fuck the system: lettera aperta alla lettrice di una rivista letteraria internazionale

Cara Signora, il suo intento è ammirevole, parte dall’umiltà, che tutti dovremmo avere, di chi si ritiene nella condizione e nella curiosità di volere imparare qualcosa da chi ne sa più di noi. Anch’io mi avvicinai a questo luogo e a questa gente con la stessa volontà, e in effetti per un lungo tempo ho appreso. A volte si sono verificati malaugurati incidenti, dovuti più che altro all’incomprensione o all’eccessiva franchezza, ma nel complesso, quando si vuole imparare, quando si vogliono allargare gli orizzonti non si fa molto caso a qualche inciampo, si prova a riprendere il cammino considerando il valore aggiunto che può essere l’esperienza di uno SCAMBIO con determinate persone di cui hai soprattutto stima e per le quali, con l’andare del tempo e della condivisione, inizi a nutrire persino affetto. Questo gruppo è formato da alcuni maschi alfa, preparati, e come tutti i creativi pieni di se stessi, poi c’è una piccola corte dei miracoli che, pensando di trarne qualche vantaggio, gira intorno. Quello che molti non capiscono, o non vogliono capire, è che un contributo fattivo non si può e non si deve limitare a un semplice “trarne qualcosa, trovare l’occasione per auto promuoversi o farsi promuovere”, il tutto deve essere un libero scambio: “io ho questa idea ve la sottopongo”, “io conosco questi autori, cosa ne pensate?”. Finché ha girato così andava bene, ora per una svariata serie di motivi, e qualche marchetta di troppo, il giocattolo sembra essersi inceppato. Se posso permettermi un consiglio, la prego, tragga da questa frequentazione il meglio e per il resto non si occupi troppo delle sindromi o delle idiosincrasie che qualcuno ogni tanto lascia inavvertitamente affiorare. Qui c’è stato molto da imparare, vada a ritroso negli anni, questo blog è un’autentica miniera. Ora è un po’ ripiegato a rimirarsi l’ombelico, ma non è detto che l’impasse, grazie all’interscambio con persone intelligenti, come suppongo Lei sia, possa essere superato. Questo è quello che auguro a Lei, e a tutti quanti. Il resto è scorie, è velleità, autoreferenzialità, maleducazione, incapacità nel saper gestire al meglio un luogo aperto al pubblico se pur virtuale. Un saluto.

Flavio Almerighi

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18 thoughts on “fuck the system: lettera aperta alla lettrice di una rivista letteraria internazionale

  1. Ricevo via e-mail dalla sig.ra Luciana Vasile, cui l’intervento sull’Ombra delle Parole era rivolto, e che è stato censurato.

    Gentile Flavio,
    la ringrazio tanto per il suo commento alle mie parole, garbato, rispettoso, molto chiaro, che mi ha confermato la presenza, di chi sa e ha già sperimentato, di troppi EGO IPERTROFICI che rischiano di inficiare anche le intenzioni più costruttive di quello che si chiama ricerca.
    Sì, le sue parole mi stanno già aiutando. Grazie!
    Comunque il suo commento lo avevo letto perché mi era arrivato direttamente sulla mia e-mail. Poi, anche io, mi sono molto meravigliata di non trovarlo pubblicato. Una gran brutta cosa sia stato censurato. Dove sta la libertà della parola!?!
    Ne chiederò il motivo a Giorgio Linguaglossa. Tutto ciò non nobilita il BLOG.
    Andrò sul sito che lei mi indica… sono una curiosa, che non si vuole perdere nulla di ciò che per Caso – al quale come ho già detto non credo – mi indica.
    Grazie ancora di cuore
    Luciana Vasile

  2. beh, che dire? due giorni fa avevo scritto esattamente le stesse cose in commento sulla medesima Rivista. E’ ancora là, il mio commento, però vedo, caro Flavio, che tu hai maggior successo di me visto che a te almeno leggono e rispondono, mentre io sono solo una bambina pestifera e antipatica da emarginare come la lebbra e sorrido del tempo che ancora sto perdendo dietro queste quisquilie. Buona poesia a tutti, se vi riesce.

