia qualcosa che fa schifo – e si abbia il coraggio di evitare le perifrasi in tutti gli ambiti, allora – pubblicato solo per aumentare le visualizzazioni di un blog in declino. E pubblicato in cartaceo solo per risollevare le frustrazioni diffuse nella casta che hanno creato ad arte. Le rottamazioni la società civile sa bene che sono solo la finestra da cui rientrano quelli cacciati a calci in culo dalla porta. E riappropriamoci della sana capacità di discernimento per cortesia senza belare automaticamente al richiamo di un caprone

    (riporto qui il commento scritto su FB poiché già un primo commento è “sparito” dal social senza essere stato cancellato.)

    • rottamazione è in risposta ad una citazione fatta da altro utente dove leggo:
      “la poesia di Francesca Dono vive nel mezzo della rottamazione linguistica ed iconica del mondo contemporaneo (dalla prefazione).”

      signori e signore, siamo alla frutta. Marcia.

      • torniamo a fare l’amore con chi ne è capace. Il ri-sollevamento cadute ormonali e la glorificazione dei propri irrisolti conflitti col genitore del sesso opposto e \ o problematiche sessuali a mezzo infimo registro linguistico non è poesia.

  2. L’aspetto davvero fantastico é che qualcuno dei commentatori citando Zolla non ne ha spigato il nodo adattandolo scompostamente a questo delirio di commenti come dire andava tutto a rovescio Sono stata sulla pagina quattro volte poi ho rinunciato a dire
    (Vorrei essere una veggente e conoscere il pensiero di Angela Greco)

    • Carissima, sono talmente chiara e perfino troppo esplicita che il mio pensiero si legge ad occhi chiusi e non ne faccio mistero, guadagnandomi antipatia e porte in faccia, come sai da quando (ci) segui. Non ho e non voglio avere appigli filosofico-psicanalitici, per la giustificazione \ non-condivisione di quella disgraziata=priva di grazia scrittura accaduta proprio in un momento di caduta del luogo che la canta (stonando alla grande oserei dire) che, ribadisco, dalle mancate risposte dell’autrice a coloro che la chiamavano in causa nei commenti, ha reso palese la pessima operazione di marketing e bluff che stanno tentando ai danni della Poesia. Poesia che, ovviamente, se ne infischia di tutto e tutti. Un abbraccio :))

      • Grazie Flavio. Ci mancava pure che venendo tirata in ballo sempre con le stesse prediche io dovessi essere ripresa come una scolaretta pure da te. É la Colonna che andava silenziata. Hai usato lo stesso modo di fare usato su quella rivista e di cui francamente ho piene le scatole.

  3. questa volta sono perfettamente d’accordo con voi…anche se non sono riuscita a leggere che qualche verso…e mi è bastato. Durante il dibattito (scritto) ho cercato di far ragionare i “possibili ragionevoli”…invano. Questa persona andava consigliata in modo assolutamente diverso. A dire la verità provo un senso di pena e non capisco che cosa si voglia raggiungere pubblicizzando un “discorso” del genere, che non ha nessuna base nè poetica né teorica a fa nascere soltanto, nelle persone normali, un senso di rifiuto. Per fortuna c’era Anna Ventura che ne ha dette due (con garbo) a Lucio Mayor…Partecipare ai dibattiti per me era un modo per leggere poeti che non conoscevo ed esercitare la mente…ma adesso… Credo che i miei interventi non siano stati graditi a Linguaglossa. Mi dispiace, effettivamente lo credevo diverso. Però non credo che la pubblicizzazione del libro di F. Dono possa fare pubblicità alla rivista: che tipo di pubblicità?
    Ciao Angela, se ci sei…batti un colpo. Non mi hai lasciato spiegare nulla, mi hai allontanato subito.Ma io aspetto che la tua delusione nei miei confronti si trasformi in comprensione: e per questo bisogna spiegarsi. E’ perfino passato un angelo a dirci di fare la pace! Io l’ho fatta da tempo… e tu?

    • Ciao Mariella :))
      io, finalmente, allontanandomi dal malaffare di taluni luoghi, respiro aria purissima senza dover soffrire i fumi inquinanti di certe fabbriche di pupazzetti agli ordini del pifferaio di turno. Comprendo, ti assicuro che comprendo, quasi tutto. Una cosa, però, ancora mi sfugge: perché se le cose non vi stanno bene (e sei in ottima compagnia, lo sappiamo bene) non affrontate seriamente il cerimoniere mettendolo all’angolo. Un caro saluto di sereno proseguimento.

