16 agosto 1944

dachauQui non ho fumato,
dormito, fatto il bagno.
Sono stato un vestito,
fino a quando
mi hanno tolto nome
e denti per masticare.

Qui non ho avuto tregua.

Nascondete pure la verità
sotto tappeti di guerricciole
appaltate ai comuni manovali,
oggi i marines sono salutisti
lasciate che fumino i siriani,
continuate così

Qui sono dopo tanto morire
con tutti i miei fratelli,
fingete almeno di ricordare

isis

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5 thoughts on “16 agosto 1944

  1. Versi che racchiudono e raccontano il dettaglio di una storia che spesso si finge di ricordare… Sì, si finge, perché se la lezione della Storia davvero ci avesse sfiorati, forse oggi avremmo altri occhi per affrontare il presente. Grazie, Flavio, per questa tua capacità di rendere concreta la poesia.

  2. Alberto Rizzi (da FB) Vero. E potrei aggiungere che ha il gran pregio di esser priva di retorica: cosa non facile, visto il tema. Però, Flavio – prendila come provocazione o come proposta – io situazioni come questa la attualizzerei: pensiamo a Guantanamo, ai migranti; anche all’impoverimento e alla mercificazione delle persone nel progredito, civile, democratico Occidente. Tu sai che io lavoro in questo modo (sai della mia ultima raccolta, ancora nel cassetto); sarebbe una bella cosa – credo – se in tanti poeti riuscissimo a recuperare il concetto di “poesia come specchio dei tempi”; e di una Storia che si ripete, cambiando solo i dettagli; per colpa della stupidità della maggior parte degli umani(?), ovvio.

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