L’ora vuota

Conosci le ragazze?
Le ho dimenticate a tal punto
da crescerne una nella scatola degli spilli.
Sono l’uomo sull’atrio urtato per caso,
amo l’intervallo di un cono da passeggio,
mi accorcio svellendo parole insolite.
Mulini senza pane volano via,
passata l’ora vuota tornano
con impazienza curvilinea di rondini.
Laika per evitarmi si nascose nell’androne
fece carriera e diventò una stella,
ma il mondo non aspetta l’ora vuota
ha voglia di mettersi in affari
rientrare nelle medie stagionali.
Nero stellato badante di chimere
alzo la fronte dalla mia stanza
verso la premura più illesa mai scoperta
sala parto di ogni teologia,
meraviglia e panno steso
alla mercé del respiro
arrugginito in gola
laika

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2 thoughts on “L’ora vuota

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