nota amArgine: tardivo omaggio a Giovanni Nadiani

Piangere un poeta perduto è facile a botta calda. Poi tutto va nel dimenticatoio, i poeti, strane creature, tendenzialmente sono sempre sull’uscio a lucidarsi l’ego. Ecco il senso di questo tardivo omaggio, perché non manchi mai la memoria di un poeta importante.

” Il 27 luglio 2016 è morto Giovanni Nadiani, docente universitario di tedesco alla Scuola Superiore di Interpreti e Traduttori di Forlì. Nadiani aveva 62 anni ed è morto a Faenza dopo una lunga malattia. Era poeta, scrittore, germanista, intellettuale eclettico e poliedrico, grande conoscitore e studioso del dialetto romagnolo. “

Viaz

U n’gn’è gnît

al do e mez dla dmenga dochmezdè

gnît in sta stazion fura mân

u n’s mov gnît gnânch un pasarot…

(a pasaràl a n’pasaràl brisa

u n’gn’è étar vers che stê d’astê…)

j ufezi j è srê par sempar

i vidar dla sela d’atesa i t’taia

l’altoparlante cun i fil stech

l’è un pez ch’u n’dà la vos a la zent

i bigliet u i fa un automat

senza scorar cun incion

basta che t’epa di schembi

e s’t’si furtunê ch’u n’t’scapa brisa

d’pisê a no’ fêla tra l’asfelt carpê

d’un marciapì ormai privatizê…

u s’sent sól e’ tosaerba d’un pinsiunê

a mnunzêt nench j ultum pinsir

a ingavagnês ’t la litaneia

d’mer d’autostrê a vaion

tra nuval biânchi impiêdi…

sota a ste mel d’sól senza rimision

u n’gn’è gnît u n’smov gnît

gnânch ch’i fil d’erba seca inriznida

parchè chijcvel e’ chembia

u n’basta brisa e sunê impasì

d’una campanëla senza direzion

e’ ciöch ch’u t’ciapa a la mota

de’ scâmbi int un bineri

che va in dó’ ch’u j pêr a lò…

(da Eternità)

VIAGGIO – Non c’è nulla alle due e mezzo della domenica pomeriggio nulla in questa stazione fuori mano non si muove nemmeno un passero (passerà non passerà non c’è altra soluzione che stare ad aspettare…) gli uffici sono chiusi per sempre i vetri della sala d’attesa ti tagliano l’altoparlante coi fili staccati è da molto tempo che non parla alla gente i biglietti li fa un automat senza parlare con nessuno l’importante è che tu abbia degli spicci e sei fortunato che non ti scappa di pisciare a non farla tra l’asfalto crepato di un marciapiede ormai privatizzato… si sente solo il tosaerba di un pensionato a tagliarti finemente anche gli ultimi pensieri ad attorcigliarsi nella litania di mare d’autostrada a spasso tra nuvole bianche rapprese… sotto questo male di sole senza pietà non c’è nulla non si muove nulla neppure quei fili d’erba secca arrugginiti perché qualcosa cambi non basta il risuonare appassito di una campanella senza direzione il colpo secco che ti coglie di sorpresa dello scambio su un binario che va dove pare a lui…

nadiani

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