  3. Non sapendo su quale spot inserire la mia opinione qui scritta, ti prego d’inserirla tu stesso perché sia letta dai protagonisti e da interessati.

    Durante la giornata di ieri,13 marzo 2017, la mia casella postale si è riempita di corrispondenza inviatami cc, per conoscenza. Non scherzo, per decifrare la lettura (ripeto che sono quasi orbo) e capire il contenuto ho sprecato parecchie ore notturne

    Ho capito che Flavio Almerighi, accusato di antisemitismo dalla Signora Letizia Leone, adesso accusa la direzione de L’Ombra delle Parole (anche se non ti menziona io leggo Giorgio Linguaglossa) di essere stato censurato. Personalmente, non seguendo quotidianamente L’Ombra delle Parole, i dettagli mi vengono vaghi. Tuttavia, è facile accusare di antisemitismo, come è facile accusare di censura. La mia esperienza personale di aver vissuto come marito e come amico di una ebrea per quarantanni, e di aver avuto un avvocato difensore ebreo (ex Pubblico Ministero ai processi di nazisti a Norinberga) alla mia revisione del processo a Venezia nel 1955, posso testimoniare che criticare il governo d’israele si corre il rischio d’essere facilmente frainteso. Mia moglie e l’ex Pubblico Ministero criticavano il governo d’Israele negli anni 1960 e non erano accusati di antisemitismo. C’è un altro lato, gli israeliani e gli ebrei in generale si sono appropriati del razziale semita senza ammettere che anche le odierne tribù arabe sono (almeno erano) di razzao semita.Allora, cosa dobbiamo dire degli ebrei americani e israeliani che criticano la politica del governo israeliano. Difendono lo stato d’Israele e allo stesso tempo difendono i palestinesi. Accusare di antisemitismo talvolta è un modo furbesco per silenziare, censurare, chi critica l’operato d’Israele. È chiaro che lo Stato non vuole uno Stato Palestinese, e I Palestinesi vorrebbero annientare Israele. Per me, la brusca critica di Almerighi può aver intensificato il triste giorno della memoria che la Signora Letizia Leone ricordava. Per principio, ripeto quello che scrissi in un commento, ricordo ogni giorno soltanto olocausti di animali. Quelli di umani commessi da umani non valgono di essere ricordati dagli umana ipocriti.

    Da questa storia che mi narro leggendo la corrispondenza, si passa a quello che Flavio Almerighi e Angela Greco pensano sia censura. Veramente non so cosa sia stato censurato. . Per mantenere llibertà di pensare e di scrivere vale lottare, ma non se il linguaggio è ritenuto volgare e carico di insulti diretto a una o più persone su una pubblica rivista cartacea o internet. Non si tratta di morale, di decoro, etc., manifestazioni ipocrite, si tratta di leggi che possono portare accusatori e accusati in tribunale per vilipendio. Ancora, questa storia che si prolunga è una banalità esagerata che io cestino. Mi si mandi dove si vuole. Basta!

    Alfredo de Palchi

    • Quel che è stato censurato è scritto qua sopra. E’ il testo dell’articolo non ci vuole la scala per capirlo e siccome non mi risultano visite dagli USA o è una trascrizione o è un falso. Vai pure dove ti pare, ma preferirei tu andassi dove ti ho mandato io, visto che fai tanto l’innocente intanto censuri e manipoli, metti firme non tue. Il tuo comportamento ti qualifica, vergognati.

      • Sì, certo, abbiamo letto. E quando Lei faceva parte del gruppo, come si considerava? Un maschio alfa, preparato, oppure uno della piccola corte dei miracoli che ne ha tratto qualche vantaggio?

