stranieri

Li chiamano cani,
spizzicano crocchette
per cani, gatti a volte
con mani di lavoro offese,
ricchezze che danno
poco o niente pane.

Ci penso mentre arrivo,
scendo, lui non batte ciglio
dorme

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One thought on “stranieri

  1. Il titolo evita il fuoripista in questa fotografia di una realtà troppo facilmente confondibile con altro. Caro Flavio, la schiettezza di certa tua poesia spinge ad avere dubbi seri su quella umanità di cui in tanti ci vantiamo di possedere… Grazie anche per questi versi.

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