      • Cara Angela, amica mia fumina! Sono contenta di poterti parlare grazie all’ospitalità del buon Flavio.Mi fa piacere che tu comprenda…io ho dimenticato il momento di burrasca e in me adesso c’è soltanto il sole. Dunque cerco di spiegarti. (e spero di poterlo fare cn più calma quando e se ci risentiremo a voce): io feci il famoso intervento che a te dispiacque perché era più di una volta che ti avevo sentita parlare “pubblicamente” con Giorgio L. in modo un po’ troppo irruento e temevo che ti mettessi in una situazione imbarazzante anche per la presenza di altri…poi non ho preso posizione come avrei voluto all’inizio, perché è sopravvenuto l’equivoco tra noi e sono rimasta così male (male quasi fisico) per non potermi spiegare che il resto è passato in seconda linea. Vabbè, “scuordammoce o’ passato”, veniamo all’oggi. Se non ti dispiace (e aspetto il tuo via con un segnale di fumo!) te ne parlo per email perché l’argomento è “privacy” tra me e te e non voglio parlarne pubblicamente. Un bacio alla bimba, fatina del Bosco Magico! A presto,
        Mariella

        Io non censuro nessuno, né lo farò mai, però prego i commentatori di attenersi agli argomenti trattati, per quelli prettamente privati prego non utilizzare questo blog. Grazie

      • Rispondo qui al commento di Mariella, perché con il telefono non trovo altri rientri-spazi. Chiariamo che io non sono fumina, sono irruenta quanto mi pare e non sono io quella di eventuali situazioni imbarazzanti con quel tizio. Ribadisco che NON voglio MAI più avere a che fare con nessuno che gravita nell’orbita del sig.Linguaglossa e per cortesia non vorrei nemmeno che la generosità di Flavio venisse ulteriormente chiamata in causa su un argomento che ho messo al rogo. Ho risposto per cortesia, ma quando prendo una decisione non torno indietro.

        Io non censuro nessuno, né lo farò mai, però prego i commentatori di attenersi agli argomenti trattati, per quelli prettamente privati prego non utilizzare questo blog. Grazie

    • Come puoi leggere da te, Flavio, questa donna dall’insistenza sgradevole come la rogna viene puntualmente qui a chiamarmi in causa quando dall’altra parte le cose non le garbano. E’ questa tizia odiosa che dovevi riprendere e non anche me, facendomi rimanere malissimo perché all’epoca dei fatti GL fece pari pari a riguardo di un’altra maestrina che puntualmente mi tediava. Sinceramente con queste persone pago solo il prezzo di essere stata gentile a non mandarle a fanculo prima e tu lo sai. Spero finisca qui la questione, perché ogni volta mi includere in cose a me estranee. Ho solo risposto per educazione e il topo si è infilato ancora una volta nella mia serenità. Ti avevo chiesto di mettere un limite a questa signora solo per gentilezza.

  4. Ci tengo a precisare che la mia partecipazione all’Ombra non è dettata da motivi di “mera utilità personale”. Puo’ essere stato divertente uscire una volta sull’Ombra delle parole: e, in certi casi interessante porre domande ai poeti che intervengono…e non per infastidirli e criticarli, semmai per provocarli a dare una risposta. Se troverò un modo per continuare lo farò finché resisterò al clima. E che Dio me la mandi buona! 🙂

    • Signora, Lei non ha da rendere conto a nessuno della sua partecipazione alla vita di un blog, è un paese libero. Consideri però un semplice fatto, il Linguaglossa si è battuto a ragione contro il cosidetto “palazzo” che sta guastando irrimediabilmente la poesia italiana, premiando immeritevoli leccaculo membri di consorterie di stampo massonico a detrimento degli autori dotati e meritevoli. Lo ha fatto a ragione, perché in Italia non esiste più una civiltà della poesia, ma a sua volta si è costruito un suo “palazzo” e qui ha completamente sbagliato. La pubblicazione delle vergogne di una Francesca Dono, risponde a questa logica del “do ut des”. Niente di più e niente di meno, a una settimana esatta dalle prefiche per la scomparsa di un vero poeta e galantuomo qual è stato Ubaldo De Robertis che amava quel luogo e se vedesse, si rivolterebbe nella tomba, ma non di fianco, bensì dalla testa ai piedi. La saluto e le faccio come sempre i miei migliori auguri.