      • mi consideravo uno che ti ha dato una mano e che non ti ha mai leccato il culo, come ben sai. Tra l’altro sei anche un povero sprovveduto (sinonimo di coglione), quando commenti sotto falso nome l’ID rimane sempre lo stesso, ma come vedi io non censuro, ti lascio appieno l’onore della figura di merda che stai facendo. Trasmetti alla tua cagnetta il senso della mia più sentita pietà, facile sparare cazzate senza contraddittorio, un po’ più rischioso quando si va a farlo in casa d’altri, eh?

    • E ti ho anche considerato maestro! Misero. Sei solo un misero. Ma per cosa, poi? Potevi avere due validi collaboratori e amici e hai scelto la strada meno edificante e più squalificante per te, tirandoti dietro quattro ossa di gente che domani ti caccerà dalla sua vita a pedate…Perché? Che ci guadagni? Io ti auguro solo cose degne di te. Buona fortuna.

  4. mi dispiace: di tutta questa chiacchierata liquida da una parte e, dall’altra, del silenzio per lo meno imbarazzante e imbarazzato, non riesco a capire granché. Forse io sono in un mondo a sè (come credo siano quasi tutti i poeti e gli artisti) e ho creduto di trovare importanti rapporti umani nella Scialuppa e Nell’Ombra e per amore della poesia mi sono tuffata senza pensare ai restroscena, a quello che si nasconde dietro il teatrino dei rapporti umani. Ma, dispiace più a me che a voi dirlo, ho capito che posso ritrovare un equilibrio tra l’apparire e l’essere…soltanto in me stessa. Per adesso. Tutto mi sembra, all’improvviso, assurdo, inconcepibile. Non mi piace l’ipocrisia nei rapporti di qualunque tipo, ma non apprezzo neppure l’insulto privo almeno del ricordo di un’amicizia durata per anni. Io, prima di questi miserevoli tempi, non c’ero e non conosco il “Paradiso perduto” dell’Ombra di una volta, perciò non posso provare nostalgia come voi, come Angela. Sono aperta al chiarimento, a tutto ciò che non contraddice il mio credo: il senso religioso della vita e l’amore per la pura poesia che ad esso si connette. Questo mi sostiene in vita e mi dà ancora gioia, nonostante il peso della malattia che mi costringe quasi sempre a casa. Nonostante questa confusione, io mi sono affezionata a tutti voi, amici che dite e dimostrate di amare la Poesia, ma temo che veleni di altro tipo si infiltrino nelle persone e nei gruppi rovinando anche il buono che c’è stato e che c’è nell’Arca di Noè di Giorgio Linguaglossa che ci avrebbe dovuto (così speravo) salvare dal diluvio e dal tragico tramonto di tutti i valori che caratterizza la nostra epoca. Ma…”dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.” Speriamo che il fango che si nasconde nell’inconscio di tutti noi (nessuno è, in assoluto, migliore o peggiore di chiunque altro: e se lo è, lo dimostri con le opere, anche di Poesia!). Coraggio, non lasciamoci prendere dall’angoscia di non essere valorizzati e compresi: il tempo aggiusta tutte le ferite. Se non riusciamo ad approdare alla pace tra un gruppo di persone legate anche dall’amicizia…meglio che ci rassegniamo alla guerra globale e all’autodistruzione.

    • Signora, la ringrazio per l’intervento, ma se c’è qualcosa di cui non soffro è la sindrome “dell’angoscia di non essere valorizzati e compresi”. Quello che servirebbe è un pizzico in più di onestà intellettuale. Nell’occasione le porgo i più fervidi auguri per una pronta e completa guarigione.

      • (Non Signora, Mariella!) sì, certo, me ne rendo conto, pensavo piuttosto ad Angela. Io Mi dispiace che sia nata qusta dolorosa frattura che si ripercuote come una vigorosa bastonata anche su chi, nel gruppo, ha un minimo di sensibilità e crea smarrimento. Mi dispiace che non sia stato possibile risolvere attraverso il dialogo. Comunque grazie per gli auguri di guarigione che sono molto graditi! Alla prossima, se ce ne sarà occasione: mi piace l’onestà intellettuale.

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