Presagio: una poesia di Ubaldo De Robertis

Aspettavamo “il libro americano” per promuoverlo e diffonderlo, il destino ha disposto altro. E non mi voglio dilungare ne mettermi in mostra, non ne vale la pena. La persona e l’arte di Ubaldo De Robertis meritano anzitutto rispetto e silenzio. Se “tutta la vita è lasciare tracce” quest’Uomo e questo Artista ne hanno lasciate, eccome.

Ecco il brano tradotto in inglese dal bravissimo e prezioso Adeodato Piazza Nicolai, che non ringrazierò mai a sufficienza.

Warning

“If the Moon were… a Kite”
A poem by Ubaldo De Robertis

Outside the sea…
trees spoiled of sails
the whip of winds shake
random whirls and coatings
foamy waves
shiver on stoney walls

It is probably the commander
creature without name
man marking twain
not the dead working
not the sunken hull
split open in places
to give up for first

©2017 Anglo-American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem “Presagio” by Ubaldo De Robertis. All rights reserved.

almerighi

Ubaldo de Robertis, Se la luna fosse…un Aquilone, Limina Mentis Editore, 2012

Presagio

Fuori del mare…
alberi svestiti di vele
la sferza dei venti che scompiglia
drizze di randa ed amantigli
schiume increspate
fremono in muraglie

Sarà il nocchiere
creatura senza nome
uomo dello scandaglio
non l’opera morta
non l’immersa carena
ad aprirsi in squarci
a cedere…per primo

Floriano Romboli
“ Fuori del mare…” : è l’emergere dell’animus cosciente da quella “materia/ madre sostanza prima” evocata successivamente ( v. la lirica intitolata Lo Sciamano) e intesa quale agglomerato indistinto e potente, indifferenziata fonte di energia, fondamento solido e fecondo dell’essere.
Esistere, avvertire e manifestare senso di sé è uscire dal mare e dare inizio all’avventura di una vita responsabile, è acquisire la specificità e l’autonomia dell’animale-uomo, pur nella consapevolezza della fragilità delle costruzioni in cui può prender forma e provvisoriamente assestarsi il fremito vitale-naturale, l’insieme delle “schiume increspate”, come con…

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5 thoughts on “Presagio: una poesia di Ubaldo De Robertis

  1. molte cose, a noi piccoli esseri abitanti un universo ignoto, sono e rimarranno sconosciute, ma la Poesia, questo indefinibile che per grazia ricevuta mai verrà definito, ci dice tanto. Anche quando una Persona scompare, non smette di vivere del tutto. E poi il Silenzio, non come censura \ oblio, ma come celebrazione del sentire profondo che, quando è altissimo, non trova più parole.

  2. Torno con la mente a qualche settimana fa, quando Flavio mi aveva accomunato, con mio grande piacere, a Ubaldo De Robertis nella presentazione del mio ultimo libro. E’ stato un momento emozionante, per me. Ancora di più lo è ora che Ubaldo se n’è andato, è diventato uno sguardo sul tutto, quel tutto che la sua anima poetica voleva abbracciare nella teoria e nella visione, nella passione smarrita che percorre tante sue e mie pagine. Sguardo che può saziare finalmente la sua sete di infinito, oltre ogni teoria, nel luogo in cui scienza e poesia sono, da sempre, una cosa sola.

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