      • So che non devo rendere conto a nessuno della mia partecipazione alla vita di un blog, signor Flavio (toglierò il “signor” quando tu mi chiamerai “Mariella”), ma tenevo aprecisare la mia particolare situazione (vivo praticamente nel mio studio e dialogare con le persone on-line o per telefono è l’unico modo per relazionarmi con gli altri) situazione che non mi rende, però, diversa dal resto dell’umano genere (cn le se qualità e i suoi difetti), ma l’interesse per le persone con cui mi ralaziono è di tipo umano. simpatia, intelligenza, senso dell’umorismo. Io amo la Poesia per la Poesia: il mio scrivere è stato, per lunga parte della mia vita, un modo per conoscere me stessa e per crescere dentro, provando e riprovando, senza l’aiuto di nessuno e sostenuta da letture e studi personali. Non mi volevo giustificare, ma ribadire un mio modo di essere che non ammette deroghe. Io non so nulla “del do un des” tra F. Dono e colui che l’ha lanciata, ma certo è una formula di approccio che non riguarda me. Se ho un difetto (uno dei miei difetti) è proiettare me stessa sull’ “altro” se si instaura un rapporto creativo su interessi comuni: e questo non mi rende del tutto obbiettiva nella valutazione, appunto, dell’altro. Insomma io vedo il mondo “in rosa”…però quando faccio esperienza diretta di tutti i colori dell’ “altro” riesco a distanziare e a vedere anche il negativo. Ho fatto queste confidenze, caro Flavio, per farmi conoscere: anche questo è importante.

  5. Mauro Roversi Monaco (da FB)
    L’uomo pubblico e poeta finalmente coincidono.” “La lettura di così brevi poesie ….” “E’ la questione di questo libro, che dunque può gettarsi senza timore nel fuoco dei tempi che viviamo ….” “Fedele a un genere di poesia che non ha molto corso da noi egli non si preoccupa di quale sia la distanza tra la parola e l’oggetto ….” “E sono la musica di fondo dei piccoli “a solo” che l’uomo abituato all’agone pubblico e corale oggi ci lascia.”
    Parole di Davide Rondoni, prefatore entusiasta e certamente disinteressato di Sandro Bondi, allora ministro (“Perdonare Dio”, Edizioni della Meridiana, Collana “tutt’altro”, Firenze, giugno 2007).
    Qualche assaggio delle “poesie” prefate nel succitato:

    “A Giuliano Ferrara”
    Antro d’amore
    Rombo di luce
    Parole del sottosuolo
    Fiume di lava
    Ancora di salvezza.
    ———————-
    “A Walter Veltroni”
    Tenero padre
    madre dei miei sogni.
    Anima ulcerata.
    Figlio mio
    ritrovato.
    —————————-
    “A Veronica Berlusconi”
    Bellezza del soccorso
    sensuale ironia
    vigore dell’amore
    intrepida solitudine.
    —————————-
    Non le ho inventate io, giuro. Fate un po’ voi .
    Quanto a “splendidissimum fellatio”, forse è latino molto tardo(!): io conoscevo i racconti di zio Fella: “Cani, scimmie, irrumazione”: “I racconti di zio Fella // Lassie Cita, e mo Tarzanne // trova intorno alla cappella // fila quadrupla di zanne ….”
    *
    Mauro Roversi Monaco Voglio aggiungere – ricordando che “elogiare” è transitivo – una quartina “metastasianamente nitida”, come direbbe Leo Pestelli:
    “Non è ver che sia la merda //
    il peggior degli alimenti: //
    è un sollievo per quei denti //
    che non sanno masticar.”

  6. “[…] quanto poi alla distinzione tra poesia erotica e poesia pornografica, considero questa distinzione posticcia e artefatta e non la prendo neanche in considerazione… Molto probabilmente l’erotismo è questione antica, è iniziato quando quella signorina di Eva indusse in bravo Adamo a masticare una mela…[…] Considero altresì pornografici certi piccoli poeti e scrittorucoli interessati unicamente al proprio busto… ” (G.Linguaglossa, 22 maggio, commento)

    è solamente osceno che nel 2017 si debbano ancora leggere idiozie maschiliste simili a quella espressa in commenti simili. Trovo assolutamente disonesto, poi, piegare le questioni ai propri interessi \ idee. VERGOGNOSO.
    Eccola la vera natura di quel gran signore. E non vado oltre per pietà.

