Christine Lavant, Poesie scelte da Thomas Bernhard

perìgeion

 dwlw-5

 di Giusi Drago

Così io sono casa e corte e impalcatura del pane
e a volte anche una segretissima collina
dove la mia ostilità produce frutti oscuri
affinché i santi possano diventare zingari.

La poesia di Christine Lavant è ribelle e blasfema: mai rinuncia a interpellare Dio, a provocarlo, tanto che la scrittrice può essere annoverata fra le mistiche ed è stata paragonata – per la combattività della sua fede – a Hildegard von Bingen e Teresa d’Avila. Il suo rapporto con il divino è attraversato da un’estrema ambivalenza: invoca Dio e al contempo gli si rivolta contro con sarcasmo. Esce ora in traduzione italiana l’antologia di 81 poesie scelte da Thomas Bernhard e pubblicate presso Suhrkamp nel 1987, 14 anni dopo la morte della poetessa. Anna Ruchat, che ha curato e tradotto con dedizione i testi, scegliendo di non addomesticare le asprezze della lingua originale, identifica nell’“invettiva” lo…

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