I nostri figli non sono i nostri figli di Stefanie Golisch (inediti)

Vado da vecchio. Con una lunga barba
bianca cammina davanti a mamma e
papà sul lungomare, braccia conserte:
il bambino vecchio dagli occhi di vetro
della tigre buona che aveva osservato
a lungo al museo di storia naturale la
domenica precedente

*

Era il bambino più grande e grosso di
tutta la classe. Non tanto furbo ma,
tuttavia, pronto alla malignità guidata.
Non piaceva ai suoi genitori che
avrebbero voluto vederlo nei panni
del leader e che in alcuni momenti
ancora speravano per il loro unico figlio.
Ma invece di emergere, questo si limitava
ad essere buono insieme ai buoni e cattivo
con i cattivi, una pappa tanto molle,
certamente non da chiamarsi Carlo Alberto,
ma piuttosto Luigi secondo una
delle battute preferite di suo papà

*

Più volte al giorno le diceva di essere
speciale perché lei stessa era speciale.
Aveva dato vita a una bambina
senza capelli e con due grossi orecchini
rossi ai lobi. Chi era sua figlia e da dove
veniva? A volte si faceva queste domande,
ma senza troppo insistere. Non si poteva
fare almeno il tentativo di amare l’altro
per tutto quello che non si sarebbe mai
saputo di lui?

2 pensieri su “I nostri figli non sono i nostri figli di Stefanie Golisch (inediti)

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