  7. Riprendo il filo del discorso di un mio commento, che avevo postato su FB, ma che – bontà della tecnologia – non ritrovo né là, né qui.
    Profittando del link che mi hai fornito, Flavio, sono andato a leggere un po’ di poesie dell’autrice in parola e secondo me:
    – Sono poesie, nel senso che c’è una ricerca di linguaggio non convenzionale, appropriata al tema trattato. E questo – piaccia o no il tema trattato – è già sufficiente, anche se si può sempre far di meglio.
    – Sono poesie pornografiche e non erotiche.
    – Non mi piacciono, ma solo perché è la pornografia in primis che a me non piace.
    – Tutto il discorso sul nuovo genere, su ciò che sta facendo il critico in questione, come lo fa, ecc., è un altro paio di maniche: anche perché dimostrare di aver scoperto o addirittura fondato un nuovo stile (chiaramente non solo per i critici letterari), è questione di vita o di morte, è dimostrazione della loro esistenza in vita. Ma questi sono problemi di carattere personale (di egotismo, per usare termini chiari), che testimoniano soltanto di come si sia corrotto il settore. Si potrebbe far notare, anzi, che la figura del critico è funzionale più che altro a chi è ignorante, non agli addetti ai lavori: non mi risulta infatti che, prima del Manierismo, esistesse questa figura. E dal Manierismo in poi è iniziata ad allargarsi la cesura fra chi conosce le cose di cui parla (nella fattispecie l’Arte) e chi è appunto ignorante: i quali ultimi, col trionfo della democrazia, hanno determinato il progressivo scadimento della cultura e del suo ambiente. Non che prima fossero tutte rose e fiori, per carità: ma era tutto più chiaro.
    Quest’ultima nota anche per dire che io terrei i due temi (qualità della scrittrice e comportamenti del critico) in argomenti distinti.

    • Considerato che la democrazia omologa tutto quanto è votato da una maggioranza (solo parlamentare e non sempre, quindi è la solita oligarchia camuffata) e considerato che una sboccatura del genere poteva avere un significato di rottura forse negli anni ’50 e ’60 (suscitando l’ira dell’Adele Faccio di turno però), non mi trovo d’accordo con te su un punto preciso, questa NON è poesia perché non vi è nessuna elaborazione del linguaggio, bensì solo un mercabul di turpiloquio tirato ad arte per fare sensazione. Operazione quindi del tutto vuota e a mero scopo di auditel su un blog in crisi di ascolti. L’altro punto nodale su cui non mi trovi d’accordo è il ruolo del critico. Un critico serio non crea un genere o chissà quale convulsione artificiale organizzata e anche un po’ macabra e noiosa, può prendere atto di una corrente poetica che cresca spontanea, ma non sotto la lampada artificiale del suo incubatoio.

      • Allora, Flavio, riprendo il discorso scusandomi per il ritardo nel farlo: tra scuola, la (fallimentare) lettura a Ferrara di Giovedì scorso, la preparazione della personale sempre là… Ci siamo capiti.
        Sulla faccenda del linguaggio: io ho giudicato sulla base di una manciata di poesie; magari tu ne hai lette di più (e non solo di quel genere), la conosci da più tempo: sai perciò quanto possono essere le sue capacità reali, quanto può essere la sua attuale scrittura costruita a tavolino: tutto fumo e niente arrosto, per capirci. Per questo al momento non siamo d’accordo.

        Siamo invece d’accordo sull’altra, si vede che non mi sono spiegato bene: giustamente in un commento precedente tu noti come un critico che si scaglia contro il Sistema, non possa poi costruirsi un suo “piccolo sistema privato”, oltretutto dimostrando – per clientelismo, ecc. – di non discostarsi granché da ciò che stigmatizza.
        Io volevo solo dire che è “umano”, che un critico finisca col cercare di trovare elementi nuovi e financo correnti, Movimenti e così via, nelle arti di cui s’interessa: il problema nasce, quando le costruisce per motivi egotici. E purtroppo sappiamo che nella maggior parte dei casi (non solo in poesia), è proprio questo quello che succede.

        Ma ribadisco, pur comprendendo che chi ne viene coinvolto personalmente non possa pensarla allo stesso modo, che quando ci si trova di fronte a casi pietosi come quello di un critico puttaniero, è meglio ignorarlo finché si può: cioè finché non si è costretti a confrontarcisi direttamente. Visto che costoro cercano visibilità ad ogni costo, il negargliela è – per esperienza personale – la risposta migliore.

    • La pornografia é sedersi alla tavola del potere Sig.Rizzi
      Giordano Bruno fu arso e molti altri dovettero abiurare molti libri che avrebbero aperto le coscienze sono stati introvabili per molto tempo perchè mai Sade ha trovato e trova spazio? Il vizio il cosiddetto amore libero crea i figli di nessuno che vengono allevati dallo stato che li plasma pecore obbedienti Il secolo dei lumi é durato anche troppo guardi le 120 giornate di Sodoma di Pasolini che a Sade si ispirano é l’elogio della merda ossia ciò che puzza profuma ciò che é deforme é bello é l’inverso di tutto questo é l’inferno. Questa é l’assenza del Padre

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